22Set/15

Dal Risiko alla Rete: nasce la newsletter dei comitati mensa

Vista dall’alto sembra il risiko delle mense scolastche. Di fatto è una guerra dove le grandi aziende di ristorazione si contendono il dominio sui Comuni per conquistarsi i grandi appalti della ristorazione scolastica.
Vince chi chi si aggiudica il servizio di refezione scolastica di più comuni, chi perde, spesso, sono i bambini.
Così vediamo Giunte comunali che si apprestano, e a volte improvvisano, grandi gare d’appalto per esternalizzare il servizio mensa brandendo l’arma del risparmio e genitori imbufaliti che allo stesso prezzo si trovano un altro servizio. Facebook pullula di pagine di comitati mensa o associazioni di genitori che contestano il degrado della qualità del servizio mensa, che organizzano proteste, cercano riferimenti normativi, alleanze, idee per difendere il diritto ad un pasto sano per i propri figli.
Per questo nasce la newsletter sulle mense scolastiche italiane, per dare voce ai genitori, scambiare informazioni, trovare strumenti utili per capire la propria realtà, ma soprattutto per sviluppare una rete di genitori, comitati o commissioni mensa a livello nazionale, in grado di confrontarsi e proporre modelli di mensa sana e sostenibile che sappia riscoprire un approccio etico delle Amministrazioni che mettano al centro la salute dei bambini.

In questa prima Newsletter parliamo di realtà molto ‘vivaci’ come quelle di Perugia, Terni, Venezia, Napoli, Milano e Genova.
Se anche tu hai qualcosa da dire, vuoi raccontarci la tua mensa, far parte della rete dei comitati mensa allora scrivici, stiamo costruendo un primo data base
di commissioni mensa distribuite sul territorio nazionale, cercando di mappare le diverse realtà. Siamo sicuri che il risultato di questo confronto costruttivo sarà capace di aumentare consapevolezza e aiutare i genitori, gli operatori del settore e le Amministrazioni a sviluppare una mensa migliore.

Claudia Paltrinieri
claudiapaltrinieri@yahoo.it
Responsabile progetto editoriale foodinsider.it
Commissaria Mensa scuola Media Panzini e Materna S.S. Trinità

22Set/15

Perugia, genitori sul piede di guerra contro il Comune

Perugia_newsUna mamma racconta la persistente lotta contro l’esternalizzazione della mensa scolastica che il Comune, con una inaspettata gara d’appalto agostana, ha ‘scippato’ ai genitori. “La nostra realtà a Perugia, era, fino a ieri, molto partecipata dai genitori che si occupavano dell’approvvigionamento delle materie prime sul territorio, con criteri di qualità ed economia, reinvestendo nella scuola i risparmi, frutto di una gestione oculata degli acquisti di tutto l’anno. Nonostante i tentativi di difendere una realtà che ha sempre funzionato e ha prodotto benefici ai bambini, al territorio e alla scuola, la prospettiva che abbiamo oggi è quella di una mensa scolastica ‘esternalizzata‘ che rischia di perdere qualità delle materie prime e in generale del servizio di ristorazione scolastica, il tutto grazie ad una gara d’appalto del valore di 3 milioni 721mila euro su cui, noi genitori, abbiamo espresso molti dubbi.

Cerco di farvi una sintesi della situazione: diversi anni fa il Comune ha provato a fare una esternalizzazione della refezione scolastica, con dimensionamento dei punti cottura, diminuzione del personale comunale addetto ecc…., le proteste dei genitori hanno fatto si che si procedesse all’esternalizzazione completa di otto scuole, raggruppate sotto un unico Polo Mensa: come in altre parti in questa situazione è una grande azienda la Elcor, che insieme a una cooperativa locale gestisce tutto, servizio e acquisto derrate. L’hanno chiamata “sperimentazione”, ma è ormai in essere da dieci anni e a oggi non siamo riusciti ad avere una seria valutazione di questa sperimentazione, né, cosa gravissima, i bilanci. Accanto a questa esternalizzazione che definiamo “totale”, c’è stato il dimensionamento delle cucine: sono state eliminate delle cucine e si sono costituiti dei poli mensa: una cucina che fornisce pasti alla propria scuola e ad altre 2/3. In queste scuole fino a oggi erano i genitori, attraverso i Comitati Mensa ad acquistare le derrate aimentari, grazie ad una Convenzione elaborata dal Comune di Perugia alcuni anni orsono.

In tale Convenzione veniva normata la seguente prassi: i genitori, eletti a inizio anno nel Comitato, si occupavano della selezione dei fornitori secondo criteri di qualità e risparmio ( ovviamente con grande attenzione alla qualità) e dei prodotti da acquistare presso i fornitori privilegiando sempre fornitori locali garantiti, conosciuti per la qualità. Ogni Comitato sceglieva i suoi. Nella scuola di mio figlio, per esempio, in cui è presente la cucina: ogni settimana ( menù e grammature stabilite dalla nutrizionista ASL) noi effettuavamo gli ordini di concerto con le cuoche, scegliendo ad esempio per la pasta fresca in uno dei migliori negozi della zona, per la frutta e la verdura dei fornitori locali di cui potevamo controllare anche i magazzini. In questo modo abbiamo evitato, per il semplice fatto di non acquistarli, di cucinare bastoncini o prodotti surgelati, tra cui le patate che il personale di cucina non voleva tagliare, e abbiamo, potendo scegliere a monte cosa comperare, ovviato a molte scelte che si sarebbero volute fare per semplificarsi il lavoro. Noi pagavamo una retta mensile e il Comune ci “restituiva” ogni due mesi un ‘tot’ a bambino con cui noi effettuavamo gli acquisti. A fine anno c’era sempre un sostanzioso avanzo di denaro derivante dalla nostra gestione e il denaro, sempre secondo la Convenzione, poteva essere speso per la scuola: progetti didattici, materiali, giochi, uscite didattiche.

Ovviamente nel Polo Mensa totalmente esternalizzato non hanno mai avuto alcun avanzo da reinvestire per la scuola (a parità di retta mensile versata) e nemmeno contributi dal Comune, e hanno dovuto affrontare diversi problemi a partire dal piatto unico che i bambini non gradivano per niente.

L’amministrazione quest’anno ha deciso di esternalizzare tutto, togliendo ai Comitati la Convenzione con cui potevano effettuare gli acquisti. E’ stata una vicenda molto triste sul piano politico che continuiamo a contestare anche con iniziative legali con il ricorso al Tar, ma pianificheremo altre forme di protesta a breve.

Noi avremmo voluto avere un anno ponte in cui costruire, attraverso un tavolo di coprogettazione un’alternativa sia alla totale esternalizzazione, sia alla nostra esperienza, ma che consentisse ai genitori di svolgere un ruolo significativo e sostanziale nella gestione. Siamo convinti, vedendo cosa succede altrove e anche vicino a noi, che la formula del controllo finale, sul pasto non sia davvero efficace e che si traduca spesso in contenziosi e basta.

Partivamo da un’esperienza che ci ha sempre consentito con massima trasparenza di tutelare la qualità del cibo e di contribuire alla crescita anche culturale della comunità e dei bambini, oggi non sappiamo, anche se possiamo immaginarlo, cosa ci aspetta.

Patrizia Tabacchini
Commissione mensa Perugia

Per seguire il dibattito in corso c’è una pagina Facebook molto attiva dove i genitori si confrontano e discutono iniziative per contrastare l’estenalizzazione della mensa scolastica.

22Set/15

Fallito a Terni il tentativo di esternalizzare la mensa scolastica

mense scolastiche TerniAd agosto l’Assessore alla Pubblica Istruzione di Terni dispone la chiusura di quattro mense scolastiche e l’esternalizzazione del servizio, poi il dietrofront a fine mese: i bambini continueranno a mangiare i pasti cucinati nella scuola, su piatti di ceramica (e non di plastica!) ma, soprattutto, non verrà più presa alcuna decisione dall’Amministrazione senza il confronto e coinvolgimento dei genitori.

E’ tornato il sereno dopo un’estate tempestata di proteste dei genitori e dei sindacati a suon di petizioni, la minaccia di una class action e la prospettiva di un’occupazione pacifica del Consiglio comunale. La battaglia dei genitori, sostenuta in particolare dal segretario provinciale della UIL, è riuscita a dimostrare l’infondatezza del risparmio dichiarato dalla Giunta e a spostare l’attenzione sugli sprechi.

Si tratta di una vicenda complessa dove alla fine ha prevalso il buon senso. Molto hanno fatto i genitori grazie alla loro coesione e costanza, significativo e determinante il supporto dei sindacati che si sono fatti portatori degli interessi della comunità cittadina, ma importante è anche riconoscere che una ‘buona Amministrazione’  è capace di ridiscutere le proprie scelte e fare interventi di razionalizzazione eliminando le spese inutili, garantendo la qualità dei servizi.

22Set/15

Genitori in rivolta per gli aumenti in Laguna

sindaco_brugnaroCon l’avvio della mensa scolastiche delle scuole di Venezia partono anche le proteste dei genitori. Riportiamo qui sotto il comunicato stampa integrale che spiega le ragioni della protesta e a lato la lettera siglata da Brugnaro (il neosindaco) con la quale si impegnava a non procedere a rincari della mensa in piena campagna elettorale.

COMUNICATO STAMPA 21/09/21015
Gli aumenti dei ticket mensa deliberati dalla Giunta commissariale e pari a 0,70 € a pasto entreranno in vigore il 23 settembre 2015. Aumenti che graveranno sui magri bilanci della famiglie e saranno applicati a parità di servizio.

Il Neosindaco Brugnaro in campagna elettorale aveva sottoscritto di suo pugno l’impegno a ridurre i rincari (aumentando 0,30€ a pasto invece che 0,70€), di procedere al ripristino entro l’inizio dell’ anno scolastico dell’art. 10 del Regolamento di Refezione Scolastica da cui la Giunta Commissariale aveva stralciato il tetto massimo di contribuzione dell’utenza fissato al 60%. Inoltre ad oggi i Comitati Mensa, il Comitato Tecnico Permanente per la Ristorazione Scolastica e gli Utenti non ancora sono stati convolti nel tanto richiesto intervento di ristrutturazione del servizio mensa offerto.
I genitori si preparano quindi a numerose iniziative in vista dell’inizio del servizio mensa sia perchè gli impegni vegano mantenuti e anche perché la nuova amministrazione si faccia carico delle numerose segnalazioni di comitati mensa che da anni evidenziano gli enormi sprechi di cibo, la necessità di trasparenza e pubblicazione dei costi, della provenienza delle derrate, della qualità dei piatti serviti e della loro gradibilità e la necessità di garantire varietà e salubrità del pasto così come indicato dalle linee guida e dai più recenti studi nel campo dell’alimentazione dell’infanzia.

Emanuela Tognotti, Eugenio Parziale genitori dei Comitati mensa ed eletti nel CTP per Chirignago Zelarino
Caterina Rosato, Michela Baldan genitori dei Comitati mensa ed eletti nel CTP per Marghera
Debora D’Iseppi genitore dei Comitati mensa ed eletti nel CTP per Favaro Campalto
Roberta Patron, Alessandro Venezia genitori dei Comitati mensa ed eletti nel CTP per Mestre Carpenedo
Comitato Genitori Istituto Comprensivo Colombo – Colombo
Comitato Genitori Istituto Comprensivo Grimani – Marghera
Comitato Genitori Istituto Comprensivo Baseggio – Marghera
Comitato Genitori Istituto Comprensivo – Ilaria Alpi Favaro

Facebook: no aumenti buoni pasto

22Set/15

A Napoli si muovono i genitori di Ripensa la mensa

‘La  situazione a Napoli è stabilmente ferma‘ così affermano i genitori di Ripensa la mensa. ‘A fronte di piccoli passetti in avanti, come l’approvazione del documento che disciplina le commissioni mensa a livello Comunale e scolastico, che solo da quest’anno vengono finalmente riconosciute, ci troviamo in uno stato di immobilità preoccupante’.
Ripensa la mensa, nasce nel 2014 con un gruppo di genitori volontari sensibili al tema ‘alimentazione’ con l’intento di migliorare la qualità e la sicurezza delle mense scolastiche che, nel territorio Napoletano, è priorità assoluta visto la dimensione preoccupante di terreni inquinati e le ormai tristemente famose ‘terre dei fuochi’.

Lo scorso anno abbiamo avanzato delle precise richieste all’Assessore Palmieri circa i controlli, la qualità e la tracciabilità dei cibi, chiedendo di rendere trasparenti e accessibili a tutti queste informazioni. Ma dopo un anno di attesa nulla è stato fatto. Abbiamo sollecitato il Comune a dare risposte concrete con una lettera inviata all’Assessore i primi di settembre dove evidenziavamo le nostre richieste in quattro semplici punti:

1 Rendere pubblica e liberamente consultabile da tutti la documentazione relativa alla tracciabilità degli alimenti, ossia lista dei fornitori, certificazioni da loro possedute, schede tecniche dei singoli alimenti e loro analisi.

2 Prevedere per le ditte di ristorazione l’obbligo di fornire, già in fase di gara, l’elenco e il numero di tutti i fornitori e, in caso di variazioni nel corso dell’anno, prevedere l’obbligo di comunicarlo tempestivamente al Comune che può convalidarne la modifica solo se sono garantiti gli stessi parametri qualitativi o migliorativi.

3 Prevedere che il totale della fornitura di alcuni alimenti ad alto rischio di tossicità, quali carni, uova e legumi siano sempre BIOLOGICI CERTIFICATI, e parallelamente aumentare significativamente la percentuale di biologico sugli altri alimenti, ora prevista al 40 %.

4 Indicare sul menù giornaliero se un alimento è biologico, DOP o IGP la cui qualità deve essere costante nel corso dell’anno. Modifiche possono essere fatte solo come upgrade qualitativi degli alimenti (es. da convenzionale a biologico);

Ma a questa lettera ha fatto seguito un botta e risposta che continua a non rispondere alle richieste di trasparenza dei genitori. Rimaniamo in attesa di sviluppi concreti e risposte certe.

Marta Giardinelli e Katia D’Ambrosio
per conto del Comitato ‘Ripensa la mensa’ Pagina Facebook

22Set/15

Genova appalto agostano a sorpresa

Genova_didascaliaAnche a Genova i genitori si sono visti ‘traditi’ dall’Amministrazione comunale che, a giugno, riconosceva al comitato mensa un mandato consultivo e propositivo per ripensare il servizio di ristorazione scolastica insieme, mentre, il 31 agosto, il Comune bandiva a sorpresa un mega appalto all’insaputa dei genitori cristallizzando di fatto la situazione per i prossimi anni.
Abbiamo chiesto a Sabina Calogero, una delle mamme del Comitato Mensa Genova (pagina facebook), di spiegarci la situazione che si è venuta a creare e da quali fatti ha avuto origine.

Ci sono stati due diversi periodi di tensione. Inizialmente, le tensioni erano rivolte contro i genitori, da parte dei settori di controllo comunale, con tentativo di negare i problemi rilevati; si è anche arrivati a una minaccia di ricorso all’avvocatura contro i singoli genitori da parte dell’assessore.

Con l’allargamento della protesta, la posizione del Comune è cambiata, si è arrivati a un chiarimento in consiglio comunale e ci è stato dato un mandato consultivo e propositivo che poi abbiamo visto tradito dai fatti con il cosiddetto ‘appalto balneare ‘da 30 milioni’.

Perché si è arrivati fino a questo punto di rottura?

Non ci consideriamo a un punto di rottura, la mensa è un servizio molto complesso e con numerosissimi aspetti; certo speravamo di contribuire ad arrivare a un appalto verde a Genova, ma se questo risultato sembra impossibile al momento, vi sono moltissimi altri aspetti da curare e per i quali lottare.

Quali sono i principali problemi della mensa scolastica di Genova?

Leggendo i resoconti dei tanti altri comitati mensa italiani, possiamo dire che i problemi sono più o meno simili per tutti: cibo scadente, prodotti alimentari poco controllati e di bassa qualità, costi alti, enormi scarti di cibo e plastica, disinformazione dei genitori. Nella nostra esperienza ci siamo inferfacciati sempre e solo con il Comune, sappiamo invece che quando i genitori incontrano le ditte, scontri e perfino intimidazioni diventano molto più forti.

Come vorreste che fosse la mensa scolastica per i vostri bambini?

Come quella dei comuni consorziati con Campolongo Maggiore! (VE) 95% biologico, locale, variato ogni mese, senza prodotti di IV e V gamma…..e sotto ai 5 euro a pasto!

E in futuro ‘cosa bolle in pentola’?

Bollirà fino a febbraio la stessa minestra di quest’anno; poi ne verrà servita una peggiore. Il 4 settembre il Comune ha finalmente pubblicato l’appalto (25 mln di euro per 6 circoscrizioni; le restanti 4 aspetteranno verosimilmente qualche mese per analogo destino). E’ stata congelata, con esplicita decisione dell’amministrazione, la qualità del servizio fino alla fine del mandato amministrativo. Il nuovo capitolato abbassa ulteriormente la qualità, servendo meno cibo biologico e passando da 26 a 16 i punti sulla qualità del cibo che concorrono alla formazione del punteggio per l’aggiudicazione.

Noi invece come rete CMG cuciniamo sempre pranzi nuovi…ma a sorpresa: l’elemento sorpresa è una delle nostre forze.
In questi giorni ci siamo arruolati nelle fila di Assoutenti e stiamo partecipando alla stesura della nuova carta dei servizi, per rendere davvero usufruibile il servizio di rimborso per i pasti non conformi.

Quali risultati avete avuto?
Senz’altro il risultato più grande è che la questione mensa sia diventata di dominio pubblico. La stampa ha seguito in passato il tema della sicurezza alimentare, e ora la vicenda del mega appalto d’agosto; le tv locali hanno molto pubblicizzato l’evento del Mensa Pic Nic sotto a Palazzo Tursi con i “veri prodotti della mensa”. La nostra pagina Fb a Genova è molto seguita.

Il messaggio più positivo è che protestare non è inutile e che aggregarsi paga.

Sono stati tolti alcuni cibi davvero discutibili (per esempio l’olio in boccioni da 2 litri in plastica nera), le segnalazioni delle CM (almeno quelle della Rete) vengono finalmente ascoltate, i controlli sono divenuti più stringenti, sono state recepite alcune nostre richieste sulla tracciabilità (etichettature e fatture); c’è in atto una discussione pubblica contro la chiusura delle cucine interne, in aumento i genitori interessati a proporsi come CM per questo nuovo anno scolastico, ci sarà la mailing-list pubblica dei CM delle materne comunali, si sono mobilitati diversi consiglieri (anche per farci avere dati ai quali non avevamo accesso), abbiamo aggregato molte associazioni cittadine e regionalivediamo meno impossibile in futuro un appalto verde.

22Set/15

Sempre meno alimenti freschi e più cibi industriali nelle mense scolastiche milanesi

cibo_industriale_didascaliaIl trend nelle mense scolastiche di Milano è: verdure congelate, di IV e V gamma e cibi processati. Risultato? zucchine, fagiolini e patate tutto l’anno e bambini che non sanno se stanno mangiando polpette di carne, di pesce o c’è chi azzarda di legumi. Qualche verdura fresca rimane, certo, ma la carne e il pesce sono sempre meno riconoscibili agli occhi e al gusto dei bambini e la stagionalità e varietà delle verdure è quasi un miraggio. I genitori hanno chiesto di cambiare il menu invernale per ripristinare piatti semplici, riconoscibili e freschi, ma il risultato della fallita negoziazione si legge in questo comunicato stampa della Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa di Milano.
Qui la pagina Facebook RCMM della Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa cittadina