A tavola con piatti di ceramicaCibo rigorosamente biologico, pesce fresco, frutta e verdura di stagione, stoviglie in ceramica, ricette sfiziose…eppure non è un ristorante stellato, ma un asilo. Sorprende, entrando in questa scuola materna, il profumo che viene dalla cucina, ma ancor più sorprendono le risposte dei bambini alla domanda: ‘qual è il piatto che ti piace di più?  ‘polpette di tofu’, ‘pasta con i broccoli’ (!),…poi finalmente la solita: ‘la pasta al sugo’, dove in realtà il sugo è a base di cipolle, carote e barbabietole…

Siamo all’asilo nido e scuola materna, il Giardino degli Elfi di Milano, una realtà  scolastica di un centinaio di bambini, nata  14 anni fa con una propria una cucina interna e un menu tradizionale. Poi 5 anni fa il primo cambiamento verso una cucina naturale: meno carne, meno latticini, più piatti a base di verdura e legumi, fino al salto di qualità l’anno scorso con un menu rivisto da una professionista della ‘cucina sana’ Elena Alquati (Presidente dell’Associazione l’Ordine dell’Universo) che Valentina Barbavaro , la direttrice, ha voluto ingaggiare per ridisegnare il menu. Tra una zuppa di Shrek (vellutata di piselli), i tortini di carote con farina di mandorla e i filetti di trota all’arancia,  il menu propone un perfetto equilibrio di nutrimenti recuperando i cibi  più nobili della dieta mediterranea con molti piatti a base di legumi, semi (mandorle, noci, pistacchi) e una grande varietà di cereali e verdure proposte in modo furbo per assecondare il gusto dei bambini.

Come spesso succede il cambiamento nasce da eventi personali che innescano percorsi di conoscenza che Valentina, la regista del cambiamento, ha voluto condividere a favore dei bambini migliorando la qualità delle materie prime, del menu e il gusto dei piatti.

Di questa esperienza due sono i risultati più importanti: il fatto che a tavola gli scarti sono ridotti al minimo a fronte dei bis e tris che i bambini richiedono e, ancora più importante, la percezione di una netta riduzione del numero di assenze dei bambini per malattia, che le maestre ‘storiche’ dell’asilo confermano. Sarà un caso?