100% alimenti biologici, filiera corta, piatti biodegradabili, trasporti con furgoncini elettrici, e soprattutto educazione alimentare

Sembra fantascienza invece è il nuovo servizio di mensa scolastica servito ai 5.300 bambini di Bari delle 85 scuole sul territorio. Così è stato presentato dal Sindaco Antonio Decaro e dall’assessora Paola Romano la nuova mensa scolastica della città. La gara d’appalto si è basato su un servizio con caratteristiche ecosostenibili a partire dalle materie prime biologiche e a filiera corta: frutta, verdure, legumi, cereali, riso, pasta, latte, uova e olio extravergine e carne proveniente dalla Puglia.
La mensa a basso impatto ha tolto la plastica a favore di piatti compostabili, anche se il Sindaco punta ad arrivare ad avere stoviglie di ceramica; la flotta di 6 furgoncini che trasportano i pasti alle scuole è a metano scelta che permette di ridurre l’emissione di CO2; gli avanzi dei pasti, se ce ne saranno, verranno rimessi in circolazione come previsto dalla legge antisprechi e devoluti alle mense dei poveri,

dalla Caritas parrocchiale di Sant’Antonio, alla mensa della Cattedrale di Bari, alla Caritas parrocchiale di Santa Maria delle Grazie e all’associazione di volontariato Incontra che distribuisce cibo ai senza fissa dimora.

E’ prevista la creazione di orti didattici nelle scuole affinché i bambini imparino a conoscere gli alimenti che si trovano a consumare a tavola e conoscano il ciclo di vita di una pianta che poi diventa fonte di nutrimento. L’idea di fondo è quella di portare i bambini a piantare i semi degli ortaggi che mangeranno in mensa per arrivare a cogliere e capire il lavoro e l’impegno c’è dietro alla filiera alimentare.
L’obiettivo del nuovo progetto di mensa, a detta del sindaco Antonio Decaro è quello di avviare un percorso educativo che insegni ai bambini a mangiare sano affinché acquisiscano quella conoscenza in grado di radicare delle abitudini alimentari corrette che li accompagneranno per tutta la vita. Di fatto è un progetto che rappresenta un investimento sulla salute di cittadini baresi e sulla sostenibilità del territorio, che diventa la vera ricchezza che ruota intorno alla nuova idea di mensa, un’occasione per far conoscere ai bambini e alle famiglie il valore di ciò che viene prodotto e allevato nella regione Puglia.
A testare la customer satisfaction dei menù ci penserà l’istituto di ricerche Troisi, che è stato ingaggiato dal Comune per realizzare un’indagine attraverso strumenti divertenti per i bambini, dei totem, e dei focus group con genitori, docenti che permetteranno di monitorare il gradimento dei pasti ed apportare modifiche in corso di anno scolastico.
Last but no least il costo dei pasti non cambia, si mantengono le tariffe calmierate e la gratuità del servizio per i nuclei familiari con ISEEE inferiore ai seimila euro. Una scelta importante in un periodo storico dove il costo del pasto può segnare la fuga dalla mensa verso l’alternativa del pasto da casa, ormai  riconosciuto, a tutti gli effetti, come concorrente dei menu scolastici.