22set/15

A Napoli si muovono i genitori di Ripensa la mensa

‘La  situazione a Napoli è stabilmente ferma‘ così affermano i genitori di Ripensa la mensa. ‘A fronte di piccoli passetti in avanti, come l’approvazione del documento che disciplina le commissioni mensa a livello Comunale e scolastico, che solo da quest’anno vengono finalmente riconosciute, ci troviamo in uno stato di immobilità preoccupante’.
Ripensa la mensa, nasce nel 2014 con un gruppo di genitori volontari sensibili al tema ‘alimentazione’ con l’intento di migliorare la qualità e la sicurezza delle mense scolastiche che, nel territorio Napoletano, è priorità assoluta visto la dimensione preoccupante di terreni inquinati e le ormai tristemente famose ‘terre dei fuochi’.

Lo scorso anno abbiamo avanzato delle precise richieste all’Assessore Palmieri circa i controlli, la qualità e la tracciabilità dei cibi, chiedendo di rendere trasparenti e accessibili a tutti queste informazioni. Ma dopo un anno di attesa nulla è stato fatto. Abbiamo sollecitato il Comune a dare risposte concrete con una lettera inviata all’Assessore i primi di settembre dove evidenziavamo le nostre richieste in quattro semplici punti:

1 Rendere pubblica e liberamente consultabile da tutti la documentazione relativa alla tracciabilità degli alimenti, ossia lista dei fornitori, certificazioni da loro possedute, schede tecniche dei singoli alimenti e loro analisi.

2 Prevedere per le ditte di ristorazione l’obbligo di fornire, già in fase di gara, l’elenco e il numero di tutti i fornitori e, in caso di variazioni nel corso dell’anno, prevedere l’obbligo di comunicarlo tempestivamente al Comune che può convalidarne la modifica solo se sono garantiti gli stessi parametri qualitativi o migliorativi.

3 Prevedere che il totale della fornitura di alcuni alimenti ad alto rischio di tossicità, quali carni, uova e legumi siano sempre BIOLOGICI CERTIFICATI, e parallelamente aumentare significativamente la percentuale di biologico sugli altri alimenti, ora prevista al 40 %.

4 Indicare sul menù giornaliero se un alimento è biologico, DOP o IGP la cui qualità deve essere costante nel corso dell’anno. Modifiche possono essere fatte solo come upgrade qualitativi degli alimenti (es. da convenzionale a biologico);

Ma a questa lettera ha fatto seguito un botta e risposta che continua a non rispondere alle richieste di trasparenza dei genitori. Rimaniamo in attesa di sviluppi concreti e risposte certe.

Marta Giardinelli e Katia D’Ambrosio
per conto del Comitato ‘Ripensa la mensa’ Pagina Facebook

22set/15

Genova appalto agostano a sorpresa

Genova_didascaliaAnche a Genova i genitori si sono visti ‘traditi’ dall’Amministrazione comunale che, a giugno, riconosceva al comitato mensa un mandato consultivo e propositivo per ripensare il servizio di ristorazione scolastica insieme, mentre, il 31 agosto, il Comune bandiva a sorpresa un mega appalto all’insaputa dei genitori cristallizzando di fatto la situazione per i prossimi anni.
Abbiamo chiesto a Sabina Calogero, una delle mamme del Comitato Mensa Genova (pagina facebook), di spiegarci la situazione che si è venuta a creare e da quali fatti ha avuto origine.

Ci sono stati due diversi periodi di tensione. Inizialmente, le tensioni erano rivolte contro i genitori, da parte dei settori di controllo comunale, con tentativo di negare i problemi rilevati; si è anche arrivati a una minaccia di ricorso all’avvocatura contro i singoli genitori da parte dell’assessore.

Con l’allargamento della protesta, la posizione del Comune è cambiata, si è arrivati a un chiarimento in consiglio comunale e ci è stato dato un mandato consultivo e propositivo che poi abbiamo visto tradito dai fatti con il cosiddetto ‘appalto balneare ‘da 30 milioni’.

Perché si è arrivati fino a questo punto di rottura?

Non ci consideriamo a un punto di rottura, la mensa è un servizio molto complesso e con numerosissimi aspetti; certo speravamo di contribuire ad arrivare a un appalto verde a Genova, ma se questo risultato sembra impossibile al momento, vi sono moltissimi altri aspetti da curare e per i quali lottare.

Quali sono i principali problemi della mensa scolastica di Genova?

Leggendo i resoconti dei tanti altri comitati mensa italiani, possiamo dire che i problemi sono più o meno simili per tutti: cibo scadente, prodotti alimentari poco controllati e di bassa qualità, costi alti, enormi scarti di cibo e plastica, disinformazione dei genitori. Nella nostra esperienza ci siamo inferfacciati sempre e solo con il Comune, sappiamo invece che quando i genitori incontrano le ditte, scontri e perfino intimidazioni diventano molto più forti.

Come vorreste che fosse la mensa scolastica per i vostri bambini?

Come quella dei comuni consorziati con Campolongo Maggiore! (VE) 95% biologico, locale, variato ogni mese, senza prodotti di IV e V gamma…..e sotto ai 5 euro a pasto!

E in futuro ‘cosa bolle in pentola’?

Bollirà fino a febbraio la stessa minestra di quest’anno; poi ne verrà servita una peggiore. Il 4 settembre il Comune ha finalmente pubblicato l’appalto (25 mln di euro per 6 circoscrizioni; le restanti 4 aspetteranno verosimilmente qualche mese per analogo destino). E’ stata congelata, con esplicita decisione dell’amministrazione, la qualità del servizio fino alla fine del mandato amministrativo. Il nuovo capitolato abbassa ulteriormente la qualità, servendo meno cibo biologico e passando da 26 a 16 i punti sulla qualità del cibo che concorrono alla formazione del punteggio per l’aggiudicazione.

Noi invece come rete CMG cuciniamo sempre pranzi nuovi…ma a sorpresa: l’elemento sorpresa è una delle nostre forze.
In questi giorni ci siamo arruolati nelle fila di Assoutenti e stiamo partecipando alla stesura della nuova carta dei servizi, per rendere davvero usufruibile il servizio di rimborso per i pasti non conformi.

Quali risultati avete avuto?
Senz’altro il risultato più grande è che la questione mensa sia diventata di dominio pubblico. La stampa ha seguito in passato il tema della sicurezza alimentare, e ora la vicenda del mega appalto d’agosto; le tv locali hanno molto pubblicizzato l’evento del Mensa Pic Nic sotto a Palazzo Tursi con i “veri prodotti della mensa”. La nostra pagina Fb a Genova è molto seguita.

Il messaggio più positivo è che protestare non è inutile e che aggregarsi paga.

Sono stati tolti alcuni cibi davvero discutibili (per esempio l’olio in boccioni da 2 litri in plastica nera), le segnalazioni delle CM (almeno quelle della Rete) vengono finalmente ascoltate, i controlli sono divenuti più stringenti, sono state recepite alcune nostre richieste sulla tracciabilità (etichettature e fatture); c’è in atto una discussione pubblica contro la chiusura delle cucine interne, in aumento i genitori interessati a proporsi come CM per questo nuovo anno scolastico, ci sarà la mailing-list pubblica dei CM delle materne comunali, si sono mobilitati diversi consiglieri (anche per farci avere dati ai quali non avevamo accesso), abbiamo aggregato molte associazioni cittadine e regionalivediamo meno impossibile in futuro un appalto verde.

22set/15

Sempre meno alimenti freschi e più cibi industriali nelle mense scolastiche milanesi

cibo_industriale_didascaliaIl trend nelle mense scolastiche di Milano è: verdure congelate, di IV e V gamma e cibi processati. Risultato? zucchine, fagiolini e patate tutto l’anno e bambini che non sanno se stanno mangiando polpette di carne, di pesce o c’è chi azzarda di legumi. Qualche verdura fresca rimane, certo, ma la carne e il pesce sono sempre meno riconoscibili agli occhi e al gusto dei bambini e la stagionalità e varietà delle verdure è quasi un miraggio. I genitori hanno chiesto di cambiare il menu invernale per ripristinare piatti semplici, riconoscibili e freschi, ma il risultato della fallita negoziazione si legge in questo comunicato stampa della Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa di Milano.
Qui la pagina Facebook RCMM della Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa cittadina