15Mar/16

Quanto inquina la mensa scolastica?

carbon_food_footprintNiente piatti di plastica ma solo stoviglie lavabili, acqua dal rubinetto al posto delle bottiglie di plastica, cucine interne  e meno pasto trasportato, raccolta differenziata e pannelli solari per il fabbisogno energetico, ma soprattutto più prodotti biologici, lotta integrata  e meno carne, queste le indicazioni per una mensa sostenibile e più rispettosa dell’ambiente. E’ quanto emerge dallo studio dell’Università di Torino dal titolo ‘Analisi della performance ambientale del servizio di ristorazione scolastica del Comune di Torino presentato in occasione di INNOCAT lo scorso 18 febbraio.

Università_Torino_CeruttiIl progetto di appalti di eco-innovazione nel settore della ristorazione, lanciato da ICLEI, Local Governments for Sustainability, due anni fa ha, infatti, l’obiettivo di individuare le linee guida per appalti sostenibili nelle mense scolastiche. Lo studio guidato dal dott. Cerutti, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino e Istituto di Ricerche Interdisciplinari sulla Sostenibilità (IRIS), dimostra come la scelta di un menu ad alto contenuto di alimenti biologici e lotta integrata e a basso consumo di carne (ridotta nel caso di Torino al 50%) possano, da sole, incidere ad una riduzione di gas climalteranti (inquinanti) pari al 48% dell’intero ciclo di vita della ristorazione scolastica torinese.

La ricerca ha analizzato tutte le fasi che vanno dall’estrazione e produzione delle materie prime, il processo di  trasformazione industriale, il trasporto, la distribuzione, gli imballaggi, il consumo, fino al riutilizzo, riciclo e rifiuto. Interessante notare come la distribuzione di pochi centri cucina sul territorio rappresentino un fattore altamente inquinante mitigabile con mezzi di trasporto a metano, o, ancora meglio, attraverso una riorganizzazione dei centri cucina, più numerosi e capillari sul territorio. Ad oggi Torino dispone di solo 5 centri cucina da cui partono i pasti trasportati in tutte le scuole.

15Mar/16

A Venezia sciopero-bis per gli aumenti del buono pasto.

sciopero_veneziaA Venezia i genitori non mollano e organizzano un secondo ‘sciopero del panino’ lunedì 14 marzo a cui hanno aderito più di 5.000 bambini. La protesta, che replica quella del 25 febbraio, ha l’obiettivo di cancellare gli aumenti della  mensa scolastica, incrementati di circa 70 centesimi a pasto e ripristinare il tetto del 60% per la compartecipazione alla spesa richiesta alle famiglie, abolito la scorsa primavera.
L’Assessore alle politiche educative, Paolo Romor, aveva già fatto sapere che non ci sono soldi per ridurre i costi, che sono tali anche per via delle tante esenzioni. Ma la questione sembra essere più delicata, a detta dei genitori: ‘l’esenzione dei buoni pasti per le famiglie in difficoltà, generalmente oggetto delle politiche sociali di un comune, che se ne assume l’onere, a Venezia, invece, ricade sulle famiglie che ne sostengono il costo’.

L’aumento di 140 euro a figlio all’anno e senza sconti sui secondi figli è un ‘ingrediente’ indigesto ai genitori che chiedono al Sindaco di mantenere gli impegni siglati in campagna elettorale, di abbassare il costo dei buoni pasto e ripristinare il tetto del 60%. Il Sindaco, non si è ancora aperto ad un confronto con i genitori, ma ‘ha ha detto che inasprirà i controlli sulle esenzioni e sugli evasori del buono pasto’ cosi’ riferisce Lara Spina, una delle tante mamme che si battono contro il caro mensa.

L’alta marea delle oltre 5014 disdette supera la carica dei 4551 panini del 25 febbraio! Questo il titolo del comunicato stampa dei genitori entusiasti del risultato del secondo sciopero dove esplicitano le altre richieste:

  • rendere quanto più trasparente possibile e pubblico il costo unitario del buono pasto
  • prevedere delle convenzioni per recuperare il cibo scartato
  • evitare i continui cambi di menù, con pietanze al ribasso
  • non razionare i pasti
  • migliorare il menù e renderlo sano e variato con il lavoro al tavolo del CTP (Comitato Tecnico Permanente)
  • correggere e migliorare il sistema di gestione elettronica dei buoni pasto per evitare sprechi strutturali e insolvenze
  • non imporre ai comitati mensa restrizioni d’orario per l’accesso ai centri cottura, eliminare il divieto della lettura delle etichette e rendere pubbliche le informazioni su tutte le derrate
  • coinvolgere i rappresentanti dei Comitati Mensa nella stesura del prossimo capitolato, come previsto dal Regolamento del Servizio di Ristorazione Scolastico
  • riconoscere e rendere praticabile un’alternativa alle famiglie che non intendono usufruire del servizio mensa.

Fino a quando l’Amministrazione non si degnerà di parlarci noi continueremo a scioperare con il panino…” fa sapere il Comitato Genitori che tra cartelli, disegni e coloratissime magliette con la scritta “Io partecipo allo sciopero del panino”  hanno trasformato questa occasione di protesta in una festa per i bambini.

15Mar/16

Le polpette della discordia

Sulle polpette, a Milano, non c’è pace. I genitori le vogliono togliere dal menu, lo chiedono da mesi, attraverso la Rappresentanza e con iniziative autonome: lo sciopero della polpetta. Per tre volte in due scuole (Stoppani e Palermo) i genitori hanno richiesto in massa la dieta in bianco quando erano previste a menu le polpette.  Milano Ristorazione risponde investendo in comunicazione: prima con il servizio sul Corriere del 16 febbraiopoi con una comunicazione diretta ad ogni commissario mensa dove sostiene che le polpette di merluzzo sono buone, gradite ai bambini, più dei filetti di pesce. Ci prova anche il Comune a calmare le acque con l’articolo ‘prove di democrazia‘ di Elisabetta Strada.
La scelta di Milano Ristorazione di scavalcare l’organo di rappresentanza e andare diretti sui commissari mensa, non piace e suona come uno schiaffo ai genitori eletti. La reazione di stupore per aver escluso la Rappresentanza da tale comunicazione sorprende gli interessati, ma anche i genitori destinatari della comunicazione. La Rappresentanza fa sapere che di questa comunicazione se ne parlerà al prossimo incontro (il 22 marzo). Ma a parte i giochi di ruoli e le richieste inascolatate la questione polpette rimane sul tavolo. Milano Ristorazione sembra difenderle a tutti i costi perché sui semilavorati, polpette, crocchette, tortini, lasagne, ha basato la propria strategia industriale con l’accentramento della produzione nel centro cucina industriale di Sammartini.

Quindi di togliere le polpette non se ne parla, prima di tutto bisogna produrre risparmi e consistenti utili (1.770.000 euro nell’ultimo bilancio) che le polpette sembrano garantire. Più che un esercizio di democrazia, il confronto genitori e Comune/fornitore sembra un dialogo tra sordi.

Sarà ancora questa la politiche dei ‘Manager‘ a Milano anche con il nuovo sindaco? Si continuerà con la stessa linea di principio che mette le ragioni del business prima della qualità di un servizio che ha ricadute sulla salute dei bambini?   Mentre Comune e fornitore sembrano tergiversare per prendere tempo e lasciare che decida il nuovo Sindaco, si preparano le nuove polpette per il menù estivo, quelle di tacchino, questa volta alla pizzaiola visto lo scarso successo delle precedenti che l’estate scorsa hanno incominciato  a sostituire uno dei secondi piatti con il gradimento più alto di sempre, la fesa di tacchino. Scelta che in questo momento suonerebbe più una provocazione e una prova di forza che un’apertura al dialogo con i genitori.

15Mar/16

Registrare i dati sul gradimento dei piatti? Si può con pappa-mi

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ll sito “Pappa-Mi” è una piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa dove è possibile registrare il risultato delle ispezioni fatte in mensa. E’ uno strumento utile per monitorare l’andamento dei menu e il gradimento dei piatti attraverso riscontri oggettivi come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, che possono essere inglobate all’interno dei siti o blog delle diverse scuole. Soprattutto è un sito con funzionalità accessibili a tutti, open source, gratuito e disponibile a tutti i Comuni d’Italia: al momento risultano iscritti 21 Comuni, benché solo 2 la utilizzano con continuità (Milano e Jesi).

Pappa-Mi” nasce nel 2009, in un momento storico particolare per Milano dove le Commissioni Mensa erano osteggiate dall’Amministrazione comunale e dove non c’era trasparenza nella gestione del servizio. L’obiettivo principale era elaborare delle statistiche sul gradimento dei piatti sulla base dei dati registrati dalle ispezioni delle cm e raccolte su base volontaria sul sito. Dati che verranno poi riconosciuti attendibili e in linea alle rispettive rilevazioni, sia dal Comune che da Milano Ristorazione.

Nel primo anno in cui è stato attivato, in accordo con l’allora coordinamento delle commissioni mensa,  il sito raccoglieva e rendeva pubblici tutti i documenti che le cm riuscivano ottenere o a elaborare nel corso dei vari incontri in Comune (il contratto, i verbali, i riferimenti legislativi, ecc.) e integrava, in modalità interattiva, la scheda di valutazione dei pasti che i genitori sono soliti compilare a fine ispezione.

La piattaforma è poi evoluta con nuove funzionalità: una navigazione più user friendly (qui le principali caratteristiche del sito attuale), con la possibilità di inserire resoconti “testuali” in aggiunta alle schede e un archivio documentale di tipo “enciclopedico” denominato PappaPedia. In questo modo il sito diventa una vera e propria piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa che possono incorporare parti del sito stesso, (attraverso widget) come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, all’interno dei propri siti o blog della scuola.

Il progetto è frutto dell’iniziativa di due genitori, Muriel Verweij e Roberto Previtera, allora commissari mensa presso la Scuola Materna comunale di Via Muzio, che hanno messo la piattaforma a disposizione di tutti i genitori, non solo milanesi.
Per maggiori informazioni scrivere a aiuto@pappa-mi.it.

15Mar/16

A Fa la cosa Giusta Milano: Verso il Food Council

Sfood_and the city Andrea Caloriabato 19 marzodalle 16 alle 18, a Fa’ La Cosa Giusta!, Fieramilanocity, padiglione 3, si terrà l’incontro dal titolo: “Verso il Food  Council, il consiglio metropolitano del cibo” dove interverranno, insieme a Andrea Calori, coautore di “Food and the Cities – Politiche alimentari per città sostenibili”, Katrien Verbeke, Maria Bottiglieri e Anna Scavuzzo.

15Mar/16

Cittadinanzattiva: la mensa che non c’è

La mensa che non c’è cittadinanzattivaè un’iniziativa della rete Scuola di Cittadinanzattiva. E’ un’indagine civica a tutto tondo sul servizio mensa nelle scuole primarie. Si propone di indagare le condizioni del locale mensa e di sondare la percezione della qualità del servizio da parte degli utenti. L’indagine si realizza attraverso la somministrazione di questionari ai vari utenti del servizio mensa (studenti, genitori, insegnanti, rappresentanti della commissione mensa) . Per ricevere il kit con gli strumenti di indagine e per avere maggiori informazioni scrivete a: Marilù Pacetta m.pacetta@cittadinanzattiva.it

15Mar/16

La lobby del Glifosato

veleni nel piattoQuando la politica si preoccupa troppo delle sorti delle multinazionali la sua funzione regolatrice va in tilt. È quello che è successo e sta succedendo nel palazzo della Commissione Europea a Bruxelles dove qualche giorno fa si è chiusa con un nuovo rinvio la riunione del Comitato permanente per i prodotti fitosanitari (il cosiddetto Paff, acronimo che …[continua su veleninelpiatto]

08Mar/16

Cibo, digiuno e malattie: la scoperta di Valter Longo

Della correlazione tra cibo e salute si sa da anni, anche se non se ne parla mai abbastanza in termini di prevenzione, ma del tema del ‘digiuno‘ non se ne è mai parlato. E’ grazie alle ricerche di un italiano, Valter Longo, genovese di nascita ma americano d’adozione,  che si parla di ‘digiuno’ come una delle medicine più potenti, di cui non esiste eguale nel panorama farmacologico. Si chiama dieta ‘mima-digiuno’, il regime alimentare che secondo Valter Longo, della University of Southern California (Usc) e dell’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano permette di rafforzare il sistema immunitario e combattere l’invecchiamento. Attraverso questi ‘simil digiuni’, che significa mangiare poco per qualche giorno per un certo periodo, il corpo è in grado di riprogrammarsi ed entrare in una modalità di invecchiamento più lento. Straordinario il risultato della sperimentazione del digiuno nelle terapie chemioterapiche sui topi, con un potenziamento dell’effetto della chemio e il suicidio delle cellule cancerogene. Tutto questo e di più viene spiegato nella prima parte del servizio di PresaDiretta su Rai3.

03Mar/16

La Plasmon dice NO all’olio di palma

La Plasmon ha dNo Palm Oil eciso di togliere l’olio di palma dai prodotti per i bambini sostituendolo con olio di girasole e olio d’oliva. E’ una scelta importante che arriva dalla consapevolezza di molti genitori che hanno fatto pressioni sull’azienda chiedendo, a suon di lettere e petizioni online, di inserire ingredienti più sani e sostenibili rispetto all’olio di Palma.

E’ una decisione storica che annulla l’effetto delle campagne pubblicitarie su cui sono stati investiti milioni per sostenere la salubrità e sostenibilità dell’olio di palma, una promozione autoreferenziale che non convince. La Plasmon rafforza e velocizza un processo di cambiamento, già in atto in diverse aziende che non utilizzano questo discusso olio e di questa scelta ne fanno un vanto.

Dai biscotti, alle merendine fino alle creme simil Nutella, sono centinaia i prodotti che hanno eliminato l’olio di palma. Nasce il marketing ‘sostenibile’ che si fa bello con una nuova etichetta promozionale sulla confezione che dichiara ‘non contiene olio di palma‘.