Martello-giudiceI fatti. A luglio il Comune di Benevento approva il nuovo ‘regolamento del servizio di ristorazione scolastica’ che vieta il consumo di cibi diversi da quelli forniti dalla ditta appaltatrice del servizio mensa. In questo modo rende obbligatoria la refezione scolastica. Il Comune sceglie  la strada del divieto del ‘pasto da casa’ per imporre la mensa che ormai nessuno voleva più. Con il famoso servizio andato in onda su Canale5 nel novembre 2016 dal titolo Mensa choc: cibo avariato nei piatti di bambini e anziani, la mensa di Benevento era defunta. La soluzione più facile per il Comune per ristabilire il servizio mensa è stato, quindi, quella di imporla ‘per disposizione amministrativa’. L’Amministrazione di Benevento ha applicato su scala comunale quello che anche il nuovo DDL mense 2037, in discussione al Senato, vorrebbe disporre su scala nazionale.

I genitori beneventani hanno risposto impugnando la delibera del Consiglio comunale e depositando il Ricorso al Tar il 14 settembre.

Il Ricorso al Tar contesta diversi aspetti della delibera comunale, sia formali che di contenuto. In primis i genitori si oppongono al fatto che la delibera del Comune condizioni la partecipazione dello studente al “tempo mensa”, che per legge è “tempo scuola” e renda obbligatorio un servizio pubblico facoltativo. Il fatto di prevedere anche l’obbligo di allontanamento dell’alunno che rifiuta il servizio di refezione scolastica dalla scuola durante il tempo mensa, così come imporre l’iscrizione ad un modello scolastico a tempo corto, sono aspetti che ledono gravemente il diritto allo studio dei minori. Si tratta, secondo i genitori, di una manifesta violazione dei principi costituzionali di obbligatorietà e di gratuità dell’istruzione inferiore.

C’è poi un aspetto formale che risulterebbe anch’esso illegittimo, secondo i ricorrenti, vale a dire l’interferenza dell’Amministrazione nella gestione delle istituzioni scolastiche: il Comune che impartisce ordini ai dirigenti scolastici viola l’autonomia organizzativa della scuola.

Per quanto concerne le norme igienico sanitarie il Comune, secondo i genitori, avrebbe disatteso la normativa nazionale e comunitaria che sottrae i cibi domestici da qualsiasi forma di controllo ed autorizzazione.

Insomma secondo i ricorrenti questo nuovo ‘regolamento del servizio di ristorazione scolastica‘ di Benevento non sta in piedi nella forma e neppure nei contenuti.

Il TAR Campania, a pochi giorni dalla presentazione del Ricorso, ha sospeso la delibera del Comune e fissato l’udienza di discussione al 10 ottobre.
Monitoreremo attentamente l’evolversi della ‘partita‘ perché quello che succede a Benevento è un assaggio di quello che potrebbe avvenire su scala nazionale se il DDL mense andrà in porto così com’è, vale a dire con l’indicazione di rendere obbligatoria la mensa per legge.