I genitori di Pieranica e Quintano, in provincia di Cremona, lo scorso anno non hanno iscritto i bambini al servizio di ristorazione scolastica. Le ragioni erano molto chiare: una tariffa troppo cara, pari a €7,50 a pasto, a fronte di una qualità, a detta dei genitori, non soddisfacente, con molti scarti. Falliti i tentativi di dialogo con il Comune per chiedere maggiore qualità ad un prezzo inferiore i genitori hanno deciso di trovare un’altra soluzione, la mensa autogestita.

La mensa dei genitori

Decisi a non perdere la mensa, ma ad organizzarla a modo loro, i genitori hanno attivato lo scuolabus per portare i bambini da scuola all’oratorio di Quintano dove hanno trovato lo spazio per consumare il pasto. Il nuovo menu è stato discusso e commissionato ad una gastronomia locale che elabora piatti in maniera artigianale utilizzando materie prime fresche. Consumato il pasto i bambini rientravano a scuola con lo scuolabus.  Il nuovo servizio ha permesso di raggiungere gli obiettivi perseguiti: una mensa di qualità ad un costo accessibile di 5 euro e nessuno spreco alimentare.
A metà anno scolastico la scuola ha visto un cambio di dirigente scolastico. Questo fatto ha portato a due conseguenze che hanno cambiato il contesto: da una parte la dirigente ha raccolto la richiesta dei genitori di coinvolgere il corpo insegnante nel processo di vigilanza durante il pasto, che originariamente veniva fatta da una cooperativa, ma dall’altra ha ridotto il tempo della pausa pranzo rendendo impossibile la trasferta dei bambini a Quintano.

Il pasto versatile a scuola

Questa nuova condizione ha permesso al Comune di avviare un appalto con un’azienda di ristorazione scolastica per l’asilo, estendendo il servizio anche per le elementari, ad un costo più accessibile non dovendo ricorrere alla cooperativa per la vigilanza. A queste condizioni i genitori hanno chiesto alla Dirigente di portare l’organizzazione del pasto alternativo all’interno della scuola durante la pausa pranzo. La risposta positiva della direzione scolastica ha consentito la realizzazione di un modello aperto di pasto a scuola che raccoglie tutte le esigenze dei genitori con una flessibilità mai vista nel panorama scolastico italiano.

Tramite l’associazione il buon cibo i genitori danno supporto volontario all’organizzazione della pausa pranzo che raccoglie diverse formule di pasto: ci sono i bambini che usufruiscono del servizio mensa, quelli con il pasto da casa consegnato ai bambini la mattina e quello consegnato caldo alle 12.30 al volontario che si occupa della raccolta. I punti di raccolta sono due, uno a scuola e uno a Quintano fuori dalla gastronomia, all’interno della quale vengono elaborati i pasti alternativi alla mensa che continuano ad essere preparati, dove il volontario raccoglie anche i pasti da casa caldi di altri genitori. Il video riassume il modello ‘flessibile’ della scuola di Pieranica con un esempio di pasto da casa preparato da un genitore, ma anche del pasto della gastronomia a base di pizza, verdure cotte e mousse di mela tutte proposte preparate dalla cuoca la mattina stessa con alimenti freschi.

Il vantaggio della flessibilità

Quindi i genitori che scelgono di non usufruire del servizio mensa hanno una flessibilità che permette alle famiglie di decidere di giorno in giorno cosa far mangiare ai propri figli, se il pasto da casa preparato la mattina presto, quello caldo da consegnare alle 12.30, oppure la gastronomia artigianale di Quintano. La flessibilità di questo modello organizzativo consente alle famiglie di ottenere un notevole risparmio ed evitare sprechi.

Questione irrisolta: la separazione dei bambini

Rimane una questione irrisolta: la separazione dei bambini che mangiano in mensa da quelli che non usufruiscono del servizio di ristorazione scolastica che mangiano in un locale separato con un’insegnante. Non è la soluzione a cui ambiscono le famiglie che vorrebbero che i bambini mangiassero tutti assieme ma ‘questa sarà la nostra prossima conquista’ affermano ottimisti i genitori di Pieranica e Quintano.