Maria de Biase è una preside che educa alla legalità, pur rifiutando le disposizioni ministeriali che impongono di introdurre solo cibi confezionati a merenda; insegna la sostenibilità dando nuova vita agli oggetti attraverso il riciclo, realizza orti sinergici nelle scuole, promuove la dieta mediterranea e un’alimentazione sana con cibi della nostra tradizione, crea sinergie con la comunità, valorizza la ruralità e recupera la lentezza. Maria de Biase è una preside che trasforma valori in progetti educativi ‘perché i bambini non sono il nostro futuro, sono il nostro presente e devono essere attori di questo presente‘.

Nell’Istituto di Santa Marina di Policastro si è tenuta la festa di fine anno. Una festa diversa dalle manifestazioni conclusive che promuovono le attività svolte durante l’anno scolastico, perché nella scuola che dirige la preside de Biase si fanno cose diverse.
Lo descrive bene Daria Scarpitta di in questo articolo, che riproduciamo in parte, insieme al video realizzato da 105tv che ha registrato i momenti salienti della festa nel cortile della scuola.

C’era lo spazio di “Musica e riciclo”, con gli strumenti realizzati con materiale di fortuna e le loro melodie. C’era “Librilibera”, uno spazio autogestito in cui si sono sperimentate le moderne attività del bookcrossing e del booksharing, ma anche un cammino incentrato sui valori della Costituzione per imparare ad essere cittadini consapevoli. Bellissimo l’alfabeto della legalità con l’insegnamento racchiuso in quella “Z di zittire” annoverata tra i concetti sbagliati, cattivi. C’era il progetto della sede di Casaletto Spartano che ha recuperato la tradizione di filare la ginestra, rivalutando le fibre naturali con lavori di una bellezza e di una semplicità unica. C’era il laboratorio “Da rifiuto a risorsa” dove creatività e raccolta differenziata si sono fuse per insegnare buone pratiche legate al riciclo. C’era “Mari e Fiumi” con lo studio dei due importanti ecosistemi per valorizzarne flora e fauna e con il momento ludico del tiro con l’arco, e, infine, la “Dieta Mediterranea” che ha unito l’alimentazione, con il recupero di piatti della tradizione insegnati dalla chef Maria Rina, all’attività motoria per invogliare ad uno stile di vita salutare. E, in quest’ottica, anche il momento conviviale della manifestazione conclusiva è stato all’insegna del no alla plastica e all’usa e getta per stoviglie riutilizzabili o tradizionali. Insomma l’Istituto di Santa Marina-Policastro ha dimostrato ancora una volta di viaggiare come microcosmo a sé, parlando di sostenibilità, buone pratiche e rifiuti zero in un contesto generale ancora poco sensibile. Ma proprio per questo la valenza formativa di tale percorso per le giovani generazioni è risultata evidente anche alle tante personalità presenti all’evento provando che anche la nostra piccola e comune scuola pubblica può abbattere muri, costruire traiettorie, disegnare futuri.