15Mar/16

Le polpette della discordia

Sulle polpette, a Milano, non c’è pace. I genitori le vogliono togliere dal menu, lo chiedono da mesi, attraverso la Rappresentanza e con iniziative autonome: lo sciopero della polpetta. Per tre volte in due scuole (Stoppani e Palermo) i genitori hanno richiesto in massa la dieta in bianco quando erano previste a menu le polpette.  Milano Ristorazione risponde investendo in comunicazione: prima con il servizio sul Corriere del 16 febbraiopoi con una comunicazione diretta ad ogni commissario mensa dove sostiene che le polpette di merluzzo sono buone, gradite ai bambini, più dei filetti di pesce. Ci prova anche il Comune a calmare le acque con l’articolo ‘prove di democrazia‘ di Elisabetta Strada.
La scelta di Milano Ristorazione di scavalcare l’organo di rappresentanza e andare diretti sui commissari mensa, non piace e suona come uno schiaffo ai genitori eletti. La reazione di stupore per aver escluso la Rappresentanza da tale comunicazione sorprende gli interessati, ma anche i genitori destinatari della comunicazione. La Rappresentanza fa sapere che di questa comunicazione se ne parlerà al prossimo incontro (il 22 marzo). Ma a parte i giochi di ruoli e le richieste inascolatate la questione polpette rimane sul tavolo. Milano Ristorazione sembra difenderle a tutti i costi perché sui semilavorati, polpette, crocchette, tortini, lasagne, ha basato la propria strategia industriale con l’accentramento della produzione nel centro cucina industriale di Sammartini.

Quindi di togliere le polpette non se ne parla, prima di tutto bisogna produrre risparmi e consistenti utili (1.770.000 euro nell’ultimo bilancio) che le polpette sembrano garantire. Più che un esercizio di democrazia, il confronto genitori e Comune/fornitore sembra un dialogo tra sordi.

Sarà ancora questa la politiche dei ‘Manager‘ a Milano anche con il nuovo sindaco? Si continuerà con la stessa linea di principio che mette le ragioni del business prima della qualità di un servizio che ha ricadute sulla salute dei bambini?   Mentre Comune e fornitore sembrano tergiversare per prendere tempo e lasciare che decida il nuovo Sindaco, si preparano le nuove polpette per il menù estivo, quelle di tacchino, questa volta alla pizzaiola visto lo scarso successo delle precedenti che l’estate scorsa hanno incominciato  a sostituire uno dei secondi piatti con il gradimento più alto di sempre, la fesa di tacchino. Scelta che in questo momento suonerebbe più una provocazione e una prova di forza che un’apertura al dialogo con i genitori.

15Mar/16

Registrare i dati sul gradimento dei piatti? Si può con pappa-mi

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ll sito “Pappa-Mi” è una piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa dove è possibile registrare il risultato delle ispezioni fatte in mensa. E’ uno strumento utile per monitorare l’andamento dei menu e il gradimento dei piatti attraverso riscontri oggettivi come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, che possono essere inglobate all’interno dei siti o blog delle diverse scuole. Soprattutto è un sito con funzionalità accessibili a tutti, open source, gratuito e disponibile a tutti i Comuni d’Italia: al momento risultano iscritti 21 Comuni, benché solo 2 la utilizzano con continuità (Milano e Jesi).

Pappa-Mi” nasce nel 2009, in un momento storico particolare per Milano dove le Commissioni Mensa erano osteggiate dall’Amministrazione comunale e dove non c’era trasparenza nella gestione del servizio. L’obiettivo principale era elaborare delle statistiche sul gradimento dei piatti sulla base dei dati registrati dalle ispezioni delle cm e raccolte su base volontaria sul sito. Dati che verranno poi riconosciuti attendibili e in linea alle rispettive rilevazioni, sia dal Comune che da Milano Ristorazione.

Nel primo anno in cui è stato attivato, in accordo con l’allora coordinamento delle commissioni mensa,  il sito raccoglieva e rendeva pubblici tutti i documenti che le cm riuscivano ottenere o a elaborare nel corso dei vari incontri in Comune (il contratto, i verbali, i riferimenti legislativi, ecc.) e integrava, in modalità interattiva, la scheda di valutazione dei pasti che i genitori sono soliti compilare a fine ispezione.

La piattaforma è poi evoluta con nuove funzionalità: una navigazione più user friendly (qui le principali caratteristiche del sito attuale), con la possibilità di inserire resoconti “testuali” in aggiunta alle schede e un archivio documentale di tipo “enciclopedico” denominato PappaPedia. In questo modo il sito diventa una vera e propria piattaforma di collaborazione e comunicazione tra commissari mensa che possono incorporare parti del sito stesso, (attraverso widget) come le statistiche, l’elenco dei resoconti, il menù del giorno, all’interno dei propri siti o blog della scuola.

Il progetto è frutto dell’iniziativa di due genitori, Muriel Verweij e Roberto Previtera, allora commissari mensa presso la Scuola Materna comunale di Via Muzio, che hanno messo la piattaforma a disposizione di tutti i genitori, non solo milanesi.
Per maggiori informazioni scrivere a aiuto@pappa-mi.it.

15Mar/16

A Fa la cosa Giusta Milano: Verso il Food Council

Sfood_and the city Andrea Caloriabato 19 marzodalle 16 alle 18, a Fa’ La Cosa Giusta!, Fieramilanocity, padiglione 3, si terrà l’incontro dal titolo: “Verso il Food  Council, il consiglio metropolitano del cibo” dove interverranno, insieme a Andrea Calori, coautore di “Food and the Cities – Politiche alimentari per città sostenibili”, Katrien Verbeke, Maria Bottiglieri e Anna Scavuzzo.

15Mar/16

Cittadinanzattiva: la mensa che non c’è

La mensa che non c’è cittadinanzattivaè un’iniziativa della rete Scuola di Cittadinanzattiva. E’ un’indagine civica a tutto tondo sul servizio mensa nelle scuole primarie. Si propone di indagare le condizioni del locale mensa e di sondare la percezione della qualità del servizio da parte degli utenti. L’indagine si realizza attraverso la somministrazione di questionari ai vari utenti del servizio mensa (studenti, genitori, insegnanti, rappresentanti della commissione mensa) . Per ricevere il kit con gli strumenti di indagine e per avere maggiori informazioni scrivete a: Marilù Pacetta m.pacetta@cittadinanzattiva.it

15Mar/16

La lobby del Glifosato

veleni nel piattoQuando la politica si preoccupa troppo delle sorti delle multinazionali la sua funzione regolatrice va in tilt. È quello che è successo e sta succedendo nel palazzo della Commissione Europea a Bruxelles dove qualche giorno fa si è chiusa con un nuovo rinvio la riunione del Comitato permanente per i prodotti fitosanitari (il cosiddetto Paff, acronimo che …[continua su veleninelpiatto]

08Mar/16

Cibo, digiuno e malattie: la scoperta di Valter Longo

Della correlazione tra cibo e salute si sa da anni, anche se non se ne parla mai abbastanza in termini di prevenzione, ma del tema del ‘digiuno‘ non se ne è mai parlato. E’ grazie alle ricerche di un italiano, Valter Longo, genovese di nascita ma americano d’adozione,  che si parla di ‘digiuno’ come una delle medicine più potenti, di cui non esiste eguale nel panorama farmacologico. Si chiama dieta ‘mima-digiuno’, il regime alimentare che secondo Valter Longo, della University of Southern California (Usc) e dell’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano permette di rafforzare il sistema immunitario e combattere l’invecchiamento. Attraverso questi ‘simil digiuni’, che significa mangiare poco per qualche giorno per un certo periodo, il corpo è in grado di riprogrammarsi ed entrare in una modalità di invecchiamento più lento. Straordinario il risultato della sperimentazione del digiuno nelle terapie chemioterapiche sui topi, con un potenziamento dell’effetto della chemio e il suicidio delle cellule cancerogene. Tutto questo e di più viene spiegato nella prima parte del servizio di PresaDiretta su Rai3.

03Mar/16

La Plasmon dice NO all’olio di palma

La Plasmon ha dNo Palm Oil eciso di togliere l’olio di palma dai prodotti per i bambini sostituendolo con olio di girasole e olio d’oliva. E’ una scelta importante che arriva dalla consapevolezza di molti genitori che hanno fatto pressioni sull’azienda chiedendo, a suon di lettere e petizioni online, di inserire ingredienti più sani e sostenibili rispetto all’olio di Palma.

E’ una decisione storica che annulla l’effetto delle campagne pubblicitarie su cui sono stati investiti milioni per sostenere la salubrità e sostenibilità dell’olio di palma, una promozione autoreferenziale che non convince. La Plasmon rafforza e velocizza un processo di cambiamento, già in atto in diverse aziende che non utilizzano questo discusso olio e di questa scelta ne fanno un vanto.

Dai biscotti, alle merendine fino alle creme simil Nutella, sono centinaia i prodotti che hanno eliminato l’olio di palma. Nasce il marketing ‘sostenibile’ che si fa bello con una nuova etichetta promozionale sulla confezione che dichiara ‘non contiene olio di palma‘.

03Mar/16

Non aprite quella pappa!

non-aprite-quella-pappa-112823Si legge in un battibaleno il bel libro di Laura Bruzzaniti  Non aprite quella pappa!  pubblicato da Altreconomia Edizioni. L’autrice ha pensato di scriverlo tra la nascita di un figlio e la fase dello svezzamento quando un genitore inizia a rendersi conto di aver messo al mondo non solo un bambino ma anche un nuovo piccolo consumatore. Non aprite quella pappa! è pieno di notizie e utili consigli per muoversi nell’universo del baby food ma soprattutto è un bel manuale di autodifesa contro la pretesa delle “dieci sorelle”, le multinazionali del cibo, di alimentarci secondo i loro profittevoli criteri.

Ecco un assaggio estratto del quarto capitolo.

Perché il cibo industriale non è adatto ai bambini
I singoli prodotti possono essere molto diversi, anche all’interno della stessa categoria di alimenti: la loro salubrità varia da marchio a marchio. Per scegliere sugli scaffali il prodotto più sano è necessario imparare a leggere bene le etichette. Ma scopriamo perché il cibo industriale è incompatibile con una dieta sana per i vostri bambini.

Il cibo industriale è una merce. In generale, il cibo industriale prima di essere un alimento è un prodotto e assolve al suo compito che non è quello di assicurare una dieta sana ai bambini, ma un alto fatturato all’azienda che lo produce. Il cibo industriale quindi è fatto per guadagnare: perciò in alcuni casi le materie prime sono le meno costose o le meno pregiate: carne separata meccanicamente invece di carne  “vera”, uova in polvere invece di uova fresche, latte in polvere invece di latte fresco, olio di palma invece di olio di oliva.

Il cibo industriale è fatto per piacere. L’industria alimentare non dà ai bambini quello che gli fa bene, ma quello che risponde al loro gusto e che vorranno comprare di nuovo; per questo i cibi industriali sono molto zuccherati, contengono molto sale e molti aromi per esaltare la sapidità e il gusto; devono anche essere belli a vedersi e avere la giusta consistenza e per questo si usano coloranti, emulsionanti, addensanti, sali di fusione.

Il cibo industriale influisce sull’educazione al gusto. Se vogliamo che i bambini abbiano una dieta varia, che mangino di tutto, dobbiamo “educarne” il palato. Ma il cibo industriale può ostacolare l’educazione al gusto: assaggiando cibi molto zuccherati, salati e aromatizzati il bambino si abitua a sapori esaltati. Anche la consistenza del cibo industriale per bambini tende ad evitare i contrasti. Pensiamo agli omogeneizzati: se mangia una mela, manzo o nasello, il bambino fa esperienza della stessa consistenza. (…).

Alessandro Gaeta
Giornalista Inviato Speciale presso la Rai

16Feb/16

Informazioni dalla Rete dei comitati mensa

Rete comitati mensaIn un periodo storico dove il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazioni sembra sgretolarsi a colpi di ‘razionalizzazioni’, l‘Università di Perugia studia nuovi modelli di mensa scolastica che rimettano al centro la qualità dei pasti e non gli utili del fornitore del servizio. Accenniamo a uno di questi modelli che vede le commissioni mensa tra gli attori del servizio.
Tra le varie notizie che abbiamo seguito in questi giorni troviamo i genitori di Terni molto attivi nel difendere le 36 cucine, fiore all’occhiello della città, che potrebbero essere a rischio chiusura con il nuovo bando sulla ristorazione scolastica. Dall’audizione del 4 febbraio in Comune  i genitori hanno ottenuto un tavolo di concertazione attraverso il quale partecipare alla stesura del nuovo bando, ma che ad oggi non è stato ancora avviato. Anche Milano è in primo piano tra le proteste dei genitori e le minacce di azioni legali del fornitore che se la prende con le commissioni mensa della scuola Stoppani, ma anche con la Rai. Un dialogo difficile tra le parti in causa che è scaturito in due petizioni della Rappresentanza cittadina delle commissioni mensa: quella per eliminare le polpette e quella per eliminare il piatto unico.

A Napoli sono state fatte le nomine per i componenti della Commissione mensa municipale che raccoglie e discute i dati, le problematiche e i suggerimenti trasmessi dalle Commissioni mensa del territorio, anche se il gruppo non si è ancora incontrato, è comunque già in atto un’apertura al confronto tra genitori e Comune. A Lamezia Terme è nato il primo distaccamento del Coordinamento Cambiamo la mensa presieduto da Berrino, per innescare un processo di cambiamento il loco.

A disposizione e consultabile online il contratto della refezione scolastica di Bologna, mentre sono scaricabili alcune ricette dell’asilo Giardino degli Elfi, al top nella classifica del Menu a punti.

Nei ‘save the date’ il 18 INNOCAT  a Torino e il 21 febbraio l’Assemblea cittadina delle commissiono mensa di Milano.

Claudia Paltrinieri
Redazione Foodinsider.it