Pubblichiamo la lettera di Marianna, una mamma di Bari che non si è piegata alle richieste della direzione scolastica di far portare ai bambini la merenda plastificata a scuola: merendine e frutta confezionata. La pubblichiamo perché la sua storia è un esempio di come l’ignoranza possa sortire disposizioni inutili e ad alto impatto ambientale che la conoscenza e la determinazione di un genitore può sgretolare.

LA LETTERA
Buongiorno, vorrei raccontarvi quello che mi è successo a proposito di merenda a scuola e riapertura in sicurezza delle scuole.

ALLEANZA SCUOLA-FAMIGLIA: EDUCAZIONE SANA E SOSTENIBILE
Nel mio piccolo rispetto quelle che considero “le regole di base” ovvero evitare sprechi di plastica  e cercare di far mangiare ai miei bambini frutta e verdura fresca. Mia figlia di 4 anni e mezzo frequenta un asilo statale a Bari, con orario solo mattutino per cui non è prevista mensa ma solo una merenda portata da casa e negli anni scorsi le maestre hanno sempre proposto una merenda uguale per tutti dove si alternavano proposte molto sane.

Indicazione della scuola alle famiglie sulla merenda

LA SCUOLA E LA MERENDA PLASTIFICATA
Quest’anno per il rientro, all’ inizio, ci hanno imposto  una merenda dove tutto sarebbe dovuto essere confezionato (addirittura la frutta!!!!),  tovagliette di plastica usa e getta, uso di cucchiaini di plastica usa e getta e addirittura Tuc e Merendine!! All’inizio hanno cercato di spacciare  quest’imposizioni come regole ministeriali, ovviamente ho letto le linea guida per il rientro all’asilo e anzi è specificato che laddove l’asilo non fornisca la merenda è possibile portarla da casa a patto che vengano usati contenitori riconoscibili per ogni bimbo in modo che non se li scambino per errore.

LA CONOSCENZA BATTE L’IGNORANZA
A fronte delle mie richieste hanno ammesso che no, non sono regole ministeriali ma delle regole che hanno fissato per contrastare la diffusione del virus. Ho chiesto che venissero messe per iscritto visto che sono regole anti covid (secondo loro) ma nessuna risposta. L’uso di imballaggi di plastica, di frutta “preconfezionata”, di merendine non solo va contro i valori che sto cercando di trasmettere ma anche contro quelli che sono i progetti educativi della scuola, l’anno scorso hanno fatto tutto un percorso sul riciclo, sull’importanza di non inquinare e di mangiare sano.

LA SVOLTA
La scuola è iniziata a Bari il 24 settembre, giorno in cui finalmente la scuola ha pubblicato un Prontuario delle regole anti-Covid dove ovviamente non si fa riferimento a tutte le indicazioni fornite nei giorni precedenti e le maestre ci hanno finalmente dato un menu sano e sopratutto niente di confezionato e niente “usa e getta”!

Brava Marianna!