20Mar/16

Detrazione costo mensa

Dal 2016 il Fisco consente di detrarre nella dichiarazione dei redditi quanto pagato nell’anno 2015 per la mensa scolastica dei figli frequentanti la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria entro un tetto massimo annuale di euro 400 per ogni alunno. Il tutto per effetto della nuova lettera e-bis) dell’articolo 15 del TUIR introdotta con la legge n. 107 del 2015.

Sarà necessario dotarsi dell’attestazione del pagamento per ANNO SOLARE 2015 che va richiesta al fornitore del servizio mensa scolastica. A Milano, per esempio,
è possibile farlo scaricando e compilando il modulo che  si trova al link
http://www.milanoristorazione.it/moduli e inviarlo con il sistema di ticketing accessibile a questo indirizzo:

A Venezia, invece, la ricevuta della spesa potrà essere scaricata, a partire da inizio
aprile, direttamente dall’interessato utilizzando il sistema informatizzato “buoni pasto”.

15Mar/16

News dalla Rete dei comitati mensa

Rete comitati mensaSono molte le segnalazioni che riceviamo: sui menu scolastici, sul ‘caro mensa’ e sulla reale qualità dei cibi serviti in mensa. A Genova il Comitato mensa ha fatto una lunga ricerca per risalire alla filiera del pollame e verificare l’effettiva corrispondenza della qualità dei prodotti con i requisiti del capitolato, in particolare per quanto riguarda i mangimi senza grassi animali e senza OGM. Ad Ancona i genitori cercano un dialogo con l’Amministrazione per migliorare l’appetibilità dei menu, l’equilibrio della dieta ed evitare i troppi scarti di cibo in mensa. A Venezia, oltre allo sciopero per il ‘Caro mensa’ si aggiungono le mamme mussulmane a protestare perchè la sostituzione della carne nel menù religioso avviene quasi sempre con formaggio (stracchino, mozzarelline,…). A Torino, se da una parte il Comune lavora per definire le linee guida per gli appalti sostenibili nella refezione scolastica, i genitori lamentano l’eccessivo costo della mensa, per molti genitori insostenibile, e chiedono una via d’uscita con il pasto da casa. Il tema della montagna di spreco dei cibi processati (polpette in primis) serviti ai bambini tiene banco a Milano dove, tra proteste, petizioni e monitoraggio del gradimento, il clima rimane teso. A Terni l’Amministrazione ha finalmente convocato la prima sessione per l’atteso tavolo tecnico con i genitori, il 24 marzo (Giovedì Santo) in vista del nuovo bando per la ristorazione scolastica. Sarà una sessione preliminare dove si deciderà chi siederà al tavolo tecnico. A Jesi la Commissione Mensa ha stimato circa 300 kg di cibo sprecato al giorno, imputabile al degrado della qualità della mensa che coincide, a detta dei genitori, con l’esternalizzazione del servizio avviata nel 2013.

In questo contesto, noi della redazione, ci troviamo ad analizzare i vari menu delle mense scolastiche italiane, registrati nel questionario Menu a punti, e a realizzare un primo Rating delle mense scolastiche. Una ricerca interessante dove si mettono a confronto i diversi menu scolastici sul territorio nazionale, alcuni dei quali, sulla carta, sembrano dignitosi, ma che spesso, non sembrano confermati dalla realtà.

Claudia Paltrinieri
Redazione Foodinsider
info@foodinsider.it

15Mar/16

Quanto inquina la mensa scolastica?

carbon_food_footprintNiente piatti di plastica ma solo stoviglie lavabili, acqua dal rubinetto al posto delle bottiglie di plastica, cucine interne  e meno pasto trasportato, raccolta differenziata e pannelli solari per il fabbisogno energetico, ma soprattutto più prodotti biologici, lotta integrata  e meno carne, queste le indicazioni per una mensa sostenibile e più rispettosa dell’ambiente. E’ quanto emerge dallo studio dell’Università di Torino dal titolo ‘Analisi della performance ambientale del servizio di ristorazione scolastica del Comune di Torino presentato in occasione di INNOCAT lo scorso 18 febbraio.

Università_Torino_CeruttiIl progetto di appalti di eco-innovazione nel settore della ristorazione, lanciato da ICLEI, Local Governments for Sustainability, due anni fa ha, infatti, l’obiettivo di individuare le linee guida per appalti sostenibili nelle mense scolastiche. Lo studio guidato dal dott. Cerutti, Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino e Istituto di Ricerche Interdisciplinari sulla Sostenibilità (IRIS), dimostra come la scelta di un menu ad alto contenuto di alimenti biologici e lotta integrata e a basso consumo di carne (ridotta nel caso di Torino al 50%) possano, da sole, incidere ad una riduzione di gas climalteranti (inquinanti) pari al 48% dell’intero ciclo di vita della ristorazione scolastica torinese.

La ricerca ha analizzato tutte le fasi che vanno dall’estrazione e produzione delle materie prime, il processo di  trasformazione industriale, il trasporto, la distribuzione, gli imballaggi, il consumo, fino al riutilizzo, riciclo e rifiuto. Interessante notare come la distribuzione di pochi centri cucina sul territorio rappresentino un fattore altamente inquinante mitigabile con mezzi di trasporto a metano, o, ancora meglio, attraverso una riorganizzazione dei centri cucina, più numerosi e capillari sul territorio. Ad oggi Torino dispone di solo 5 centri cucina da cui partono i pasti trasportati in tutte le scuole.

15Mar/16

A Venezia sciopero-bis per gli aumenti del buono pasto.

sciopero_veneziaA Venezia i genitori non mollano e organizzano un secondo ‘sciopero del panino’ lunedì 14 marzo a cui hanno aderito più di 5.000 bambini. La protesta, che replica quella del 25 febbraio, ha l’obiettivo di cancellare gli aumenti della  mensa scolastica, incrementati di circa 70 centesimi a pasto e ripristinare il tetto del 60% per la compartecipazione alla spesa richiesta alle famiglie, abolito la scorsa primavera.
L’Assessore alle politiche educative, Paolo Romor, aveva già fatto sapere che non ci sono soldi per ridurre i costi, che sono tali anche per via delle tante esenzioni. Ma la questione sembra essere più delicata, a detta dei genitori: ‘l’esenzione dei buoni pasti per le famiglie in difficoltà, generalmente oggetto delle politiche sociali di un comune, che se ne assume l’onere, a Venezia, invece, ricade sulle famiglie che ne sostengono il costo’.

L’aumento di 140 euro a figlio all’anno e senza sconti sui secondi figli è un ‘ingrediente’ indigesto ai genitori che chiedono al Sindaco di mantenere gli impegni siglati in campagna elettorale, di abbassare il costo dei buoni pasto e ripristinare il tetto del 60%. Il Sindaco, non si è ancora aperto ad un confronto con i genitori, ma ‘ha ha detto che inasprirà i controlli sulle esenzioni e sugli evasori del buono pasto’ cosi’ riferisce Lara Spina, una delle tante mamme che si battono contro il caro mensa.

L’alta marea delle oltre 5014 disdette supera la carica dei 4551 panini del 25 febbraio! Questo il titolo del comunicato stampa dei genitori entusiasti del risultato del secondo sciopero dove esplicitano le altre richieste:

  • rendere quanto più trasparente possibile e pubblico il costo unitario del buono pasto
  • prevedere delle convenzioni per recuperare il cibo scartato
  • evitare i continui cambi di menù, con pietanze al ribasso
  • non razionare i pasti
  • migliorare il menù e renderlo sano e variato con il lavoro al tavolo del CTP (Comitato Tecnico Permanente)
  • correggere e migliorare il sistema di gestione elettronica dei buoni pasto per evitare sprechi strutturali e insolvenze
  • non imporre ai comitati mensa restrizioni d’orario per l’accesso ai centri cottura, eliminare il divieto della lettura delle etichette e rendere pubbliche le informazioni su tutte le derrate
  • coinvolgere i rappresentanti dei Comitati Mensa nella stesura del prossimo capitolato, come previsto dal Regolamento del Servizio di Ristorazione Scolastico
  • riconoscere e rendere praticabile un’alternativa alle famiglie che non intendono usufruire del servizio mensa.

Fino a quando l’Amministrazione non si degnerà di parlarci noi continueremo a scioperare con il panino…” fa sapere il Comitato Genitori che tra cartelli, disegni e coloratissime magliette con la scritta “Io partecipo allo sciopero del panino”  hanno trasformato questa occasione di protesta in una festa per i bambini.

15Mar/16

Le polpette della discordia

Sulle polpette, a Milano, non c’è pace. I genitori le vogliono togliere dal menu, lo chiedono da mesi, attraverso la Rappresentanza e con iniziative autonome: lo sciopero della polpetta. Per tre volte in due scuole (Stoppani e Palermo) i genitori hanno richiesto in massa la dieta in bianco quando erano previste a menu le polpette.  Milano Ristorazione risponde investendo in comunicazione: prima con il servizio sul Corriere del 16 febbraiopoi con una comunicazione diretta ad ogni commissario mensa dove sostiene che le polpette di merluzzo sono buone, gradite ai bambini, più dei filetti di pesce. Ci prova anche il Comune a calmare le acque con l’articolo ‘prove di democrazia‘ di Elisabetta Strada.
La scelta di Milano Ristorazione di scavalcare l’organo di rappresentanza e andare diretti sui commissari mensa, non piace e suona come uno schiaffo ai genitori eletti. La reazione di stupore per aver escluso la Rappresentanza da tale comunicazione sorprende gli interessati, ma anche i genitori destinatari della comunicazione. La Rappresentanza fa sapere che di questa comunicazione se ne parlerà al prossimo incontro (il 22 marzo). Ma a parte i giochi di ruoli e le richieste inascolatate la questione polpette rimane sul tavolo. Milano Ristorazione sembra difenderle a tutti i costi perché sui semilavorati, polpette, crocchette, tortini, lasagne, ha basato la propria strategia industriale con l’accentramento della produzione nel centro cucina industriale di Sammartini.

Quindi di togliere le polpette non se ne parla, prima di tutto bisogna produrre risparmi e consistenti utili (1.770.000 euro nell’ultimo bilancio) che le polpette sembrano garantire. Più che un esercizio di democrazia, il confronto genitori e Comune/fornitore sembra un dialogo tra sordi.

Sarà ancora questa la politiche dei ‘Manager‘ a Milano anche con il nuovo sindaco? Si continuerà con la stessa linea di principio che mette le ragioni del business prima della qualità di un servizio che ha ricadute sulla salute dei bambini?   Mentre Comune e fornitore sembrano tergiversare per prendere tempo e lasciare che decida il nuovo Sindaco, si preparano le nuove polpette per il menù estivo, quelle di tacchino, questa volta alla pizzaiola visto lo scarso successo delle precedenti che l’estate scorsa hanno incominciato  a sostituire uno dei secondi piatti con il gradimento più alto di sempre, la fesa di tacchino. Scelta che in questo momento suonerebbe più una provocazione e una prova di forza che un’apertura al dialogo con i genitori.

15Mar/16

Registrare i dati sul gradimento dei piatti? Si può con pappa-mi

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ll sito “Pappa-Mi” è una piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa dove è possibile registrare il risultato delle ispezioni fatte in mensa. E’ uno strumento utile per monitorare l’andamento dei menu e il gradimento dei piatti attraverso riscontri oggettivi come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, che possono essere inglobate all’interno dei siti o blog delle diverse scuole. Soprattutto è un sito con funzionalità accessibili a tutti, open source, gratuito e disponibile a tutti i Comuni d’Italia: al momento risultano iscritti 21 Comuni, benché solo 2 la utilizzano con continuità (Milano e Jesi).

Pappa-Mi” nasce nel 2009, in un momento storico particolare per Milano dove le Commissioni Mensa erano osteggiate dall’Amministrazione comunale e dove non c’era trasparenza nella gestione del servizio. L’obiettivo principale era elaborare delle statistiche sul gradimento dei piatti sulla base dei dati registrati dalle ispezioni delle cm e raccolte su base volontaria sul sito. Dati che verranno poi riconosciuti attendibili e in linea alle rispettive rilevazioni, sia dal Comune che da Milano Ristorazione.

Nel primo anno in cui è stato attivato, in accordo con l’allora coordinamento delle commissioni mensa,  il sito raccoglieva e rendeva pubblici tutti i documenti che le cm riuscivano ottenere o a elaborare nel corso dei vari incontri in Comune (il contratto, i verbali, i riferimenti legislativi, ecc.) e integrava, in modalità interattiva, la scheda di valutazione dei pasti che i genitori sono soliti compilare a fine ispezione.

La piattaforma è poi evoluta con nuove funzionalità: una navigazione più user friendly (qui le principali caratteristiche del sito attuale), con la possibilità di inserire resoconti “testuali” in aggiunta alle schede e un archivio documentale di tipo “enciclopedico” denominato PappaPedia. In questo modo il sito diventa una vera e propria piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa che possono incorporare parti del sito stesso, (attraverso widget) come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, all’interno dei propri siti o blog della scuola.

Il progetto è frutto dell’iniziativa di due genitori, Muriel Verweij e Roberto Previtera, allora commissari mensa presso la Scuola Materna comunale di Via Muzio, che hanno messo la piattaforma a disposizione di tutti i genitori, non solo milanesi.
Per maggiori informazioni scrivere a aiuto@pappa-mi.it.

15Mar/16

A Fa la cosa Giusta Milano: Verso il Food Council

Sfood_and the city Andrea Caloriabato 19 marzodalle 16 alle 18, a Fa’ La Cosa Giusta!, Fieramilanocity, padiglione 3, si terrà l’incontro dal titolo: “Verso il Food  Council, il consiglio metropolitano del cibo” dove interverranno, insieme a Andrea Calori, coautore di “Food and the Cities – Politiche alimentari per città sostenibili”, Katrien Verbeke, Maria Bottiglieri e Anna Scavuzzo.

15Mar/16

Cittadinanzattiva: la mensa che non c’è

La mensa che non c’è cittadinanzattivaè un’iniziativa della rete Scuola di Cittadinanzattiva. E’ un’indagine civica a tutto tondo sul servizio mensa nelle scuole primarie. Si propone di indagare le condizioni del locale mensa e di sondare la percezione della qualità del servizio da parte degli utenti. L’indagine si realizza attraverso la somministrazione di questionari ai vari utenti del servizio mensa (studenti, genitori, insegnanti, rappresentanti della commissione mensa) . Per ricevere il kit con gli strumenti di indagine e per avere maggiori informazioni scrivete a: Marilù Pacetta m.pacetta@cittadinanzattiva.it

15Mar/16

La lobby del Glifosato

veleni nel piattoQuando la politica si preoccupa troppo delle sorti delle multinazionali la sua funzione regolatrice va in tilt. È quello che è successo e sta succedendo nel palazzo della Commissione Europea a Bruxelles dove qualche giorno fa si è chiusa con un nuovo rinvio la riunione del Comitato permanente per i prodotti fitosanitari (il cosiddetto Paff, acronimo che …[continua su veleninelpiatto]