La conferenza del comitato dei genitori di Arezzo è stato un bellissimo segno di civiltà e di confronto costruttivo tra tutti gli stakeholders della ristorazione scolastica, tranne uno, il Comune. Peccato perché è stato un’occasione straordinaria dove sono emersi tanti punti di vista diversi, informazioni scientifiche, buone pratiche, proposte e stimoli per ampliare la competenza e il know how su un tema così delicato che ci riguarda tutti, l’alimentazione a casa e a scuola come prevenzione e benessere per la collettività.

Memorabile l’applauso interminabile alla strepitosa Debora Rasio che ha sostenuto i genitori nel loro diritto di difendere l’alimentazione dei propri figli da un mercato che ci propina sempre più cibo processato senza darci le informazioni corrette sul loro apporto nutrizionale. La soluzione è tornare al cibo semplice quello dei nostri nonni, mantenere la capacità di cucinare ricette per educare il palato dei bambini ad alimenti autentici e non artefatti dal mercato.

Oltre agli specialisti della salute sono intervenuti anche Slow Food, Coldiretti, Legambiente e Foodinsider, insieme per sostenere i genitori nello sviluppo di un modello diverso di mensa rispetto a quello prospettato dal Comune. Una mensa che metta al centro il gusto, la salute dei bambini e quella dell’ambiente legando la ristorazione scolastica al territorio. Un modello di mensa che dà valore a tutta la comunità, produce benessere ed è volano per l’economia del territorio. Un’alternativa possibile che già altre realtà hanno realizzato sviluppando il concetto di mensa come strumento di food policy con ricadute importanti sulla salute e sull’economia. Speriamo che succeda quello che è accaduto a Perugia due anni fa, come ha raccontato l’avvocato Alessandra Bircolotti, quando il Sindaco si è preso la responsabilità di smorzare la tensione e riaprire il dialogo con i genitori per costruire un sistema di mensa partecipata che è diventata una delle migliori best practice d’Italia e quinta nel Rating di Foodinsider.