Preoccupazione di Foodinsider per l’esito delle indagini de IlSalvagente sulla presenza significativa di fluoro che emerge dai test fatti sulle stoviglie compostabili utilizzate in alcune mense scolastiche, che è un possibile indicatore della presenza di Pfas

Creano molta preoccupazione i risultati dei test relativi ad alcune stoviglie compostabili utilizzate in mensa che IlSalvagente ha pubblicato venerdì 28 maggio. Come sostiene il Prof. Ritieni, docente di Chimica degli Alimenti alla facoltà di Farmacia dell’Università Federico II, la ‘quantità di fluoro ritrovata in queste stoviglie è molto alta e ‘merita attenzione’. Una presenza elevata di fluoro nelle stoviglie compostabili, secondo il metodo di analisi adottato da IlSalvagente, che è lo stesso utilizzato nell’Università di Notre Dame negli USA, ‘indicherebbe la presenza di Pfas’.
Mentre l’inchiesta fa emergere un allarme sui potenziali rischi derivanti dall’impiego di stoviglie compostabili in mensa, il Ministero della Salute, insieme al Ministero per le pari opportunità e famiglia, pubblica le Linee guida per i centri estivi imponendone l’impiego: ‘si devono sempre utilizzare posate, bicchieri e stoviglie monouso ‘possibilmente biodegradabili’ anche al di fuori dei pasti‘.
La parola su cui si gioca la partita delle stoviglie compostabili, così come dei lunchbox è ‘sicurezza’. Ma non esiste nessun documento scientifico, né a livello nazionale né internazionale che ne giustifichi l’impiego. Anzi il paradosso è che per un ingiustificato principio di prudenza (evitare la diffusione del Covid 19) si espongono i bambini ad un potenziale maggior rischio: i Pfas sono classificati dalla Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come potenziali cancerogeni (Pfoa, Gruppo 2B), e interferenti endocrini (ormonali). I Pfas sono sostanze molto usate nella produzione di materiali destinati al contatto con alimenti, perché repellenti all’acqua e all’olio, quindi garantiscono l’impermeabilità.

Il rischio è per la salute dei bambini, ma anche per l’ambiente perché se guardiamo alla riciclabilità delle stoviglie compostabili queste sostanze, potenzialmente nocive, andranno a contaminare i terreni.

Nelle more di una conferma da parte degli enti preposti, in via precauzionale, chiediamo al Ministero della Salute e al Ministero delle pari opportunità e famiglia di intervenire al fine di promuovere l’impiego di stoviglie in ceramica e, in via transitoria, là dove il modello organizzativo non lo consenta ancora, di utilizzare piatti di plastica da riciclare in maniera opportuna, al posto delle stoviglie compostabili.

L’invito è quello di seguire l’esempio della Danimarca che già da un anno circa ha vietato l’impiego di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) in imballaggi e nei materiali a contatto con gli alimenti in carta e cartone. Come dichiara il Ministero dell’Ambiente danese ‘fortunatamente la carta può essere resa unta e idrorepellente anche senza l’uso di fluoruri‘.