15Mar/16

Registrare i dati sul gradimento dei piatti? Si può con pappa-mi

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ll sito “Pappa-Mi” è una piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa dove è possibile registrare il risultato delle ispezioni fatte in mensa. E’ uno strumento utile per monitorare l’andamento dei menu e il gradimento dei piatti attraverso riscontri oggettivi come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, che possono essere inglobate all’interno dei siti o blog delle diverse scuole. Soprattutto è un sito con funzionalità accessibili a tutti, open source, gratuito e disponibile a tutti i Comuni d’Italia: al momento risultano iscritti 21 Comuni, benché solo 2 la utilizzano con continuità (Milano e Jesi).

Pappa-Mi” nasce nel 2009, in un momento storico particolare per Milano dove le Commissioni Mensa erano osteggiate dall’Amministrazione comunale e dove non c’era trasparenza nella gestione del servizio. L’obiettivo principale era elaborare delle statistiche sul gradimento dei piatti sulla base dei dati registrati dalle ispezioni delle cm e raccolte su base volontaria sul sito. Dati che verranno poi riconosciuti attendibili e in linea alle rispettive rilevazioni, sia dal Comune che da Milano Ristorazione.

Nel primo anno in cui è stato attivato, in accordo con l’allora coordinamento delle commissioni mensa,  il sito raccoglieva e rendeva pubblici tutti i documenti che le cm riuscivano ottenere o a elaborare nel corso dei vari incontri in Comune (il contratto, i verbali, i riferimenti legislativi, ecc.) e integrava, in modalità interattiva, la scheda di valutazione dei pasti che i genitori sono soliti compilare a fine ispezione.

La piattaforma è poi evoluta con nuove funzionalità: una navigazione più user friendly (qui le principali caratteristiche del sito attuale), con la possibilità di inserire resoconti “testuali” in aggiunta alle schede e un archivio documentale di tipo “enciclopedico” denominato PappaPedia. In questo modo il sito diventa una vera e propria piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa che possono incorporare parti del sito stesso, (attraverso widget) come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, all’interno dei propri siti o blog della scuola.

Il progetto è frutto dell’iniziativa di due genitori, Muriel Verweij e Roberto Previtera, allora commissari mensa presso la Scuola Materna comunale di Via Muzio, che hanno messo la piattaforma a disposizione di tutti i genitori, non solo milanesi.
Per maggiori informazioni scrivere a aiuto@pappa-mi.it.

15Mar/16

A Fa la cosa Giusta Milano: Verso il Food Council

Sfood_and the city Andrea Caloriabato 19 marzodalle 16 alle 18, a Fa’ La Cosa Giusta!, Fieramilanocity, padiglione 3, si terrà l’incontro dal titolo: “Verso il Food  Council, il consiglio metropolitano del cibo” dove interverranno, insieme a Andrea Calori, coautore di “Food and the Cities – Politiche alimentari per città sostenibili”, Katrien Verbeke, Maria Bottiglieri e Anna Scavuzzo.

15Mar/16

Cittadinanzattiva: la mensa che non c’è

La mensa che non c’è cittadinanzattivaè un’iniziativa della rete Scuola di Cittadinanzattiva. E’ un’indagine civica a tutto tondo sul servizio mensa nelle scuole primarie. Si propone di indagare le condizioni del locale mensa e di sondare la percezione della qualità del servizio da parte degli utenti. L’indagine si realizza attraverso la somministrazione di questionari ai vari utenti del servizio mensa (studenti, genitori, insegnanti, rappresentanti della commissione mensa) . Per ricevere il kit con gli strumenti di indagine e per avere maggiori informazioni scrivete a: Marilù Pacetta m.pacetta@cittadinanzattiva.it

15Mar/16

La lobby del Glifosato

veleni nel piattoQuando la politica si preoccupa troppo delle sorti delle multinazionali la sua funzione regolatrice va in tilt. È quello che è successo e sta succedendo nel palazzo della Commissione Europea a Bruxelles dove qualche giorno fa si è chiusa con un nuovo rinvio la riunione del Comitato permanente per i prodotti fitosanitari (il cosiddetto Paff, acronimo che …[continua su veleninelpiatto]

08Mar/16

Cibo, digiuno e malattie: la scoperta di Valter Longo

Della correlazione tra cibo e salute si sa da anni, anche se non se ne parla mai abbastanza in termini di prevenzione, ma del tema del ‘digiuno‘ non se ne è mai parlato. E’ grazie alle ricerche di un italiano, Valter Longo, genovese di nascita ma americano d’adozione,  che si parla di ‘digiuno’ come una delle medicine più potenti, di cui non esiste eguale nel panorama farmacologico. Si chiama dieta ‘mima-digiuno’, il regime alimentare che secondo Valter Longo, della University of Southern California (Usc) e dell’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano permette di rafforzare il sistema immunitario e combattere l’invecchiamento. Attraverso questi ‘simil digiuni’, che significa mangiare poco per qualche giorno per un certo periodo, il corpo è in grado di riprogrammarsi ed entrare in una modalità di invecchiamento più lento. Straordinario il risultato della sperimentazione del digiuno nelle terapie chemioterapiche sui topi, con un potenziamento dell’effetto della chemio e il suicidio delle cellule cancerogene. Tutto questo e di più viene spiegato nella prima parte del servizio di PresaDiretta su Rai3.

03Mar/16

La Plasmon dice NO all’olio di palma

La Plasmon ha dNo Palm Oil eciso di togliere l’olio di palma dai prodotti per i bambini sostituendolo con olio di girasole e olio d’oliva. E’ una scelta importante che arriva dalla consapevolezza di molti genitori che hanno fatto pressioni sull’azienda chiedendo, a suon di lettere e petizioni online, di inserire ingredienti più sani e sostenibili rispetto all’olio di Palma.

E’ una decisione storica che annulla l’effetto delle campagne pubblicitarie su cui sono stati investiti milioni per sostenere la salubrità e sostenibilità dell’olio di palma, una promozione autoreferenziale che non convince. La Plasmon rafforza e velocizza un processo di cambiamento, già in atto in diverse aziende che non utilizzano questo discusso olio e di questa scelta ne fanno un vanto.

Dai biscotti, alle merendine fino alle creme simil Nutella, sono centinaia i prodotti che hanno eliminato l’olio di palma. Nasce il marketing ‘sostenibile’ che si fa bello con una nuova etichetta promozionale sulla confezione che dichiara ‘non contiene olio di palma‘.

03Mar/16

Non aprite quella pappa!

non-aprite-quella-pappa-112823Si legge in un battibaleno il bel libro di Laura Bruzzaniti  Non aprite quella pappa!  pubblicato da Altreconomia Edizioni. L’autrice ha pensato di scriverlo tra la nascita di un figlio e la fase dello svezzamento quando un genitore inizia a rendersi conto di aver messo al mondo non solo un bambino ma anche un nuovo piccolo consumatore. Non aprite quella pappa! è pieno di notizie e utili consigli per muoversi nell’universo del baby food ma soprattutto è un bel manuale di autodifesa contro la pretesa delle “dieci sorelle”, le multinazionali del cibo, di alimentarci secondo i loro profittevoli criteri.

Ecco un assaggio estratto del quarto capitolo.

Perché il cibo industriale non è adatto ai bambini
I singoli prodotti possono essere molto diversi, anche all’interno della stessa categoria di alimenti: la loro salubrità varia da marchio a marchio. Per scegliere sugli scaffali il prodotto più sano è necessario imparare a leggere bene le etichette. Ma scopriamo perché il cibo industriale è incompatibile con una dieta sana per i vostri bambini.

Il cibo industriale è una merce. In generale, il cibo industriale prima di essere un alimento è un prodotto e assolve al suo compito che non è quello di assicurare una dieta sana ai bambini, ma un alto fatturato all’azienda che lo produce. Il cibo industriale quindi è fatto per guadagnare: perciò in alcuni casi le materie prime sono le meno costose o le meno pregiate: carne separata meccanicamente invece di carne  “vera”, uova in polvere invece di uova fresche, latte in polvere invece di latte fresco, olio di palma invece di olio di oliva.

Il cibo industriale è fatto per piacere. L’industria alimentare non dà ai bambini quello che gli fa bene, ma quello che risponde al loro gusto e che vorranno comprare di nuovo; per questo i cibi industriali sono molto zuccherati, contengono molto sale e molti aromi per esaltare la sapidità e il gusto; devono anche essere belli a vedersi e avere la giusta consistenza e per questo si usano coloranti, emulsionanti, addensanti, sali di fusione.

Il cibo industriale influisce sull’educazione al gusto. Se vogliamo che i bambini abbiano una dieta varia, che mangino di tutto, dobbiamo “educarne” il palato. Ma il cibo industriale può ostacolare l’educazione al gusto: assaggiando cibi molto zuccherati, salati e aromatizzati il bambino si abitua a sapori esaltati. Anche la consistenza del cibo industriale per bambini tende ad evitare i contrasti. Pensiamo agli omogeneizzati: se mangia una mela, manzo o nasello, il bambino fa esperienza della stessa consistenza. (…).

Alessandro Gaeta
Giornalista Inviato Speciale presso la Rai

16Feb/16

Informazioni dalla Rete dei comitati mensa

Rete comitati mensaIn un periodo storico dove il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazioni sembra sgretolarsi a colpi di ‘razionalizzazioni’, l‘Università di Perugia studia nuovi modelli di mensa scolastica che rimettano al centro la qualità dei pasti e non gli utili del fornitore del servizio. Accenniamo a uno di questi modelli che vede le commissioni mensa tra gli attori del servizio.
Tra le varie notizie che abbiamo seguito in questi giorni troviamo i genitori di Terni molto attivi nel difendere le 36 cucine, fiore all’occhiello della città, che potrebbero essere a rischio chiusura con il nuovo bando sulla ristorazione scolastica. Dall’audizione del 4 febbraio in Comune  i genitori hanno ottenuto un tavolo di concertazione attraverso il quale partecipare alla stesura del nuovo bando, ma che ad oggi non è stato ancora avviato. Anche Milano è in primo piano tra le proteste dei genitori e le minacce di azioni legali del fornitore che se la prende con le commissioni mensa della scuola Stoppani, ma anche con la Rai. Un dialogo difficile tra le parti in causa che è scaturito in due petizioni della Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa: quella per eliminare le polpette e quella per eliminare il piatto unico.

A Napoli sono state fatte le nomine per i componenti della Commissione mensa municipale che raccoglie e discute i dati, le problematiche e i suggerimenti trasmessi dalle Commissioni mensa del territorio, anche se il gruppo non si è ancora incontrato, è comunque già in atto un’apertura al confronto tra genitori e Comune. A Lamezia Terme è nato il primo distaccamento del Coordinamento Cambiamo la mensa presieduto da Berrino, per innescare un processo di cambiamento il loco.

A disposizione e consultabile online il contratto della refezione scolastica di Bologna, mentre sono scaricabili alcune ricette dell’asilo Giardino degli Elfi, al top nella classifica del Menu a punti.

Nei ‘save the date’ il 18 INNOCAT  a Torino e il 21 febbraio l’Assemblea cittadina delle commissiono mensa di Milano.

Claudia Paltrinieri
Redazione Foodinsider.it

 

16Feb/16

Milano: proteste vs minacce legali

braccio_ferroDopo la protesta della dieta in bianco di massa per evitare le polpette di pesce Milano Ristorazione incontra i genitori commissari mensa delle primarie servite dal centro cucina Sammartini, tra cui i genitori della Stoppani, protagonisti della contestazione. L’incontro avviene il 4 febbraio, lo stesso giorno in cui escono le statistiche di pappa-mi che da anni, in questo mese, restituisce l’andamento del menu invernale attraverso la rielaborazione dei dati delle ispezioni registrate sul sito. A commento dei dati sul sito si legge: ‘Alcuni dei piatti contestati dalle Commissioni Mensa, come ad esempio le polpette di merluzzo al pomodoro e le Crocchette con verdure risultano quasi totalmente rifiutate‘. Infatti polpette di pesce e crocchette di verdure ottengono la percentuale più bassa di gradimento tra tutti i secondi.

Milano Ristorazione risponde alle proteste dei genitori minacciando azioni legali. Lo fa contro i genitori della Scuola Stoppani che ha minacciato di denunciare per ‘interruzione e turbativa del servizio pubblico’, ma anche contro la Rai, per il servizio andato in onda su Rai1, come si legge nell’articolo di Giulietti, presidente di Fnsi, dal titolo Da quando è vietato condurre inchieste sull’alimentazione?

Una timida apertura comunque è stata manifestata a chiusura dell’incontro del 4 febbraio tra Milano Ristorazione e i commissari mensa: pur confermando che le polpette resteranno per tutto il menu invernale, forse, in futuro, qualcosa potrebbe cambiare.

15Feb/16

Nuovi scenari di mensa scolastica dall’Università di Perugia

panino_Da una parte c’è il tempo scuola da difendere, secondo le disposizioni del Decreto Ministeriale del 31/12/1983 che ha equiparato il ‘tempo mensa’ al ‘tempo scuola’, dall’altra c’è l’illegittimità del ‘provvedimento impositivo dell’onere contributivo [costo servizio mensa] in caso di ‘dichiarazione di non voler mai usufruire della mensa‘ come sancito dalla Corte di Cassazione e infine c’è la mozione 5Stelle per lasciare libertà sulla scelta ‘pasto da casa’ o ‘mensa scolastica’. Il pasto a scuola è un affare che si complica.

La realtà è che molte famiglie hanno difficoltà a sostenere i costi del servizio di refezione scolastica e le politiche sociali dei comuni non riescono a coprire tutte le emergenti povertà del nostro Paese. Ma c’è anche il progressivo degrado della refezione scolastica che fa pensare di preferire il pasto da casa piuttosto che il piatto della mensa, troppo spesso rifiutato per la qualità scadente. I Comuni sono troppo concentrati sui bilanci e sulla razionalizzazione dei costi, anche quello della refezione scolastica, e ne affidano la gestione agli operatori del settore che, con l’accentramento della produzione e il pasto trasportato, ne fanno un business. Spesso peggiora la qualità della refezione scolastica, a volte aumenta il costo e le famiglie si rifugiano nel panino.

Il pasto da casa, che fino ad oggi era brandito solo come minaccia per chiedere di migliorare la mensa, diventerà la prospettiva di un futuro non tanto lontano? Il rischio non sarà quello di portare nuove discriminazioni sociali all’interno della scuola?

In questa fase critica, di passaggio a nuovi equilibri, l’Università di Perugia sta studiando nuovi modelli di mense scolastiche considerando i diversi vincoli, i soggetti coinvolti e le diverse opzioni ammesse dall’ordinamento (italiano, anche alla luce della disciplina dell’UE).
Interessante il modello dove la Commissione mensa ha un ruolo attivo nel processo di gestione della mensa scolastica, così come avveniva fino allo scorso anno scolastico a Perugia e come avviene ancora in qualche scuola di Macerata.

In questo scenario la Commissione mensa partecipa nella formazione del capitolato e, più in generale, nel controllo della qualità della refezione scolastica, così come puo’ svolgere funzione di controllo sulle singole mense del territorio. Si tratta di un modello che i genitori di Bologna conoscono bene perché lo studio ha attinto anche dalla loro recente esperienza e dai loro risultati.
Sembrerebbe che con la partecipazione dei genitori aumenti la garanzia di qualità della mensa e il consenso su un servizio condiviso nella gestione di alcune mansioni. Si tratta di un modello possibile che dipende, però, dalla volontà politica ed amministrativa dell’Ente locale, sul quale ricade l’onere di predisporre adeguati strumenti regolamentari che permettano una fattiva collaborazione.

E’ possibile approfondire l’argomento e valutare le ipotesi studiate dal gruppo di lavoro dell’Università di Perugia consultando la pagina disponibile a questo link con accesso ai vari documenti elaborati.