I Commissari Mensa più numerosi in Italia sono quelli di Milano: più di 2.600. In alcune scuole sono attivissimi e fanno ispezioni tutti i giorni in mensa, in altr e un po’ meno, ma, comunque, sono una rete ben strutturata che comunica al Comune e al fornitore del servizio cosa va e cosa non va.
Lo scorso 21 aprile si è tenuta l’Assemblea annuale indetta dalla Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa che raccoglie gran parte dei genitori ‘ispettori volontari’ della mensa scolastica milanese.
Un’occasione costruttiva e dialettica per dire cosa fa la RappCM e confrontarsi con la base per trovare nuovi spunti e legittimazione a proseguire nell’operato.
Tra le novità presentate ai CM ci sono le ispezioni digitali che hanno segnato una rivoluzione nel sistema di rilevazione dei dati di gradimento e delle problematiche durante il pasto. Uno spartiacque tra documenti cartacei inviati via fax e spesso cestinati perché poco leggibili, e l’efficienza di un semplice form digitale (compilato con il cellulare oppure online) che va ad alimentare un database in automatico. Un esempio pratico di come la tecnologia, sviluppata dai genitori, abiliti una fluida trasmissione di dati a supporto della trasparenza e della fiducia tra le parti in gioco.
 
Uno sbocco auspicato dai genitori della Rappresentanza è quello di sviluppare un progetto di educazione alimentare per la cittadinanza milanese da realizzare recuperando i 6.000 euroresiduo del vecchio ricorso al Tar per il quale i genitori avevano raccolto ben 13.000 euro. Si tratta di soldi ancora sul conto della persona che si era incaricata della raccolta fondi per finanziare l’iniziativa legale dei genitori contro il fornitore del servizio di ristorazione scolastica, che si è conclusa ormai da diversi anni. I genitori della Rappresentanza sono decisi ad andare fino in fondo a recuperare il ‘tesoretto’ raccolto dai genitori milanesi e da spendere a favore degli stessi.
 
La comunicazione della rete dei genitori, la gestione delle informazioni e la formazione dei commissari mensa sono i tre pilastri che rappresentano la vera forza dei genitori e su cui si genitori della Rappresentanza Cittandina stanno lavorando intensamente. Sapere che Milano è uno dei pochi, o forse l’unico Comune, che espone solo le tabelle merceologiche e non il capitolato, è un’anomalia di cui pochi sono consapevoli. Gestire i dati sul gradimento dei piatti è un elemento chiave per potersi sedere ai tavoli di negoziazione con il fornitore del servizio e chiedere modifiche al menu a ragion veduta. Implementare un processo di formazione dei commissari mensa attivando procedure standard per tutti, è un’esigenza condivisa da tutti, che aumenterebbe la consapevolezza dei genitori, la competenza in tema di cibo creando, nel contempo, un terreno fertile per avviare un corretto stile alimentare a beneficio di tutta la cittadinanza milanese.
Quello che emerge, dall’incontro dei genitori milanesi sensibili al tema alimentazione a scuola, è che a Milano si sta realizzando, attraverso le commissioni mensa, una forma di empowerment che sta portando, anche se a fatica, qualche risultato di cui tenere conto.