controlli NasCarne avariata, cibo in cattivo stato di conservazione, condizioni igieniche fuori norma, convenzionale al posto del biologico, gare d’appalto irregolari. Il panorama delle frodi nelle mense è ampio e distribuito in tutta Italia.
Si conta già il numero degli indagati, degli arresti, degli avvisi di garanzia. Per l’operazione malacarne sono 5 le persone arrestate e 19 quelle denunciate, tra cui anche militari e veterinari dell’Asl. I reati ipotizzati sono truffa ai danni di enti pubblici, frode in pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso, e omissione di controllo.
Il caso della ‘malacarne’ è emblematico perché non è circoscritto ad una città, ma coinvolge molte realtà. Non è come il caso di Pescara dove i controlli dei Nas hanno riscontrato gravi violazioni e carenze igienico sanitarie nelle cucine e nei refettori, o le indagini di Perugia dove la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 13 persone nell’ambito di un’indagine partita più di un anno fa sempre dopo i controlli dei Nas, e nemmeno il caso di Sesto Fiorentino dove sono appena stati notificati 6 avvisi di garanzia, due dei quali agli ex amministratori della società pubblica di ristorazione scolastica (Qualità e Servizi Spa) per i reati di abuso d’ufficio, peculato e concussione, per la malacare il contesto è decisamente più ampio.
La carne è stata fornita alle mense scolastiche e ospedaliere del Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Lazio, e due strutture militari all’estero. La carne avariata arrivava con data di scadenza prolungata rispetto a quella della ditta produttrice, oppure ‘processata’ per coprire i cattivi odori.
La truffa è opera dei titolari della ditta Alessio Carni di Monsummano Terme, che approfittavano di un sistema di controlli inefficiente che ha permesso l’accumulo di profitti illeciti.
Interviene il presidente della Codacons Carlo Rienzi per chiedere trasparenza alle autorità che hanno avviato le indagini. “Le autorità competenti devono pubblicare l’elenco delle strutture pubbliche interessate perché i cittadini hanno diritto non solo alla massima trasparenza, ma anche ad avviare le dovute azioni risarcitorie nel caso in cui saranno confermati gli illeciti, anche in assenza di danni fisici e solo per i rischi sanitari corsi”.
Per questo il Codacons ha già annunciato che chiederà un maxi-risarcimento danni nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili di atti contro la salute pubblica, dopo essersi costituito parte offesa nell’inchiesta della Procura di Pistoia.
Inutile dire che la matrice di tutte le frodi è la cronica assenza di controlli efficaci ed efficienti, da organi affidabili e indipendenti.