Il Protocollo sicurezza firmato dal Ministero dell’Istruzione e Sindacati cita a pagina 8: La somministrazione del pasto deve prevedere la distribuzione in mono-porzioni, in vaschette separate unitariamente a posate, bicchiere e tovagliolo monouso e possibilmente compostabile. Un netto cambio di registro e di disposizioni. Lo sostengono anche i Comuni che non sono stati coinvolti nell’elaborazione del Protocollo, ma come enti gestori del servizio si trovano spiazzati a doverne gestire le conseguenze. Ecco perché nel giro di neanche 24 ore ANCI ha scritto alla Ministra Azzolina per chiarire che quanto disposto nel Protocollo non corrisponde alle indicazioni del CTS dello scorso 28 maggio a quelle contenute nel Piano Scuola 2020/2021, ma soprattutto che i ‘Comuni hanno già individuato le migliori soluzioni con le ditte concessionarie, ricontrattando le condizioni del servizio ed il prezzo dello stesso, nel rigoroso rispetto di tutte le misure anti contagio e salvaguardando la qualità del servizio ed il gradimento degli utenti’ .

Quindi i Comuni che hanno già studiato soluzioni che evitano le monoporzioni e montagne di plastica a scuola, scrivono al Ministero per chiedere un chiarimento.

Le incoerenze del Protocollo rispetto ai precedenti documenti ministeriali

Proviamo ad interpretare e mettere a confronto le disposizioni del Protocollo con i precedenti documenti ministeriali che disciplinavano la modalità di somministrazione del pasto a scuola:

  • Nel Protocollo si usa un termine prescrittivo come ‘deve‘ mentre nel Piano scuola si diceva che gli Enti locali potranno studiare con le ditte concessionarie .
  • Il protocollo si riferisce solo agli spazi comuni, quindi la monoporzione andrebbe usata anche in refettorio mentre nel documento del Comitato Tecnico Scientifico s’intendeva la monoporzione solo come una scelta ‘residuale’ per i bambini che mangiano in classe.
  • Nel protocollo non si fa riferimento alla sigillatura delle mono-porzioni, pertanto sembrerebbe possibile che presso una cucina con mensa attigua si possa attuare la distribuzione dei pasti in vaschette monoporzioni e non sigillarle.
  • La plastica per tutti i 2.000.000 di bambini che consumano il pasto a scuola diventerebbe quindi l’opzione standard secondo il Protocollo nonostante il Piano Scuole e le precedenti Linee guida 0-6 non citino le monoporzioni.

I Comuni scrivono al Ministero per chiedere una rettifica

I Comuni non ci stanno perché riconoscono l’impatto che questa modalità di somministrazione del pasto attraverso le monoporzioni prevista nel Protocollo potrebbe avere: ‘determinerà un decadimento della qualità dei pasti serviti, rispetto al quale i Comuni stanno ricevendo disdette da parte dei genitori che comunicano di voler fruire del pasto domestico, ed una ricaduta sui livelli occupazionali del settore della ristorazione, già pesantemente colpito nel periodo del lockdown.

Conseguenze che sembra strano che i Sindacati firmatari del documento non abbiano considerato perché avrebbero una ricaduta occupazionale dal momento che le monoporzioni tagliano il personale di scodellamento.

Conclusione

In conclusione ci sembra che qualcosa sia sfuggito ai firmatari del Protocollo, ma siamo fiduciosi che ci sarà, speriamo con la stessa velocità con cui i Comuni hanno reagito e scritto alla Ministra, un chiarimento per garantire la qualità del pasto nel rispetto dell’ambiente e del lavoro.
Secondo indiscrezioni sembra che il Ministero stia già lavorando per una modifica al testo, quanto mai urgente perché molti Comuni nel frattempo hanno già definito il modello organizzativo per somministrare il pasto a scuola senza #moNoporzioni sigillate.