Regolamentare la co-presenza del pasto da casa con il servizio mensa all’interno del refettorio è un tema che sta coinvolgendo da qualche anno le scuole italiane. I Consigli di istituto si sono pertanto attivati coinvolgendo anche le Aziende sanitarie locali per definire un ambito di regolamentazione al fine di dare delle regole alle famiglie, deresponsabilizzare la scuola rispetto alle scelte alimentari dei genitori dando però un indirizzo per la proposta di pasto da casa da consumare insieme ai compagni in mensa.

Le famiglie che scelgono di non usufruire del servizio mensa preferendo portare il pasto da casa fanno riferimento ormai, a una prassi e a una regolamentazione che è stata definita dal Consiglio d’Istituto della scuola di riferimento.

La prassi che si sta consolidando nelle varie scuole che sono interessate dal pasto da casa procedono con l’elaborazione di una serie di documenti che presuppongono la comunicazione della famiglia di non voler usufruire del servizio che è anche una liberatoria, un documento di riferimento dell’Azienda sanitaria del territorio che dà alcuni indirizzi sulla qualità del pasto che è possibile portare a scuola e un regolamento a cui si devono attenere bambini e  genitori.

Linkiamo e rendiamo disponibili alcuni di questi documenti rappresentativi delle procedure in essere, in particolare quelli dell’Istituto Comprensivo 1 di Chieti che si distingue per essere il più moderno e aperto tra quelli che abbiamo individuato in rete.
Questa scuola infatti consente il regime misto che presuppone di avvalersi alcuni giorni del servizio mensa scolastica, mentre altri di gestire in autonomia il pasto da casa. Questa facoltà dipende dalla capacità organizzativa del fornitore che prende atto della richiesta e modula la fornitura dei pasti in funzione del calendario programmato ad inizio anno.

Nella maggior parte dei casi le scuole chiedono ai genitori di optare o meno per il pasto domestico in modo continuativo per tutti i giorni della settimana e per tutto l’anno scolastico. In questi casi il servizio di refezione con pasto portato da casa è da considerarsi come alternativo al servizio di refezione con pasto fornito dalla ditta di ristorazione: non è consentito pertanto avvalersi di entrambi i servizi nel medesimo anno scolastico.

Inoltre l’innovazione del regolamento dell’istituto Comprensivo 1 di Chiedi sottolinea che ‘il consumo di pasti diversi garantisce e tutela il principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) che si esplica non mangiando uguale, ma mangiando insieme, nel rispetto delle differenze.[…]