15Lug/19

Mangiare i prodotti dell’orto scolastico a scuola

Orto scolastico nel giardino della scuola

La frustrazione per i bambini di avere lavorato per tutto l’anno per crescere i prodotti dell’orto e poi non poterli mangiare a scuola è grande. La regolamentazione scolastica sembra non autorizzare il consumo dei prodotti dell’orto scolastico. Eppure c’è chi supera questa barriera ‘igienista’ e stabilisce un protocollo che consente ai bambini di provare la soddisfazione di mangiare i prodotti dell’orto. Succede a Trieste grazie al protocollo stilato dall’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata che ha definito le regole che consentono proprio questo: mangiare i frutti dell’orto scolastico. Due sono le opzioni: nella mensa scolastica o all’interno dei laboratori didattici. Ecco come si fa secondo il protocollo definito all’interno delle INDICAZIONI OPERATIVE ORTI SCOLASTICI E CUCINE dell’ASUIT. DIDATTICHE di cui pubblichiamo un estratto:

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08Lug/19

Zucchero: quanto se ne può assumere al giorno?

14,1 grammi di zucchero in 100 ml di succo di frutta
Succo di frutta = 14,1 gr per 100 ml

Le raccomandazioni dell’OMS spingono il limite giornaliero di assunzione di zucchero al 5% rispetto al fabbisogno calorico. Una raccomandazione che si riferisce agli zuccheri semplici, che spesso vengono aggiunti negli alimenti durante il processo di produzione, come avviene per le merendine o le bevande zuccherate. Ma questa percentuale che significato ha in termini di grammi di zucchero che possiamo assumere quotidianamente? Ci siamo posti questa domanda perché è necessario uscire dalla teoria scientifica e scendere nella pratica per aiutare le persone a capire i limiti entro i quali stare nell’assunzione di zucchero. Abbiamo chiesto a degli esperti come Gisella Giovanetti che ha lavorato come nutrizionista presso l’ASL2 di Milano e ad Anna Villarini dell’Istituto dei tumori di Milano di darci dei riferimenti chiari in termini di grammi di zucchero che è consigliato non superare come assunzione giornaliera.

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04Lug/19

6 azioni plastic free

In Italia si consuma in media 178 l. di acqua in bottiglie di plastica

Ogni anno ingeriamo 50mila microplastiche soprattutto attraverso l’acqua in bottiglia. Consumiamo alimenti che vivono di packaging: non riusciamo a comprare pomodori senza la scatola della plastica, beviamo acqua dalle bottiglie di plastica e ci siamo abituati al gesto di ‘scartare’ ogni volta che dobbiamo mangiare qualcosa. Ma che fine fa la plastica? 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici vengono riversati ogni anno negli oceani. E’ come se ogni minuto venisse  riversato in mare un camion di plastica. Nel mondo, ogni anno, vengono prodotti circa 300 milioni di tonnellate di plastica con una progressione di crescita che ha portato la produzione ad aumentare di venti volte nel giro di cinquant’anni. La maggiore produttrice di plastica è la Cina, a cui fa seguito l’Europa, mentre l’Italia, si distingue, secondo l’ultimo rapporto della Beverage Marketing Corporation, per essere il primo Paese europeo per consumo pro capite di acqua in bottiglia di plastica. Un primato che conquista con i suoi 178 litri l’anno per abitante. Ma abbiamo veramente bisogno di tutta questa plastica?

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29Giu/19

Roma: bando di gara per 10 mesi?

SCUOLA. ROMA, DA GENITORI 12MILA FIRME PER RITIRO BANDO MENSE
IL CAMPIDOGLIO RESPINGE RICHIESTA,

Il 26 giugno sono state consegnate in Campidoglio 12.000 firme dei genitori dei bambini delle elementari e materne per chiedere il ritiro del bando per la refezione
scolastica. A riceverle il vicedirettore
del Campidoglio Gianni Serra, che ha usato l’espressione “quattro mamme” riferendosi alle autrici della raccolta firme. A rischio, secondo le “quattro mamme”, è la qualità del pasto e i posti di lavoratoro per un bando, che arriva con più di 2 anni di ritardo e che si riferisce a soli 10 mesi di servizio. Si parla di 4 euro, ma la somma
e’ decisamente inferiore perché in questo valore oltre al pasto, rientrano le riparazioni di eventuali guasti in cucina, le colazioni dei bambini, il biologico e i compensi dei lavoratori.
A Palazzo Senatorio non sembra
esserci nessuna volonta’ di venire incontro alle richieste der genitori e degli operatori del settore. Il bando non sara’ ritirato. Eppure sono tante le perplessità che emergono anche da altri punti di vista. “Insistere con questo bando per meno di un anno, mi puzza”, ha detto il presidente di commissione Marco Palumbo. Alla seduta non hanno partecipato ne’ i consiglieri di maggioranza, ne’ l’assessore competente Laura Baldassarre.
I genitori non mollano e stanno studiando strategie per bloccare il bando. Hanno creato alleanze e stanno studiando il bando con l’aiuto di professionisti del settore ed esperti legali per valutare tutte le possibili azioni al fine di tutelare la salute dei bambini romani, che passa anche per la qualità del pasto a scuola.

19Giu/19

Processo allo zucchero: dichiarato colpevole

PM Luisa Ponti

Il processo simulato alla zucchero che si è tenuto il 18 giugno presso l’Università degli Studi di Milano, ha dichiarato l’imputato colpevole. Dopo tre ore che hanno visto alternarsi consulenti di parte, testimoni e periti, per lo più medici specialisti di alto profilo, i giurati hanno emesso la sentenza. Il reato fa riferimento all’articolo 590 del codice penale che parla di ‘colpa’ anche se vengono concesse le circostanze attenuanti generiche per una concausa da parte degli utenti che sono a loro volta responsabili di un uso scorretto dello zucchero, oltre i limiti definiti dal Ministero della Salute che sono pari al 5% delle calorie.

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18Giu/19

Conferenza stampa alla Camera dei Deputati: i video

La conferenza stampa di presentazione del 4° Rating dei menu scolastici che si è tenuta il 13 giugno alla Camera dei Deputati è disponibile in video.

L’introduzione di Francesca Rocchi di Slow Food – 6 minuti

1° parte: Introduzione e presentazione dei risultati dell’indagine Claudia Paltrinieri – 11 minuti

2° parte: presentazione dei risultati dell’indagine Claudia Paltrinieri – 11 minuti

3° parte: presentazione dei risultati dell’indagine Claudia Paltrinieri – 11 minuti

Intervento dell’Onorevole Rossella Muroni – 9 minuti

Intervento dal pubblico Stefania Lattanzi Genima (Genitori Nidi e Materne Roma) – 4 minuti

16Giu/19

Processo allo zucchero

Il 18 giugno dalle 18 alle 22.00 si terrà presso l’aula magna dell’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7) il Processo allo zucchero. Un processo simulato con Pubblico Ministero, giurati, avvocati, testimoni, consulenti di parte che metteranno sotto accusa lo zucchero, esplorando le sua proprietà, i suoi effetti e i rischi per la salute. Saranno presenti medici specialisti di discipline diverse: pediatri, nutrizionisti, oncologi, dentisti, medici dello sport. ecc. Tra i testimoni anche i genitori che vedrà Foodinsider presente ad interpretare la responsabilità di chi in famiglia somministra dolci ai propri figli e si deve confrontare ogni giorno con l’offerta del mercato e all’esposizione mediatica dei bambini alla pubblicità.

L’evento è aperto alla cittadinanza quindi vi invitiamo a partecipare.

15Giu/19

Posizionamento dei Comuni nel Rating sulla sostenibilità

Un dato chiaro che emerge dal 4° Rating dei menu scolastici è che un menu sano è anche sostenibile. La salute della dieta corrisponde alla salute del pianeta. I dati raccolti ci hanno permesso di mappare le realtà delle mense scolastiche per fasce di valore che identificano la qualità del pasto sulla base dei paramentri attinti dalle Raccomandazioni dell’OMS e IARC, le linee guida della ristorazione scolastica, il Green Public Procurement e il Decalogo contro lo spreco del Ministero della Salute.

La mappa dell’Italia, dove è stata rappresentato il posizionamento dei Comuni rispetto al punteggio ottenuto attraverso l’indagine del rating, restituisce la fotografia della disomogeneità della diffusione delle mense scolastiche che al sud sono poche e con un numero di pasti poco significativo.

Solo due menu risultano essere sostenibili: Fano e Cremona, anche se tutti i nove menu che rientrano nella fascia del ‘buono’ hanno molte peculiarità e adottano pratiche virtuose che li rendono a basso impatto ambientale.

Le mense certificate ‘Eccellenza’ bio
La maggioranza dei menu scolastici risultano all’interno della fascia ‘sufficiente’ con ampi margini di miglioramento sia per quanto attiene l’equilibrio della dieta che la sostenibilità del servizio mensa. Tra i vari temi che riguardano l’impatto ambientale la diffusione del biologico ha ancora molta strada da fare all’interno dei menu, anche se c’è già uno zoccolo duro di realtà come Perugia, Bologna, Firenze, Macerata, Pisa, Bari, Rimini, Matera, Massa Carrara che hanno ottenuto la certificazione di mense d’eccellenza per il biologico dal  Ministero delle Politiche Agricole (Decreto del 29 novembre 2018). A dispetto di realtà virtuose persistono menu che non recepiscono ancora le percentuali di biologico dettate dai CAM.

La carne rossa domina
L’ossessione per la carne rossa persiste in alcuni Comuni come Verona che non tiene conto né dell’impatto ambientale della carne rossa responsabile dell’emissione del 65% dei peggiori gas serra (ammonio), né delle Raccomandazioni dell’OMS (IARC) che la classifica nel gruppo due dei possibili cancerogeni e la carne rossa processata nel gruppo 1 dei cancerogeni.

La plastica nel packaging dei cibi
La plastica è quasi scomparsa come stoviglie ma domina come imballaggi del cibo. Questo penalizza tutte quelle realtà industriali che hanno abbattuto i costi del personale introducendo cibi processati come IV e V gamma, oppure i budini e yogurt come dessert, privilegiando alimenti già pronti al consumo ma che pagano un’impiego di plastica indiscriminato. Fa eccezione Bologna al cui capitolato hanno contribuito i genitori delle commissioni mensa dove si trova solo la patata di IV gamma. Perugia e Trieste invece privilegiano alimenti freschi a parte qualche prodotto surgelato.

Le porzioni e lo spreco
Il tema degli scarti misura aspetti qualitativi rivolti alle azioni che hanno avviato i Comuni per prevenire o gestire lo scarto. Un argomento molto ‘caldo’ su cui il Ministero della Salute è intervenuto con il Decalogo contro lo spreco che dà alcune indicazioni chiare su come bisognerebbe agire per evitare di produrne e come gestirlo. A nostro avviso un aspetto su cui bisognerebbe lavorare è la porzione. Il fatto di avere porzioni standard dalla prima alla quinta determina sprechi sicuri per i bambini della prima e seconda. Bergamo, invece, ha introdotto in via sperimentale la mezza porzione e questo le permette di avere un maggiore quantitativo di cibo edibile da rimettere in circolo. In una scuola di Chieti, invece, ai bambini sono tenuti a richiedere la porzione (piccola, media o normale) e a consumare tutto quello che hanno sul piatto, mentre il pane e la frutta che avanza la ritirano gli ‘economi’ che sono dei bambini incaricati a gestire questi cibi che il giorno dopo sono preparati dai bambini per la merenda di metà mattina. Un esempio di una buona pratica che educa i bambini al valore del cibo e al servizio.

Il pasto trasportato spreca di più
Chi avanza di più è chi ha il pasto trasportato. Questo quanto emerge dai dati di gradimento di chi ha sia cucina interna che pasto trasportato e dalle interviste che abbiamo realizzato per attingere informazioni dalle esperienze in atto sulla gestione degli scarti.

La mensa di qualità e il consenso politico
Ancora una volta il Rating dei menu dimostra che la mensa buona è quella che ha la cultura del buon cibo, che investe (non risparmia) sulla mensa perché ne riconosce il valore non solo sociale ma anche economico di sviluppo del territorio. La mensa non è un servizio accessorio dei Comuni ma è uno strumento di politica sociale ed economica che ha un ritorno in termini di consenso politico. Sarà un caso, (o forse no) ma i tre Comuni sul podio del 4° Rating dei menu sostenibili hanno appena affrontato le elezioni comunali e, in tutte le tre città, i Sindaci sono stati confermati.

Tutte le informazioni sul 4° Rating, la conferenza stampa presso la Camera dei Deputati e la relativa presentazione sono disponibili a questo link.

13Giu/19

4° Rating pasto sostenibile: la Top Ten

Quest’anno l’osservatorio sui menu scolastici di Foodinsider misura la salute e la sostenibilità del pasto a scuola.
La metrica dell’indagine attinge ai parametri del  Green Public Procurement, e delle Linee di indirizzo contro lo spreco alimentare pubblicate dal Ministero della Salute insieme alle Raccomandazioni dell’OMS e dello IARC sui corretti stili alimentari.
A fronte dell’emergenza climate change in atto, anche la mensa scolastica, e con essa tutta la ristorazione collettiva, può e deve fare la sua parte. Il modo con cui i bambini mangiano a scuola può aumentare o ridurre quel 25% di emissioni di gas serra di cui è responsabile il sistema alimentare.

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