26Mar/19

Friday for fish, la protesta dei genitori di Civitanova Marche

I genitori di Insieme cambiamo la mensa lanciano la protesta del venerdì contro il pesce della mensa. Con il friday for fish prende il via lo sciopero che prevede che i genitori prelevino i figli da scuola all’ora di pranzo per evitare il consumo del pasto in mensa e quindi del pesce. Sotto accusa la AllFood per aver servito pesce proveniente dal mare di Barents. Aderiranno allo sciopero una cinquantina di famiglie, un numero che sta salendo in parallelo alla rabbia dei genitori che hanno constatato il fatto che la sanzione di € 2.000 che è stata comminata alla società AllFood è partita solo successivamente ai controlli e alle contestazione fatte dai genitori e non da parte degli organi preposti al controllo come Asur e Comune. Sono i genitori che hanno avviato una fitta rete di controlli in mensa che hanno permesso di evidenziare incongruenze con il capitolato in essere, come il pesce e l’olio non di olive italiane. Continue reading

21Mar/19

Quali sono le mense sostenibili?


Ci sono mense che mettono al centro la carne, i piatti processati, alimenti imbustati, monoporzioni, ed altre che guardano alla provenienza dei cibi privilegiando quelli locali prodotti freschi che non contaminano la terra e cucinano in loco evitando il pasto trasportato che emette altra CO2 nell’aria. Foodinsider, l’osservatorio sulle mense, lancia un secondo test che misura la sostenibilità del pasto per premiare le ‘mense sostenibili’ che hanno un menu a impatto zero, o quasi. Il focus si estende dalla salute dei bambini a quella del pianeta attingendo la metrica dai parametri del Green Public Procurement, e delle Linee di indirizzo contro lo spreco alimentare pubblicate dal Ministero della Salute insieme alle Raccomandazioni dell’OMS e dello IARC sui corretti stili alimentari.
Il pasto sostenibile non considera solo la sicurezza alimentare e nutrizionale degli alimenti, ma anche il loro impatto sull’ambiente, premiando quei cibi che garantiscono la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi per le generazioni di oggi e domani. Oggi a Cremona parleremo delle caratteristiche che rendono i menu sostenibili, e delle scelte che la ristorazione collettiva e le famiglie possono avviare per impattare meno sul pianeta.

21Mar/19

Foodinsider a Cremona per presentare il test Pasto Sostenibile

Oggi a Cremona si tiene una conferenza a cui sono invitati i genitori, le insegnanti e tutta la cittadinanza all’interno della quale si parlerà di alimentazione, ma sotto punti di vista diversi. Foodinsider, invitato tra i relatori, lancerà l’iniziativa sul PASTO SOSTENIBILE, esplorando la metrica del nuovo test basata sulle indicazioni del  Green Public Procurement, le Linee di indirizzo contro lo spreco alimentare pubblicate dal Ministero della Salute, le Raccomandazioni dell’OMS e dello IARC sui corretti stili alimentari. Saranno presentate anche alcune best practice di mense scolastiche che si distinguono per iniziative a tutela della salute dei bambini e del pianeta: biologico, filiera corta, menu responsabili, iniziative anti-spreco, ed economia circolare. Si parlerà dei menu di Cremona, ma anche di Cesena, Perugia, Bergamo, Caggiano, Sesto Fiorentino, Asti e Fano, Comuni che hanno avviato soluzioni sostenibili nelle mense scolastiche.
Interviene anche il dott. Stefano Erzegovesi, medico psichiatra nutrizionista appassionato e specializzato in cucina vegetale, con un focus sugli aspetti psicologici dell’alimentazione sana, con un intervento dal titolo provocatorio: ‘Fa bene ma fa tristezza: aspetti psicologici di una sana alimentazione’.

Il tema dell’educazione in mensa viene esteso con la presentazione di esperienze virtuose  grazie all’intervento della dott.ssa Monica Fareboli, coordinatrice a Cremona delle scuole dell’infanzia.
Ad allietare la serata con il piacere del gusto ci sono i cuochi del servizio di ristorazione scolastica di Cremona ingaggiati per offrire una degustazione agli ospiti della serata.

16Mar/19

Global strike for future: urge cambiamento

Il 15 marzo la manifestazione global strike for future per difendere il pianeta è stato un evento planetario: ha coinvolto più di 100 nazioni. Milano ha visto la partecipazione, la mattina, di 100.000 studenti, 50.000 Napoli, 30.000 Roma e 20.000 Torino, e il pomeriggio, si sono aggiunti migliaia di famiglie, associazioni, insegnanti, presidi, bambini delle scuole elementari e materne. Questa volta sono scesi in piazza tutti per dire ‘facciamo qualcosa per difendere il nostro futuro!‘ Grande assente: la politica, quella che dovrebbe fare qualcosa per proteggere la terra. La consapevolezza c’è, ma la volontà politica non ancora. Però questa volta ci sono i giovani che sembrano avere maturato una coscienza sui rischi che corriamo, loro più di noi, anche se il tema ‘climate change‘ non è materia di studio a scuola. Continue reading

14Mar/19

Corso: il cibo che cambia il mondo

Non è il solito corso sul cibo, ma è qualcosa di più che alimenta la mente, le relazioni e l’anima. Si parlerà del percorso del cibo, dai semi alla sua distribuzione, di fronte al cambiamento climatico e alle nuove proprietà e povertà. I pericoli e i veleni che il cibo incontra nella sua produzione ma anche le opportunità di lavoro buono, di vita, di salute. Colture e culture. Acqua e gas serra. Il cibo come occasione di relazione e il ruolo dell’agricoltura in Italia e nel mondo. I significati del cibo nelle
diverse religioni.

Da venerdì 12  al 14 aprile si terrà in un posto bellissimo come la Certosa di Avigliana (TO) un confronto con profili molto autorevoli che porteranno prospettive diverse su temi che hanno due denominatori comuni: la terra e il cibo.

Ad organizzare il corso dal titolo ‘Il cibo che cambia il mondo. Verso una conversione ecologica e la creazione di reti comunitarie’ è l’Associazione Casacomune, uno spazio comune di dialogo culturale e incontro sociale che guarda ad economie sostenibili e durevoli in una prospettiva di qualità e di giustizia sociale.

La scuola voluta da don Luigi Ciotti sui grandi temi ed indirizzi della Enciclica LaudatoSì si articola in diversi appuntamenti nell’arco di quest’anno. Ad aprile si tiene il secondo corso di un programma molto ricco che si focalizza sul valore dell’ambiente e delle azioni necessarie per custodirlo recuperando il diritto dell’uomo ad un cibo buono e libero.

Fra gli obiettivi dell’associazione c’è l’impegno di fare conoscere ed unire reti di persone e di imprese verso progetti concreti ed utili per le Persone e il Pianeta tutto.

A questa pagina il link per iscriversi.

11Mar/19

La Cassazione a Sezioni Unite deciderà sul pasto da casa

Saranno, probabilmente, le Sezioni Unite della Cassazione a dover decidere se è giusto che i bambini possano optare per il pasto da casa piuttosto che la mensa e se sia possibile mangiare tutti insieme nello stesso refettorio. La questione del pasto da casa passa al più alto organo della giurisdizione italiana, come è stato per il divorzio o il diritto di adozione per lo stesso sesso, ed esce dall’ambito torinese acquistando valenza nazionale. Di fatto è già una questione nazionale perché tocca numerose città italiane.

L’ordinanza interlocutoria, depositata l’11/03/19, ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione del caso alle Sezioni Unite. Dopo un’ampia panoramica la conclusione dell’ordinanza rileva che il pasto da casa è di fatto un fenomeno sociale italiano e vista la straordinaria rilevanza del tema la decisione va sottoposta alle Sezioni Unite. La questione da dirimere è  “se sia configurabile un diritto soggettivo perfetto dei genitori degli alunni delle scuole elementari e medie, eventualmente quale espressione di una libertà personale inviolabile, il cui accertamento sia suscettibile di ottemperanza, di scegliere per i propri figli tra la refezione scolastica e il pasto portato da casa o confezionato autonomamente e di consumarlo nei locali della scuola e comunque nell’orario destinato alla refezione scolastica, alla luce della normativa di settore e dei principi costituzionali, in tema di diritto all’istruzione, all’educazione dei figli e all’autodeterminazione individuale, in relazione alle scelte alimentari (artt. 2, 3, 30, comma 1, 32, 34, commi 1 e 2 Cost.).

La questione del pasto da casa risale al 2013 e ha origine da un gruppo di genitori (28) guidati dall’avvocato Giorgio Vecchione. E’ stata con la sentenza del Consiglio di Stato (Sentenza  n. 5156/18), che ha annullato la delibera del Comune di Benevento che voleva rendere obbligatoria la mensa scolastica, che il pasto da casa si è diffuso in molte realtà ed è diventato un fenomeno sociale inarrestabile. Dopo che il Consiglio di Stato ha invitato tutti i dirigenti scolastici ad adottare le conseguenziali cautele e precauzioni per consentire l’esercizio del diritto [scelta del pasto da casa] questa alternativa alla mensa è stata regolamentata da molte direzioni scolastiche. La regolamentazione spesso è il risultato di una conflittualità che l’avvocato Vecchione ha seguito attraverso numerosi percorsi legali (25 cause tutte vinte) che hanno reso possibile il consumo del pasto da casa all’interno dei refettori insieme ai compagni. 

Il pasto da casa è un fenomeno che è emerso da diversi anni, prima come strumento di contestazione con lo ‘sciopero del panino’ per alzare il livello di attenzione dell’Amministrazione affinché risolvessero le questioni sollevate dalle famiglie. Dove i problemi non sono stati risolti il pasto da casa è diventato l’obiettivo ed è entrato a pieno titolo in refettorio insieme al pasto della mensa scolastica. Dove i problemi non si sono mai manifestati la mensa rimane protagonista all’interno del refettorio.

 

11Mar/19

ANAC conferma anomalia nel bando mensa di Torino

L’ANAC risponde oggi (11/03/19) alle segnalazioni dei genitori, che evidenziavano anomalie nella procedura di gara per il rinnovo del servizio di ristorazione scolastica, contestando al Comune l’aver disatteso  i principi dei decreto legge 50/2016. Nelle due missive inviate all’Autorità Nazionale Anticorruzione, una a marzo e la seconda a maggio, si segnalava “l’anomalia della procedura di gara nella parte in cui non sembra rispettare le prescrizioni di cui all’art. 95 del D.lgs n. 50/2016 che impone, per gli appalti della ristorazione collettiva scolastica (lett. a), il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.”

Oggetto della segnalazione dei genitori all’ANAC

A sottoscrivere le due segnalazioni, in rappresentanza dei genitori di Torino è l’Avvocato Giorgio Vecchione, che  lamentava che ‘l’assenza di un vero confronto competitivo tra le ditte partecipanti.”  La contestazione in oggetto si riferisce alla Procedura Aperta dal Comune a febbraio 2018 (n. 20/2018) con oggetto lAffidamento del servizio di ristorazione scolastica nelle scuole statali dell’obbligo, nelle scuole d’infanzia comunali e statali e nei nidi d’infanzia comunali’ per il periodo dal 01/09/2018 al 31/08/2021.

La contestazione dell’ANAC

L’ANAC conferma il fatto che la procedura che è stata adottata nel bando non ha messo in evidenza offerte qualitativamente distintive, evitando di ingaggiare una vera competizione poiché tutte le aziende hanno risposto ‘Sì’ ai requisiti richiesti, ottenendo tutte lo stesso punteggio. L’aggiudicazione si è giocata unicamente sul prezzo e quindi sull’offerta al massimo ribasso.

L’ANAC contesta l’assenza di un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici delle offerte che hanno consentito un appiattimento delle stesse su valori identici snaturando la logica del criterio del migliore rapporto qualità/prezzo.
All’interno della lettera indirizzata al Comune di Torino l’ANAC sostiene: “La previsione di criteri di aggiudicazione tipo ‘on-off’ e cioè di criteri in base ai quali i concorrenti si limitano ad evidenziare in offerta di essere in possesso di determinate caratteristiche aziendali o si rendono disponibili ad adeguare le modalità esecutive minime previste dal capitolato alle migliorie richieste dall’amministrazione con seguendo solo così il punteggio massimo previsto che altrimenti equivarrebbe a zero punti, senza possibilità di graduazione, ha l’effetto di appiattire la valutazione tecnica e di attribuire un peso decisivo all’offerta economica snaturando il criterio di aggiudicazione previsto (miglior rapporto qualità/prezzo), per altro a nell’ambito di un appalto di servizio per il quale com’è noto lo stesso codice inibisce la scelta del criterio del ‘solo prezzo’ o del ‘solo costo’….[…]“Per quanto attiene il caso in questione dai verbali della commissione giudicatrice pubblicati sul sito web di codesta amministrazione è palese che il rischio sopra indicato si è di fatto concretizzato poiché 5 offerte tecniche su 5 aventi contenuto identico hanno totalizzato il maggior punteggio attribuibile  (70/70) affidando di conseguenza la scelta della migliore offerta alla capacità dell’operatore economico che ha offerto la esecuzione delle prestazioni al miglior prezzo in tal modo l’Amministrazione ha di fatto disatteso i principi dei decreto legge 50/2016 snaturando il criterio di aggiudicazione imposto dal legislatore violando altresì le linee guida ANAC n 2 “offerta economicamente più vantaggiosa” e quanto indicato nel bando tipo anac n 1 /2017.”

Nella missiva al Comune di Torino l’ANAC comunica l’avvio di un’istruttoria ex art. 13 del Regolamento di Vigilanza chiedendo di dare riscontro ai rilievi fatti entro 30 giorni e di inviare specifica documentazione di approfondimento.

Questa sembra essere l’ennesima tegola sul servizio mensa torinese, che vive di un’emorragia progressiva di utenti del servizio di refezione scolastica a favore del ‘pasto da casa’. Tuttavia questa potrebbe essere l’occasione per l’Amministrazione di annullare il bando contestato dai genitori e dall’ANAC per predisporne uno nuovo aperto all’innovazione e alla qualità. Le famiglie torinesi hanno probabilmente bisogno di un segnale forte dal Comune che dimostri un effettivo un cambio di passo e vedere realizzare una nuova food policy di un assessorato fresco di nomina.

11Mar/19

A Sfide il lancio di Foodinsider Academy


In occasione di Sfide, il salone dedicato alla scuola che per il secondo anno consecutivo ha uno spazio dedicato all’interno di Fa la cosa giusta, abbiamo presentato Foodinsider Academy una didattica laboratoriale che è anche un modo per creare un’alleanza tra scuola e mensa. Non educazione alimentare fine a se stessa, ma una didattica che crea un ponte con il menu scolastico a cui si arriva preparati e ricchi di nuove conoscenze, anche sorprendenti.

Il metodo: food for connections

Quello che abbiamo presentato è un metodo d’insegnamento che parte dalla lettura del menu del giorno per esplorare cibi che comunemente mangiamo sia a casa che a scuola e che diventano un’occasione per esplorare una quantità di discipline.
Siamo partiti dall’arancia che abbiamo osservato con sguardi diversi. In classe, il processo di osservazione può essere avviato in modo ludico, provando a guardare gli alimenti da tanti punti di vista: con gli occhi dello scienziato, dell’agricoltore, dell’artista, dello scrittore, dello storico e così via.

L’arancia

L’osservazione permette di guardare e ‘smontare’ l’arancia per parlare di geometria: la sfera, il colore, il sapore, il profumo, la simmetria bilaterale che associamo al nostro corpo e la simmetria raggiata e poi gli spicchi, ma quanti spicchi? Domande che possiamo rivolgere agli studenti affinché esplorino il frutto. Il semplice atto di spremere l’arancia permette di separare le diverse componenti e aprire la porta a richiami all’alimentazione e alla gastronomia, per arrivare a preparare una semplice glassa da spalmare su un biscotto.

Sempre la buccia conduce verso riferimenti al linguaggio comune (la pelle ‘a buccia d’arancia’) o alle tradizioni, come quella dell’uso dei fiori d’arancio come simbolo di purezza e fertilità. Se spostiamo lo sguardo alle sue origini arriviamo alla storia: da dove viene, dalla combinazione di quali frutti deriva, fino ad uno storytelling che racconta di come l’arancia abbia salvato migliaia di marinai grazie alla scoperta della vitamina C che ha debellato lo scorbuto, una delle principali cause di morte durante le traversate. L’arancia si trasforma in elemento culturale per attraversare l’arte pittorica, il linguaggio e approdare alla scienza con esperimenti che divertono piccoli e grandi: come fare scoppiare un palloncino con un’arancia senza toccarla? come creare un ‘aranciafiamme’, vale a dire una combustione con la buccia d’arancia?

Quesiti che si possono tradurre in divertenti trucchi di magia per i bambini e trasformarsi in sperimenti scientifici per gli studenti del liceo. Continue reading

25Feb/19

Il fast food come ‘educazione alimentare’

Hamburgher, patatine e ketchup. Mense scolastiche Monte San Savino con menù americano L’Assessorato del Comune annuncia, tramite gli organi di stampa, che, in collaborazione con il fornitore del servizi di ristorazione scolastica, verrà servito ai bambini cibo fast food per cinque giorni consecutivi. Iniziativa promossa sotto il cappello di ‘educazione alimentare’. Gli americani quando parlano di educazione alimentare fanno riferimento alla dieta Mediterranea, mentre in provincia di Arezzo il cibo fast food propinato in mensa per cinque giorni consecutivi diventa modello alimentare a cui tendere. Fa niente se le linee guida della ristorazione scolastica indicano una differente qualità di alimenti, una diversa varietà nell’arco della settimana ed un equilibrio del pasto bilanciato secondo i criteri dell’OMS.
La mensa scolastica si sta spostando anche i Italia verso i fast food? sta succedendo quello che è successo negli Stati Uniti dal 1981 anno in cui lo Stato si è tolto dalla gestione diretta delle mense scolastiche che ha lasciato in gestione al mercato?

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24Feb/19

Pasto da casa, realtà a confronto



Il Comitato genitori ‘Insieme cambiamo la mensa‘ di Civitanova Marche ha organizzato una conferenza sul tema ‘pasto da casa’ per chiarire tutti i dubbi delle famiglie che vogliono adottare questa opzione prevista nel regolamento comunale. Tra i vari nodi da sciogliere c’è la questione del regolamento che i dirigenti scolastici dovrebbero redigere per disciplinare il consumo del pasto da casa all’interno della scuola.Tema intorno al quale i genitori di Civitanova stanno ancora aspettando risposte dai 4 istituti comprensivi della città che sembrano restii a redigere il regolamento. Tra i relatori sono intervenuti due genitori che hanno raccontato come funziona la gestione del pasto da casa nei Comuni di Milano e Chieti, il Preside di Ladispoli che ha compreso i problemi dei genitori che ricorrono al pasto da casa mettendoli nelle condizioni più favorevoli per adottare questa scelta, l’avvocato Giorgio Vecchione che ha avviato l’iter legale per consolidare il diritto di scelta del pasto da casa e Claudia Paltrinieri di Foodinsider, un confronto che ha messo insieme punti di vista differenti che hanno permesso anche di inserire il fenomeno del pasto da casa all’interno del contesto socio-economico del nostro Paese in relazione alla crisi che sta vivendo il servizio della mensa scolastica.

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