bimbo cascoRicomincia la scuola e con essa tutte le sue contraddizioni. Quest’anno il tema è la sicurezza. Sicurezza sanitaria che impone i vaccini per legge, (fa niente se poi la scuola non è antisismica) e sicurezza alimentare. Su questo argomento si spenderanno fiumi di inchiostro per giustificate l’obbligo della mensa da difendere dall’invadente pasto da casa.
Si vedranno i paladini della dieta mediterranea sostenere la qualità e la sicurezza del servizio di refezione scolastica, a dispetto di qualsiasi soluzione casalinga che non sa neanche cosa siano i protocolli HCCP. Fa niente se le uova sono al fitpronil, la carne dei polpettoni è irriconoscibile, il tonno è al mercurio e la verdura in busta viene dall’altro capo del mondo, tanto quasi nessuno controlla se le forniture delle materie prime della mensa corrispondono a quelle del capitolato.

Ci saranno  bambini che giureranno di non aver mangiato nulla in mensa per abbuffarsi di merendine all’uscita e poi rifiuteranno la pietanza di casa sostenendo che quella della mensa è più buona. Insegnanti che lavoreranno per l’inclusione e il rispetto della diversità della dieta o del pasto a scuola, e quelli che penseranno che l’educazione alimentare è mangiare tutti la stessa sana minestra della scuola, mentre le patatine e le merendine dell’intervallo non sono oggetto di discussione.
Le ASL (USL o ATS che dir si voglia), sollecitate dai Comuni, sottoscriveranno che ‘il pasto da casa non è igienico’ ma lo diventerà quando i presidi lo richiederanno causa sciopero del servizio mensa sciopera. Fornitori che si faranno belli lanciando progetti innovativi anti-spreco e poi rifileranno le solite polpette che da anni finiscono in pattumiera perché sgradite agli studenti.
La scuola che educa alla buona e sana alimentazione e mette i distributori automatici di Coca-Cola e snack ipercalorici per verificare sul campo che i ragazzi abbiano capito la lezione.
Istituzioni scolastiche in balia di Comuni e i fornitori che vogliono la mensa obbligatoria per legge e Amministrazioni che troveranno deroghe al decreto per non perdere consensi tra i propri cittadini-elettori.
Infine ci saranno i genitori, eterni nemici, quelli che ‘a scuola non ci sono abbastanza verdure e legumi‘ contro quelli che ‘guai a togliere l’hamburger e patatine’

Tutto e il contrario di tutto all’insegna della ‘sicurezza’.

In questo marasma ci sono anche realtà silenziose, come quella di Cremona che da anni lavora per la salute dei bimbi e l’educazione alimentare, che metteranno d’accordo i genitori che preferiscono una dieta più vicina alle indicazioni del Codice Europeo Anticancro rispetto a quella standard (già molto equilibrata): proporranno la scelta tra due tipologie di menù, uno più salutista, e uno in linea con le Raccomandazioni dell’OMS, oltre, ovviamente, alle diete. Un nuovo approccio che rispetta la diversità nel porsi di fronte al cibo mantenendo equilibrio e qualità nei menù. Un modo intelligente per dialogare, evitare conflitti e aprire a nuove prospettive di dieta senza imposizioni.