Il business della ‘mensa scolastica irregolare?’
Forse l’irregolarità delle mense conviene? la multa è solo una voce all’interno del bilancio coperta dal titolo ‘risk management‘? Bisognerebbe farsi questa domanda quando si trova un quadro così diffuso di irregolarità in Italia. Ma il peggio è che l’irregolarità è in progressione: da un quarto di mense non conformi rilevate dai NAS nel 2016 ad un terzo oggi.

Era maggio 2016 quando uscirono i dati delle ispezioni dei Nas nelle mense scolastiche. Su 2678 controlli, 670 (25%) erano risultate irregolarifrode in pubbliche forniture (58) commercio alimenti nocivi (23), alimenti in cattivo stato di conservazione (10) Omissioni e abuso in atti di ufficio (10), Inadempienza in pubbliche forniture (15).

Oggi il numero delle ispezioni è inferiore, ma la percentuale delle irregolarità sale ad un terzo: 224 mense ispezionate dai Nas  81 delle quali hanno evidenziato irregolarità, e 7 cucine sono state chiuse a fronte di una grave situazione igienico-strutturale. Sono state inflitte sanzioni per un valore pari a 576 mila euro e sequestrate due tonnellate di alimenti: pesci, carni, formaggi, verdura, frutta, olio, pane. Si tratta di alimenti privi di informazioni relativi alla tracciabilità, oppure scaduti, o conservati in ambienti non idonei.

Verificati anche i menu
Oltre alla dichiarazione del Ministro della Salute Grillo, che ha parlato anche in qualità di madre, di ‘mense dell’orrore‘ la novità che emerge da queste ispezioni dei Carabinieri è il fatto che sia stato ampliato il campo di azione. L’intervento infatti non si è limitato ad ispezionare le cucine, lo stato d’igiene delle attrezzature e degli spazi, gli ingredienti, le scadenze, ecc. ma i NAS questa volta hanno chiesto anche di valutare i menu. Quindi la verifica dei Nas si è estesa alla dieta proposta in mensa, anche in relazione alle possibili esigenze nutrizionali dei bambini con intolleranze alimentari, le diete etico-religiose, così come pure alla corretta applicazione delle indicazioni sulla presenza di allergeni nelle pietanze, in ottemperanza alle nuove disposizioni da parte delle ditte di ristorazione collettiva.

Roma Livorno, Pescara, Chieti e Brindisi
Le mense sotto accusa si trovano a Roma dove, in un plesso composto da due materne e una media, nell’ottobre scorso sono state bloccate le attività didattiche per la “presenza diffusa di animali infestanti ed escrementi di roditori, con interessamento anche delle aree dedicate alla somministrazione dei pasti“. Altre situazioni critiche sono state riscontrate a Livorno e a Pescara dove i legali responsabili dei relativi  centri cottura sono stati sanzionati a causa di “carenti condizioni igienico-strutturali“. Altra sanzione a Chieti perché gli alimenti serviti in mensa erano di qualità diversa da quella stabilita dal contratto di fornitura. Mentre  nel leccese (a Trepuzzi) sono stati sequestrati  dai NAS 1.600 chili di farina infestata da parassiti portando a denunciare sia il legale responsabile del servizio di refezione scolastica e il titolare di un panificio.

Quale evoluzione?
C’è da chiedersi, visto che la tendenza è quella della progressione nelle irregolarità rilevate nelle mense italiane nel corso degli anni, se alla prossima tornata di ispezioni dei NAS non si rischi di arrivare alla metà delle mense ‘Non Conformi’. Forse è arrivato il momento di fermarsi e di ripensare il sistema mensa: la questione dei controlli, l’etica dei fornitori, forme sanzionatorie che non siano solo pecuniare, ma che mettano a rischio la continuità del servizio a fronte di Non Conformità gravi o perpetrate.

Se è vero che ‘furbi e cucine da incubo non possono essere tollerati‘, come dice il Ministro Grillo, ci si aspetta da chi governa che avvii interventi più incisivi in termini di regolamentazione per garantire la qualità di un servizio così importante per la salute dei nostri figli.