Mangiare alimenti cresciuti a pesticidi aggiunge un po’ di veleno alla nostra alimentazione, mentre prodotti coltivati con metodi naturali fa sicuramente meglio alla nostra salute. Questo assunto ha già dei fondamenti scientifici. Ma quanto bene faccia all’uomo mangiare il cibo che mangiavano i nostri bisnonni ancora non si sa. A porsi la domanda per misurare l’effetto dei cibi biologici e simbiotici sulla salute sono una serie di enti autorevoli che si sono alleati per realizzare una un’indagine su basi scientifiche. L’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST),l’IRCCS, insieme all’Università di Bologna, il Consorzio Eco-Simbiotico e la Coldiretti Forlì- Cesena collaborano per realizzare una ricerca che vuole analizzare la variazione della flora intestinale in un certo numero di persone che, per 30 (trenta) giorni, seguiranno un regime alimentare con cibi provenienti da agricoltura simbiotica. Lisa Paganelli è la regista di questo progetto al quale partecipa in qualità di coordinatrice scientifica per Coldiretti Forlì-Cesena, ma anche nel ruolo di produttrice agricola attraverso la sua azienda di famiglia dove si adotta il sistema di coltivazione simbiotica.

L’agricoltura simbiotica
Si tratta di un sistema di coltivazione che utilizza un complesso microbiotico costituito da lieviti, funghi e batteri con i quali si alimenta il terreno che viene così arricchito di biodiversità entrando in simbiosi con le radici dei vegetali, nutrendoli di sostanze preziose sia per la pianta e che per la salute dell’uomo. In Italia ad utilizzare questo metodo di agricoltura simbiotica sono circa 200 agricoltori, che credono nel valore della biodiversità e nella necessità di uno sviluppo economico sostenibile. Per questo hanno hanno avviato, da poco, una richiesta di certificazione ad hoc al Ministero delle Politiche Agricole.

Il bio-distretto e la mensa scolastica

Sei di questi produttori rappresentano il bio Bio Distretto della Val Bidente che hanno creato una filiera capace di strutturarsi come fornitore per la mensa dell’asilo del Sacro Cuore di Cusercoli in provincia di Forlì-Cesena. La fortuna di questi 40 bambini fa si che le uova che mangiano sono del produttore locale che alimenta le galline con i grani della filiera simbiotica, i formaggi e il latte utilizzato viene dalle mucche allevate con fieni simbiotici, le verdure e la frutta provengono da orti che praticano la coltura simbiotica, così come la carne e i cereali sono il risultato di produzioni che utilizzano il metodo simbiotico.

La ricerca scientifica
La ricerca avviata dall’IRST ha l’obiettivo di scoprire gli effetti che il consumo di alimenti biologici e simbiotici ha sull’uomo, nello specifico sul microbiota umano. Sono stati selezionati 60 volontari dai 18 ai 65 anni ai quali verrà analizzata la variazione della flora intestinale mettendo a confronto i dati dei  30 (trenta) giorni durante i quali i partecipanti seguiranno un regime alimentare con alimenti provenienti da agricoltura simbiotica con quelli ottenuti dai campioni raccolti nei 30 (trenta) giorni precedenti l’inizio del trattamento alimentare. All’interno del panel partecipano anche le suore Clarisse di Rimini che rappresenteranno una garanzia di non contaminazione della dieta.

Alimentazione, tumori e territorio
L’Irst con questo progetto intende approfondire il tema della relazione tra l’alimentazione e i tumori sotto il profilo scientifico, in un’ottica di prevenzione. Lo fa con un’inizitiva nuova che vede il coinvolgimento del territorio con i suoi produttori agricoli che operano per la tutela del suolo e della salute di cui si aspettano un riconoscimento scientifico che arriverà nel 2020.