Cosa pensa il prof. Valter Longo dei menu scolastici italiani? Quali sono le criticità più evidenti della dieta proposta a scuola? Perché è importante una dieta sana sin da piccoli e cosa fare per cambiare il sistema alimentare a scuola? Queste le domande rivolte al più importante esperto di longevità al mondo che Claudia Paltrinieri, direttrice di Foodinsider.it, ha intervistato per avere una prospettiva autorevole e critica su cosa non va nei menu scolastici italiani e cosa fare per migliorarli.

Trento è il menu scolastico migliore per il prof. Valter Longo perché offre una buona varietà di verdure che accompagnano i primi e secondi piatti, distinguendosi dalla maggior parte dei menu che offrono ‘piatti vuoti’. La continua presenza di pasta, pizza, gnocchi e lasagne nei menu scolastici arricchisce la dieta di amidi e quindi di zuccheri che accompagnati da un eccessivo apporto di proteine contribuiscono a fornire ai bambini pasti sbilanciati. Il rischio che già si riscontra oggi sono tassi di obesità e sovrappeso molto vicini a quelli dei bambini americani. Un allarme che il Prof. Longo lancia per evitare che questi rischi degenerino e creino la condizione per lo sviluppo di patologie importanti come il diabete, malattie cardio vascolari e tumori.

Cambiare il sistema alimentare a scuola è necessario per tutelare la salute dei bambini oggi e da adulti domani. Ma per farlo è necessario avviare un profondo cambiamento culturale che non è facile in un Paese dove tendenzialmente in famiglia si mangia nello stesso modo in cui si mangia a scuola.
La proposta del più grande esperto di longevità al mondo è quella di costituire dei team multidisciplinari all’interno delle università e dare a loro il compito di definire i menu scolastici elaborandoli su basi scientifiche per evitare quegli errori che possono portare ai tassi di obesità che si vedono oggi negli Stati Uniti, e che possano creare le condizioni per una vita sana e longeva dei futuri cittadini italiani.