Al convegno di Legambiente, realizzato in collaborazione con ICLEI a dicembre a Milano, si è parlato degli acquisti verdi nell’ambito delle mense scolastiche italiane. Sono stati presentati i dati del rapporto Ecosistema Scuola 2018 relativi all’applicazione del GPP nella ristorazione scolastica e sono intervenuti esperti del settore green insieme ad attori che ruotano intorno alla scuola e alla mensa.

In qualità di Foodinsider abbiamo partecipato con grande interesse perché il tema della sostenibilità rientra in uno dei nostri 3 obiettivi che si sintetizzano nello slogan  ‘una mensa buona, sana e sostenibile, che sviluppiamo attraverso il Rating dei menu scolastici. I dati emersi da questo rapporto di Legambiente verranno integrati a quelli del prossimo Rating 2019 dei menu che avrà un focus sul ‘pasto sostenibile.

Riportiamo l’intervento di Peter de Franceschi  Direttore di ICLEI  Europe che è un organismo internazionale che rappresenta un importante network di Città e Comuni che opera per sviluppare politiche sostenibili all’interno delle proprie amministrazioni.  Il dott. De Franceschi ha presentato  alcune delle realtà virtuose in Italia e in Europa che hanno applicato le disposizioni del Green Public Procurement a dispetto di altri che sono ancora molto indietro nell’adozione di un approccio green nell’ambito della ristorazione collettiva. Secondo ICLEI l’obiettivo su cui bisogna impegnarsi è quello di rendere ‘irresistibile’ il GPP. Applicare le regole del Green Public Procurement non deve essere un’opzione per le  Amministrazioni, ma un vantaggio. Questo implica una cultura diversa, una visione d’insieme della questione ‘sostenibilità economica’ ed ‘sostenibilità ambientale’ che può permettere di sviluppare mense green perché conviene alla comunità e alla politica che la rappresenta.

Prima parte intervento 8 minuti

Seconda parte intervento 10 minuti

Data la lentezza con cui crescono gli indicatori delle mense sostenibili, quelle che seguono al meglio i dettami del Green Public Procurement, è evidente che non sembra essersi innescata una cultura generalizzata rispetto a questi temi nel nostro Paese.
Secondo i dati che emergono dal Rapporto di Legambiente si registra un divario significativo tra nord e sud a partire dal fatto che nel meridione le mense sono pochissime rispetto al settentrione. Il dato sulle mense 100% bio è poco significativo con un misero 6,3% che si attesta nel centro Italia. Si registra un passo indietro nell’uso dell’acqua potabile al posto di quella confezionata, forse a causa di puntuali episodi di mala gestione che hanno colpito alcune zone del paese o della siccità. Lo stesso dicasi per l’uso della plastica che mantiene un solido 30% in contrasto con l’avvio di un’economia circolare e di prossima messa al bando da parte della UE dei prodotti di plastica monouso.
Anche dal punto di vista temporale i prodotti biologici, presenti nelle mense con una media del 53,9%, diminuiscono rispetto al 2012 dove la media sfiorava il 57%.
I segnali non sono confortanti. Si spera tuttavia che arrivi un significativo slancio dai nuovi CAM che dovrebbero essere pubblicati a breve e che prevederanno un maggiore impegno, obbligatorio, per i gestori delle mense a seguire i driver della sostenibilità, a cominciare da una percentuale di biologico più importante rispetto a quanto previsto dall’attuale normativa.
Mettiamo a disposizione la presentazione di Davide Sabbadin Responsabile efficienza energetica di Legambiente, fatta durante il convegno da con la sintesi dei dati del rapporto Ecosistema Scuola 2018 relativi all’applicazione del GPP.

L’intero video del convegno è disponibile online a questo link