Ci sono insegnanti che usano il cibo a scuola per fare esperienze che permettono ai bambini di capire in prima persona le ragioni per cui si è evoluto l’uomo nella storia. Un’alternativa ad una lezione frontale basata sul libro, che attraverso la trasformazione degli alimenti e il gusto permette di vivere e sperimentare attività che possono incrociare più discipline. È il caso di Giampiero Monaca, maestro di una scuola elementare di Asti che utilizza il  ‘cibo’ a supporto della didattica. Giampiero è un maestro innovativo che stupisce i bambini attraverso i laboratori didattici dove gli alunni sono i protagonisti.

Il neolitico, per esempio, che è un’età nella quale l’uomo sviluppò alcune competenze che incrementarono i livelli di sopravvivenza,  furono il frutto di causalità e sperimentazione. Aspetti che possono essere riprodotti in classe attraverso l’osservazione e un po’ di spirito creativo. Un modo diverso per fare storia e scienze nella stessa lezione attraverso un’attività semplice come fare il formaggio. Così racconta Gaimpiero ai suoi studenti di terza elementare:

‘Nel tardo neolitico, gli allevatori ricavarono ottimo latte dalle loro greggi e mandrie e questo venne inizialmente conservato fresco.
Un giorno qualcuno, sbadato, dimenticò una ciotola di latte e dopo un paio di giorni questa fu ritrovata (anche grazie all’odore particlare che emana), ma trasformata: il latte non è più liquido, ma di una consistenza gelatinosa e con un odore molto più forte.

I più schizzinosi e meno avveduti buttano via tutto, punendo severamente chi, sbadato, aveva sprecato una risorsa così preziosa all’epoca. I più coraggiosi, invece, tentarono di salvare il salvabile.

Ricordando che il calore solitamente pulisce e sterilizza posero questa poltiglia in un recipiente sul fuoco e osservarono con stupore una trasformazione: dal liquido sempre più chiaro emerse una massa compatta, dal profumo grasso e floreale.

Questa massa venne posta a scolare e dopo qualche giorno assaggiata. Così si scoprí il formaggio, un alimento buono, compatto e trasportabile!

Il liquido rimanente , invece, venne bollito a lungo con un po’ di latte e qualche goccia di limone finché non affiorarono fiocchi bianchi e leggeri, che scolati diedero origine alla ricotta.

Qualche secolo dopo, in Mesopotamia, il popolo dei Sumeri scoprì che lo stomaco dei capretti e degli agnelli conteneva una sostanza in grado di far cagliare immediatamente il latte e da lì iniziò la produzione di formaggio su vasta scala.

Ora tocca a noi fare il formaggio come hanno imparato a fare gli antichi Sumeri.

Ingredienti per formaggetta

  • 2 litri di latte
  • una manciata di sale.

Attrezzatura

  • piastra elettrica a bassa temperatura (60° max per evitare rischi scottatura)
  • termometro
  • pentolino
  • cucchiaio di legno
  • bottiglie
  • recipienti di plastica
    fascetta per dare forma al formaggio (recuperata da una confezione di ricotta)

Procedimento

Abbiamo lasciato il latte aperto in luogo fresco e protetto per due giorni;
poi abbiamo chiuso ermeticamente per far aumentare acidità ed accelerare il processo,
dopo altri due giorni la parte liquida è completamente separata dalla parte solida.
Versiamo tutto nel pentolino rompendo grossolanamente la cagliata in dadini.i Riscaldiamo fino a 52 gradi per 10/15 minuti (vogliamo un formaggio a pasta semidura, simile al castelmagno). Scoliamo il tutto nella fascetta e pressiamo bene, cospargendo la forma ottenuta con un po’ di sale. Lasciamo maturare 3 giorni in luogo fresco e ventilato. Ed ecco il nostro formaggio è pronto!’