16Lug/16

Perugia, il Comunicato stampa dei genitori dopo i fatti rilevati dal PM

COMUNICATO STAMPA COMITATI MENSA E ASSOCIAZIONE GENITORI
Le Associazioni dei Genitori e i Comitati Mensa esprimono grande preoccupazione per i fatti rilevati dal PM Cicchella e per la situazione che si è venuta a determinare riguardo il servizio mensa rivolto alle Scuole dell’Infanzia e Primarie della città. In conseguenza di ciò, hanno già chiesto con massima urgenza un incontro con il Sindaco.
Quanto emerso dalle indagini dei NAS descrive una situazione allarmante e che comunque è stata scoperta anche grazie alla tenacia e alla costanza dei genitori che hanno continuato a controllare e a segnalare. Ci auguriamo che possa essere fatta piena luce sulle responsabilità, laddove ve ne saranno, e che presto vengano attuate tutte le misure necessarie a prevenire altri fatti gravi, come quelli già riscontrati. Auspichiamo, inoltre, una chiara presa di posizione da parte del Comune e ribadiamo la richiesta già fatta fin dal mese di Aprile di bandire subito una nuova gara, istituzionalizzando una volta per tutte il ruolo dei genitori, che per oltre trenta anni hanno gestito gli acquisti e che devono pertanto essere coinvolti a monte nell’organizzazione del servizio, nella selezione dei fornitori e a valle nei controlli.

15Lug/16

Merenda sana: ‘ci pensiamo noi’

merenda con fruttaA Salerno ci sono scuole dove i genitori si accordano per portare una merenda sana per tutti. Una scelta semplice ed efficace che implica un’intesa e un’organizzazione da parte dei genitori, capaci di incidere positivamente nelle abitudini alimentari e nella salute dei bambini. Ecco cosa ci racconta Eliana, una delle mamme promotrici dell’iniziativa.

‘Io con le altre mamme della classe siamo riuscite a far accettare alla scuola una merenda condivisa in cui i nostri figli mangiano le stesse cose portate a rotazione da tutti i genitori, ovviamente merende fatte di tanta frutta fresca e secca, pane e olio o marmellata.

L’anno è andato benissimo, anche i bambini che non mangiavano frutta hanno cominciato a farlo e quelli che erano abituati a mangiare merendine o cibi preconfezionati si sono un po’ dimenticati del passato.

Mia figlia ha cominciato ad addentare la frutta (prima la mangiava solo se sbucciata). Nel complesso la merenda è stata sicuramente un successo, al punto che a fine anno la scuola ha cercato di proporre la stessa iniziativa anche alle altre classi le giornate delle “merende sane”.’

La ‘ricetta’ per la merenda sana è semplice: almeno un paio di genitori promotori dell’iniziativa, un gruppo facebook per coordinare il calendario delle merende e, nel caso, sopperire alle emergenze, tipo “ho dimenticato la merenda (può capitare)” in tal caso c’e sempre qualcuno pronto a tappare il buco per quel giorno. Ad ogni genitori spetta, a rotazione, un giorno nel quale deve portare la merenda per tutti i bambini della classe, che varia tra la frutta, la verdura di stagione, pane e olio o pane e marmellata, mandorle, ecc.. Si tratta di un impegno di circa una volta al mese, dove anche  i bambini si sentono coinvolti e responsabili di quello che mangeranno i loro compagni di scuola.

È stato bello anche vedere come ogni
bambino si preoccupasse di portare la merenda ai loro compagni “perché quello era il suo turno” e di scegliere tra cose sane come carote, finocchi, frutta secca, pane e olio e marmellata. 
Credo sia importante trasferire ad altri genitori che se si é coesi si può fare… Molti partono già rassegnati. 
Ci sono realtà dove la frutta a merenda è parte integrante del servizio di refezione scolastica e altre dove sono i genitori ‘coesi’ che si organizzano per offrirla ed è un successo.
14Lug/16

Genitori capaci di cambiare la mensa

Riceviamo spesso lettere dove i genitori ci raccontano di cucine che chiudono a favore di centri di cottura unici, di esternalizzazione del servizio, di menu improbabili, di cibo ‘discount’, disservizi,… Poi succede, a volte, che i genitori si organizzano, si confrontano, condividono informazioni, fanno rete e qualcosa cambia, in meglio.
Oggi abbiamo il piacere di pubblicare la lettera di Annalisa, una mamma commissaria mensa di Castel Maggiore in provincia di Bologna, che racconta come sono riusciti a negoziare una mensa migliore e a promuovere iniziative di educazione alimentare nel loro contesto.
E’ un esempio virtuoso di come la partecipazione attiva di genitori preparati e coesi su un obiettivo comune, la salute dei propri figli, possa incidere positivamente nella realtà a partire da una cosa così importante come il cibo.
‘Carissimi, sono una mamma di due bambini che frequentano le scuole del comune di Castel Maggiore (BO), comune che ha conferito i servizi alla persona e i servizi scolastici all’Unione Reno Galliera. Da quest’anno scolastico sono entrata a far parte della Commissione Mensa e dopo la prima riunione di dicembre, alquanto deprimente e inconcludente, ho cercato, insieme ad altre due mamme, di costituire un gruppo informale di approfondimento sul tema, a cui alla fine hanno partecipato una dozzina di genitori.
Dagli scambi via mail e dagli incontri fatti è scaturito un documento [che integriamo qui sotto] che abbiamo cercato di diffondere il più possibile tra i genitori (abbiamo raccolto quasi un centinaio di sottoscrizioni) e quindi presentato all’amministrazione. 
 

Presentazione gruppo miglioramento mense
A seguito dell’invio del documento, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con L’Unione Reno Galliera e l’Amministrazione comunale in occasione dell’incontro che si è tenuto il 5 aprile.
L’incontro è stato molto positivo, abbiamo ricevuto la massima attenzione e disponibilità all’ascolto da parte delle referenti dell’Unione e abbiamo convenuto sulla opportunità di una forte sinergia tra istituzione e genitori.
Successivamente, le referenti dell’Unione hanno organizzato un incontro  il 2 maggio con le dietiste dell’ASL, nel quale come genitori abbiamo cercato di capire meglio i criteri di valutazione nutrizionale dei menù.
All’ultima Commissione Mensa del 24 maggio, abbiamo infine avuto la possibilità di illustrare ai componenti della commissione presenti la presentazione del lavoro svolto dal gruppo (in allegato).
Nel frattempo l’Unione ha completato il bando di gara per il nuovo appalto delle mense scolastiche, che scadrà il prossimo 6 luglio.
Da settembre 2016 quindi l’organizzazione, preparazione e somministrazione dei pasti dovrà essere svolta dalla ditta che si aggiudicherà l’appalto in base alle disposizioni contenute nel Capitolato Speciale che, con grande nostra soddisfazione, presenta molti punti di miglioramento, in linea con buona parte delle richieste da noi avanzate. In particolare: 

Consumo della frutta al mattino
– Maggiore frequenza di verdura cruda ai pasti
– Maggiore frequenza di pietanze a base di legumi 
– Introduzione di pasta, cereali in chicco e farine integrali 
– Maggior attenzione al bilanciamento nutrizionale dei menù, in particolare dell’apporto proteico, in base ai LARN, e adozione della dieta mediterranea
– Utilizzo di piatti, bicchieri e stoviglie ecosostenibili e non dannosi alla salute: è stato garantito dall’Unione che saranno sostituiti tutti i piatti in melamina; nel capitolato non è detto espressamente ma al punto 8.1 si richiama integralmente il DM 25.07.2011, allegato 1 art.5 che al riguardo prevede l’obbligo di utilizzo di materiali come la ceramica, il vetro e il metallo.
Sempre nello stesso documento del Ministero sono previste inoltre indicazioni molto interessanti sulla sostenibilità ambientale dei servizi di ristorazione collettiva, che sostengono ulteriormente le proposte da noi avanzate in tema di riduzione degli scarti alimentari, partendo in primo luogo da una sistematica rilevazione delle quantità di cibo non consumato (vedi art.5.5.1 Rapporto sui cibi somministrati e sulla gestione delle eccedenze alimentari).
Sempre in tema, l’Unione si è impegnata ad organizzare a partire da settembre la rilevazione del gradimento dei bambini, attraverso questionari somministrati a scuola subito dopo il pasto. 
In collaborazione con la Commissione Mensa e l’Unione, speriamo di riuscire a concretizzare nel prossimo anno scolastico una serie di iniziative volte alla sensibilizzazione e informazione dei genitori sulla corretta alimentazione e sulla sua importanza quale unico vero strumento di prevenzione primaria delle principali malattie croniche.’  […]Contributo estratto dalla lettera di Annalisa, commissaria mensa di Castel Maggiore (Bologna)

13Lug/16

Chiudono le cucine? piuttosto il pasto da casa

mensa scolastica-2Il Sindaco del Comune di Trecastelli, Faustino Conigli, ha deliberato la chiusura di 4 cucine per la creazione del centro unico di preparazione dei pasti per la mensa della scuola dell’infanzia, decisione che ha comunicato ai genitori dopo la delibera.

Così a settembre 2017 verranno chiuse le 4 cucine e spesi 402.000 euro per il nuovo centro cottura. I genitori non ci stanno e hanno contestato la scelta inviando una lettera di diffida al Comune per chiedere spiegazioni e inoltrato una serie di richieste rimaste inascoltate. La domanda è semplice: perché una mensa già considerata eccellente deve cambiare?

La prospettiva per i genitori sembra essere maggiore spesa (402.000 euro più i costi di manutenzione delle cucine che rimangono comunque per l’impiattamento, lavaggio e merenda) e minore qualità. Il processo di produzione industriale dei piatti, il pasto trasportato e l’obiettivo di profitto del nuovo fornitore non potranno essere le condizioni per garantire lo stesso livello qualitativo della mensa avuta fino ad oggi.

Il comitato “NO mensa unica” nonostante la calura estiva è molto attivo: ha raccolto, e continuerà a farlo, centinaia di firme di adesione al comitato e al referendum abrogativo della delibera che istituisce la mensa unica delle scuole d’infanzia del Comune, e sta per lanciare nuove iniziative eclatanti.
I genitori del Comitato hanno chiesto un incontro sottoponendo alcune richieste tutte rimaste inevase, così ci dicono:

– avevamo chiesto la partecipazione di tutto il comitato, oltre noi 4 del Direttivo: e tale richiesta ci è stata negata;
– avevamo chiesto la partecipazione di alcuni tecnici da noi nominati poiché il Comune avrebbe chiamato tutti gli uffici comunali, dirigenti ASUR, Presidente del Consiglio di Istituto, Dirigente scolastica ed insegnanti: ed anche tale richiesta ci è stata negata;
– avevamo chiesto (visto che come documentazione avevamo la sola delibera n. 33/16 da noi contestata e lo studio di fattibilità) che il Comune rispondesse formalmente alla istanza ex art. 47 dello Statuto comunale ove formulavamo almeno 7 quesiti tecnici e la stessa ci è arrivata, senza alcuna risposta ai quesiti da noi formulati.L’amministrazione comunale sta cercando di eludere un confronto democratico e paritetico con il comitato no mensa, attraverso una serie di iniziative che hanno la parvenza di un confronto, ma che in realtà non sciolgono il nodo fondamentale, ossia l’operatività della delibera che non è un generico atto di indirizzo, ma è una decisione amministrativa vincolante ed esecutiva.Pertanto l’incontro previsto per il 12 luglio è stato sospeso.

Il prossimo passo? I genitori si stanno organizzando e valutando la possibilità di inviare la lettera per l’esonero dalla mensa scolastica e scegliere l’alternativa del pasto da casa. Quindi i genitori rilanciano: o le cucine rimangono e si mantiene il livello qualitativo avuto fino ad oggi o potremmo rinunciare in massa al servizio della mensa scolastica.

Aspettiamo aggiornamenti sull’evolversi della contesa.

 

08Lug/16

La mensa al bivio

bivioDopo che i Nas hanno dichiarato irregolare una mensa su quattro i genitori della rete Nazionale delle commissioni Mensa hanno condiviso e inviato al Ministro della Salute Lorenzin una lettera nella quale chiedono l’applicazione di 10 principi che diventino fondamento di un nuovo modello di servizio di refezione scolastica.

La sentenza di Torino che apre alla possibilità dei genitori di portarsi il pasto da casa e i dati allarmanti dei Nas, pongono i genitori ad un bivio: o la mensa cambia o è preferibile il pasto portato da casa.

Il decalogo è un accorato appello dei genitori che credono ancora nel valore del servizio di refezione scolastica e vogliono che torni ad essere un momento di educazione alimentare, espressione di eguaglianza e inclusione, così come di cultura e rispetto per l’ambiente, ma soprattutto garanzia di salute ad un costo equo.

I genitori chiedono di essere coinvolti da subito in un veloce processo di cambiamento che porti ad una mensa buona, pulita, sana e sostenibile.
Questi i principi di cui si richiede l’applicazione al Ministro Lorenzin.

1.    Una commissione mensa fatta di genitori (ma anche nonni) ed insegnanti in ogni scuola sia pubblica che privata
2.    Strumenti adeguati per esercitare le funzioni di controllo da parte delle commissioni mensa (ispezioni senza vincoli di preavviso nelle cucine, fotografare cibi, pesare a crudo e a cotto, accesso ai documenti che riguardano la mensa)
3.    Protocollo di coordinamento tra Aziende Sanitarie Locali, NAS, Unità di controllo della qualità dei comuni e i genitori delle Commissioni Mensa
4.    Partecipazione dei genitori commissari mensa alla definizione delle Linee di indirizzo per la stesura dei nuovi capitolati tecnici e carta dei servizi
5.    Pubblicazione e libera consultazione di tutti i documenti riguardanti la refezione scolastica e delle liste dei referenti commissari mensa.
6.    Criteri per l’acquisto delle materie prime basati sulla tutela della salute e dell’ambiente.
7.    Stop alla chiusura delle cucine, valorizzazione e sviluppo delle cucine interne alle scuole.
8.    Limite alle tariffe che non possono superare il costo del pasto sostenuto dall’Amministrazione.
9.    Possibilità di accedere ad un fornitore alternativo se persiste una qualità del servizio al di sotto degli standard previsti.
10.    Adeguamento delle Linee guida alle Raccomandazioni dell’OMS.

Dalla risposta del Ministro i genitori avranno gli elementi per scegliere.

08Lug/16

Lettera dei genitori al Ministro Lorenzin

LorenzinI GENITORI CHIEDONO AL MINISTRO LORENZIN DI CONDIVIDERE E APPLICARE IL DECALOGO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA MENSA SCOLASTICA

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DEI GENITORI DELLA RETE NAZIONALE DELLE COMMISSIONI MENSA SCOLASTICA

DALLE INDAGINI  A TAPPETO DEI NAS NELLE MENSE SCOLASTICHE DI TUTTA ITALIA EMERGE IL DATO ALLARMANTE CHE UN CONTROLLO  SU QUATTRO RIVELA UNA NON CONFORMITA’

IL RATING DEI MENU SCOLASTICI REALIZZATO DALLA RETE NAZIONALE DELLE COMMISSIONI MENSA RILEVA GRANDE DISOMOGENEITA’ NEI MENU E AMPIO DISALLINEAMENTO RISPETTO ALLE INDICAZIONI DELLE LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI DELLA RISTORAZIONE SCOLASTICA

CHIEDIAMO AL MINISTRO LORENZIN DI CONDIVIDERE E DARE APPLICAZIONE AL NOSTRO DECALOGO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA REFEZIONE SCOLASTICA

Caro Ministro Lorenzin,

noi genitori abbiamo appreso con rabbia e forte preoccupazione l’esito dell’indagine dei carabinieri dei NAS illustrata nella conferenza stampa del 20 giugno. Sono infatti state rilevate gravi e diffuse irregolarità come: alimenti scaduti rietichettati come freschi, sottoprodotti di origine animale utilizzati al posto di carni fresche, impiego di acqua senza certificato di potabilità, utilizzo di additivi non consentiti, alimenti in cattivo stato di conservazione, insudiciati, in stato di alterazione e nocivi, polli contenenti pericolosi frammenti ossei, prosciutto cotto e frittata contaminati da listeria monocytogenes e stafilococchi coagulasi positivi, olio extravergine di oliva ottenuto da miscele comunitarie anziché italiane, yogurt scaduti, pane ammuffito, prodotti acquistati al discount e dichiarati come provenienti da filiera corta/Km zero, centri pasto privi del piano per la tracciabilità degli alimenti e relative autorizzazioni dell’Autorità Sanitaria, muffe diffuse alle pareti, sporco diffuso dei piani di lavoro delle cucine, veicoli non idonei al trasporto degli alimenti, subappalti illeciti dei servizi, centri pasto con carenze igienico sanitarie e strutturali tali da comportare la chiusura, affidamenti del servizio in difformità dalle procedure di legge, mancato rispetto delle tabelle dietetiche nutrizionali previste nelle linee di indirizzo nazionale del Ministero della Salute, etc.

Con amarezza constatiamo che su 2678 controlli, 670 sono risultati irregolari, dando ragione a noi genitori facenti parte dei comitati mensa cittadini che da tempo, denunciamo con forza l’esistenza di problemi nella filiera di preparazione dei pasti. A tal riguardo noi genitori, etichettati come allarmisti, siamo stati spesso inascoltati e le nostre voci sottovalutate dalle amministrazioni comunali, incapaci di comprendere che l’unico interesse perseguito è sempre e unicamente la tutela della salute dei nostri figli.

Caro Ministro Lorenzin, apprezziamo questo Suo intervento attraverso i NAS, prestando finalmente ascolto alle nostre denunce che da anni sono all’ordine del giorno sui quotidiani di tutte le città sotto forma di manifestazioni, scioperi e petizioni. E’ proprio nelle stesse ore in cui viene pubblicato l’esito della sua indagine che a Torino i genitori ottengono dal Tribunale della Corte di Appello una sentenza senza precedenti che consente loro di dis-iscriversi dal servizio e provvedere autonomamente con un pasto preparato da casa. Oltre all’affermazione di un diritto individuale, questa sentenza non può non essere considerata come l’estrema conseguenza di una incapacità di ascolto delle istituzioni e una mancanza di volontà politica di cambiamento e miglioramento di un servizio essenziale così importante e delicato come questo.

Perché infatti un genitore dovrebbe rinunciare alla mensa scolastica se il servizio fosse soddisfacente, la qualità dei pasti elevata e le tariffe ragionevoli ed eque? Le chiediamo dunque quali scenari potranno aprirsi in futuro con simili prospettive e senza un intervento ancor più incisivo sulla qualità del sistema esistente?

Le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica emanate dal Suo Ministero, non prescrivono in modo approfondito il ruolo e le funzioni delle Commissioni Mensa, quale importante strumento di partecipazione dei genitori ed elemento centrale di controllo quotidiano, capillarmente diffuso nelle scuole, su base volontaria e senza altri possibili interessi che la tutela dei bambini. Questo vuoto, ha generato ampie disomogeneità nel paese, con il visibile effetto di un grande divario tra città diverse, come illustrato proprio poche settimane fa dal rating nazionale dei menu scolastici, elaborato dalla nostra Rete. E’ per queste ragioni che, con forza e urgenza, le chiediamo di colmarlo con indicazioni più vincolanti, capaci di acquisire quei principi fondamentali la cui piena applicazione crediamo costituisca l’unica base fondamentale e imprescindibile per un autentico percorso di cambiamento e miglioramento. Per tutta Italia chiediamo:

    1. VALORIZZAZIONE DELLA PARTECIPAZIONE
      Auspichiamo che in ogni scuola, sia pubblica che privata, ci debba essere una Commissione Mensa, senza vincoli di numero, con pieno riconoscimento da parte delle Istituzioni delle funzioni consultive, deliberative e di controllo svolte dai genitori (possibilmente allargando la partecipazione anche ai nonni) e dagli insegnanti, in qualità di commissari mensa. Attività che consistono nella supervisione dei pasti, nella partecipazione di diritto ai tavoli istituzionali inerenti la ristorazione scolastica (prassi che avviene attualmente in una minoranza di Comuni, con ottimi riscontri da parte dell’utenza) e nella promozione di iniziative di educazione alimentare per le scuole e le famiglie, con particolare attenzione alla lotta allo spreco. Proponiamo l’inclusione di diritto, di almeno un genitore di bambino a dieta speciale in ogni Commissione Mensa, a tutela della categoria, particolarmente esposta a bassa qualità dei menu. Dalla nostra esperienza emerge che là dove la presenza dei genitori è significativa, il servizio è sempre migliore.
    2. FUNZIONI  DI CONTROLLO DELLE COMMISSIONI MENSA
      Attualmente i controlli delle Commissioni Mensa hanno in alcuni Comuni vincoli e barriere che non permettono di fare rilevazioni utili per il monitoraggio del servizio. E’ necessario garantire esplicitamente a tutte le Commissioni Mensa gli strumenti di controllo per le quali esistono, a partire dalla  possibilità di accesso ai refettori, alle cucine e ai centri cottura senza vincoli di orario o di comunicazioni preventive, naturalmente la possibilità di fare rilevazioni fotografiche,  di verificare le temperature e il peso a crudo e a cotto dei pasti e ogni altra procedura di evidente utilità per il monitoraggio dell’effettiva qualità del servizio.
    3. PROTOCOLLO DI COORDINAMENTO TRA COMMISSIONI MENSA, ASL, NAS E UNITA’ DI CONTROLLO QUALITA’ DEI COMUNI
      Ad oggi troppo spesso le segnalazioni e richieste di intervento dei genitori rischiano di restare inascoltate e, nel caso di indagini, il loro esito è di difficile accesso. Siamo convinti che sarebbe utile istituire un protocollo di coordinamento tra Aziende Sanitarie Locali, NAS, Unità di controllo della qualità dei comuni e genitori delle Commissioni Mensa in cui definire con maggiore chiarezza le corrette procedure da seguire e l’accesso ai risultati di tutti i controlli effettuati.
    4. CAPITOLATI E CARTA DEI SERVIZI CONDIVISI CON I GENITORI
      E’ fondamentale che i genitori possano partecipare alla definizione delle Linee di indirizzo per la stesura dei nuovi capitolati tecnici e carta dei servizi. La condivisione con i genitori di questi importanti documenti rappresenta una ulteriore tutela rispetto al rischio che vengano privilegiati criteri a vantaggio dei fornitori a scapito della qualità, della salute e dell’ambiente.
    5. TRASPARENZA DEI DATI
      Riteniamo di importanza fondamentale la pubblicazione online e il facile accesso per i genitori di tutti i documenti riguardanti la refezione scolastica (capitolato e contratto di servizio, prezzi, schede tecniche delle materie prime, ricettari con le grammature, menù mensili e stagionali, risultati analisi, pubblicazione in tempo reale delle contestazioni e sanzioni comminate alle aziende di ristorazione, non conformità e azioni correttive, rilevazioni del gradimento e dello scarto, etc); uno degli aspetti ove c’è più divario nel nostro paese.A questo si aggiunge anche la pubblicazione online dei nomi e delle email dei commissari mensa referenti di ogni città per fare rete e condividere informazioni.In aggiunta alla valorizzazione del ruolo dei genitori delle Commissioni Mensa, riteniamo di grande utilità anche una maggiore e più stringente attenzione ad altri aspetti qualificanti del servizio di refezione scolastica. Alcuni di questi riguardano:
    6. CRITERI PER GARANTIRE QUALITA’ E SICUREZZA DELLE MATERIE PRIME

      Dalla nostra indagine emerge che nonostante le Linee di indirizzo e le indicazioni del Green Public Procurement ci sono grandi discrepanze sul territorio nei criteri di acquisto delle materie prime. E’ necessario che l’obiettivo primario sia quello di tutelare, in modo omogeneo nel Paese la salute delle giovani generazioni e l’ambiente, privilegiando percentuali elevate e crescenti (espresse non sulla base del numero di referenze ma rispetto al peso effettivo) di prodotti freschi, di stagione, da agricoltura biologica, Dop, IGP, a lotta integrata, equosolidali e filiera corta locale; limitando i prodotti surgelati ed evitando i prodotti di IV e V gamma.
      E’ necessaria l’istituzione di un numero minimo obbligatorio, omogeneo su scala nazionale, non solo di analisi microbiologiche ma anche di contaminanti di filiera (es. pesticidi, ormoni, antibiotici) e ambientali (diossine, PCB, metalli pesanti, contaminanti di falda etc) nelle derrate maggiormente utilizzate o a rischio (come già deliberato per il Comune di Genova).
    7. AGGIORNAMENTO DELLE LINEE GUIDA CON LE RACCOMANDAZIONI DELL’OMS
      Le Linee guida ministeriali non hanno ancora recepito le recenti raccomandazioni dell’OMS e del Codice europeo anticancro per quanto riguarda il corretto equilibrio della dieta attraverso l’eliminazione di fattori di rischio e l’introduzione di alimenti protettivi (riduzioni carni rosse eliminazione insaccati, introduzione prodotti integrali biologici), aspetti che chiediamo di integrare.
    8. STOP ALL’ACCENTRAMENTO DEI CENTRI CUCINA
      La chiusura progressiva delle cucine nelle scuole, il conseguente accentramento della produzione dei piatti in grandi centri cucina secondo un modello industriale, vincolano alla scelta di alcuni piatti e l’eliminazione di altri (es. meno uova e più polpette) e producono ovunque decadimento del gusto, menù meno sani e grande disaffezione al servizio. E’ fondamentale mantenere le cucine all’interno delle scuole e riaprirne di nuove per ridurre i pasti veicolati e promuovere quelli prodotti in loco. E’ necessario valorizzare il legame fresco-caldo con preparazione e cottura dei cibi nella stessa giornata del consumo e riduzione massima del tempo che intercorre fra lo scodellamento e la fine delle operazioni di preparazione.
    9. TARIFFE
      E’ necessario rendere trasparente la scomposizione del costo delle tariffe e stabilire un limite alle stesse, che non devono mai superare i costi che le Amministrazioni comunali sostengono e senza aumenti per tutta la durata degli appalti in corso. Le Amministrazioni comunali devono altresì prendersi carico della riscossione e contribuire per le fasce di reddito agevolate. Ne deve risultare chiaro il guadagno delle ditte di ristorazione appaltanti il servizio e la spesa da esse sostenuta per le materie prime.
    10. CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA
      A fronte del persistere di NON conformità da parte del fornitore del servizio, o altre gravi criticità, è necessario stabilire un criterio affinché gli istituti comprensivi possano svincolarsi da un servizio non adeguato agli standard previsti e scegliere liberamente un servizio alternativo alle stesse condizioni.
Caro Ministro Lorenzin, oggi, a nome di migliaia di genitori di tutte le città, Le chiediamo con forza di attribuire più valore alla partecipazione delle famiglie e degli insegnanti, quale contributo maturo e responsabile di una ampia e diffusa partecipazione capace di controllare e migliorare il servizio.
L’elenco non esaustivo dei principi fondamentali illustrati, prende vita da molteplici esperienze e competenze collettive e ben rappresenta un sentimento comune a tutti noi genitori delle Commissioni Mensa ad oggi attive sul territorio nazionale. Riaffermando la consapevolezza diffusa che la mensa scolastica, al pari di altri servizi primari, rappresenti una importante conquista sociale che deve essere valorizzata e difesa con tutte le forze, attendiamo con grande fiducia il segno di una sua volontà di condivisione.

La Rete Nazionale delle Commissioni Mensa

La Rete Nazionale delle Commissioni Mensa è costituito da una rappresentanza di genitori che compongono i Comitati di diversi città, con l’obiettivo di favorire lo scambio di informazioni, il confronto e il coordinamento delle attività e iniziative comuni. Al momento aderiscono genitori dei comuni di Bologna, Genova, Milano, Venezia, Benevento, Pianoro, Pescara, Chieti, Jesi, Perugia, Brescia, Napoli, Lucca, Castel Maggiore, Viterbo, L’Aquila, Terni, Verona, Capannori.

30Giu/16

Mensa ‘in concessione’ a Terni

mensa scolasticaI genitori di Terni ci hanno scritto per informarci sull’esito della dialettica tra genitori e Amministrazione in questo difficile anno di transizione, iniziato con la minaccia della chiusura delle cucine da realizzare con l’esternalizzazione della mensa. Purtroppo un film già visto anche in altre realtà, dove i Comuni spostano la mensa dalle politiche sociali dell’Amministrazione per cederla agli operatori di mercato che la trasformano in ‘oggetto di business’, con tutte le implicazioni che ne fanno seguito.
Ecco, in sintesi, cosa è successo a Terni:

‘Il risultato positivo raggiunto è quello del mantenimento delle cucine in loco, purtroppo però l’amministrazione, adducendo motivazioni esclusivamente legate a vincoli di bilancio, ha deciso di esternalizzare totalmente il servizio, lasciando aperta l’opzione di dare il servizio in concessione, anziché con gara d’appalto.
Ad oggi il servizio vede un 20% delle cucine gestite direttamente dal comune, con le ovvie ricadute positive sugli aspetti di qualità, salute, educazione alimentare e sostenibilità ambientale, oltre a garantire che gli standard, proprio perché determinati dall’operare del soggetto pubblico, siano superiori a quelli di un sistema in cui operano esclusivamente i privati.

Il Comitato Servizi Educativi Comunali-Co.SEC ha elaborato proposte alternative ed integrative rispetto al documento prodotto dal processo decisionale inclusivo promosso dall’amministrazione e svoltosi a marzo 2016. I documenti sono stati consegnati alla II° Commissione Consiliare. Tali proposte sono state accolte e approvate dal Consiglio Comunale nella seduta del 31 maggio 2016.

In estrema sintesi le proposte del comitato hanno toccato i seguenti aspetti:

  • linee guida sulla refezione scolastica contenenti una sezione tecnica sulle proposte specifiche per la stesura del capitolato;
  • rimodulazione equa delle fasce ISEE;
  • proposta di regolamento per il funzionamento delle Commissioni Mensa e la costituzione della Rappresentanza Cittadina delle Commissioni Mensa;
  • clausola sociale a tutela dei minori che sancisce l’importanza dell’accessibilità del servizio di refezione come strumento di lotta alla povertà minorile. Viene introdotto, tramite tale clausola il diritto del pasto da casa, in considerazione del fatto che esso può rappresentare per molte famiglie;
  • clausola tetto agli utili e penali di scopo, attraverso un circolo virtuoso, si prevede il recupero di risorse da investire per il miglioramento dei servizi senza pesare sulle casse comunali, sull’utenza o sulla collettività generale.

Il Comitato nei prossimi mesi continuerà a vigilare affinché il lavoro fatto venga effettivamente implementato e realizzato.’

Maria Chiara Dottori
Cosec Terni (Comitato Servizi Educativi)

23Giu/16

Esonero mensa e consumo pasto da casa: come si fa

pasto da casaIl diritto al ‘panino da casa’ riconosciuto dalla Corte di Appello di Torino è un punto di rottura a cui si è arrivati inevitabilmente grazie al percorso di privatizzazione che ha spostato la refezione dalle politiche sociali dei comuni agli obiettivi di business dei nuovi gestori del servizio. Ci sono Comuni che non sono stati più in grado di sostenere la gestione del servizio di refezione, ‘svenduto’ di conseguenza ai privati, e altre Amministrazioni  che, invece, con la refezione hanno fatto ‘cassa’. Il risultato comune a tutti è che il piatto dei bambini si è svuotato di qualità e il costo del servizio è aumentato. Sempre più rare sono le realtà dove i comuni hanno ancora il dominio del servizio, con un’Amministrazione che sceglie di mantenere la presenza di cucine nelle scuole e assumersi buona parte dei costi di gestione, mentre dominano i processi di esternalizzazione del servizio con i risultati che abbiamo visto in questi mesi. Scioperi del panino sempre più diffusi, episodi di ‘mala gestione della refezione‘ culminate con gli esiti delle indagini dei Carabinieri che dichiarano che una mensa su quattro in Italia è irregolare e che molti dei nostri bambini hanno mangiato per mesi schifezze.
Il ricatto delle Amministrazioni che impongono il monopolio del servizio non regge più.
Ci vuole un nuovo modello di mensa scolastica con nuove regole e strumenti di controllo efficaci. La refezione deve tornare ad essere un servizio al centro delle politiche sociali di questo Paese la cui gestione non può presupporre utili, industrializzazione dei piatti, cibo scarta e mangia, ‘finto biologico’ e sempre più polpette a base di patate…
Per i genitori che vorranno fare la scelta del pasto da casa in alternativa alla refezione scolastica mettiamo a disposizione una sezione con i documenti prodotti dall’Osservatorio di Torino come supporto organizzativo alle scuole nella gestione del pasto da casa ( PATTO DI CORRESPONSABILITA’, MODALITA’ ORGANIZZATIVE) e il facsimile della LETTERA DI ESONERO dal servizio mensa prodotta dall’Ufficio Regionale Scolastico della Lombardia.

22Giu/16

Corte di Appello di Torino: legittimo il pasto da casa

pasto da casaI genitori di Torino vincono in Appello e ottengono il diritto di poter scegliere tra la refezione scolastica ed il pasto da casa da consumarsi all’interno della scuola e nell’orario destinato alla refezione. Una sentenza storica che produrrà effetti non solo a Torino.

Dalla sentenza, di cui alleghiamo il documento originario ( sentenza corte appello caro mensa ) si desumono ulteriori principi che l’avvocato Giorgio Vecchione sottolinea, evidenziando quali altri aspetti dovranno essere considerati all’interno della scuola per contemplare l’opzione ‘pasto da casa’. Ecco cosa ci scrive l’avvocato:

  •  l‘assistenza durante il tempo mensa, non è solo una mera attività di “sorveglianza” ma è un’assistenza “educativa” che spetta al personale docente; eventuali ed ulteriori costi delle cooperative o altre associazioni di assistenza esterne, fatti gravare sulle famiglie, dovrebbero essere costi NON DOVUTI dai genitori, ma sono costi che deve sostenere la scuola.
  • Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, DEVE curare l’organizzazione e la gestione degli spazi e del personale, senza alcun onere economico a carico delle famiglie.
  • Il diritto di scelta VALE sia nelle scuole a tempo pieno sia in quelle a modulo, sempre che nel POF sia previsto il tempo mensa e dopo mensa come segmento formativo;
  • Durante il tempo mensa, ove previsto, i minori NON POSSONO USCIRE da scuola, perché il tempo mensa fa parte del tempo scuola.

Di seguito le argomentazioni che hanno motivato la Corte di Appello ad esprimersi a favore del pasto da casa.
In sintesi la Corte di Appello, dopo aver richiamato l’art. 34, primo comma, della Costituzione che  prevede il diritto all’istruzione, obbligatoria e gratuita, menziona la Circolare del MIUR n. 29 del 5 marzo 2004, emessa a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 19.2.2004, n. 59, la quale sottolinea come il primo ciclo costituisca la prima fase in cui si realizza il diritto-dovere non solo all’istruzione, ma anche alla formazione; l’orario annuale delle lezioni nel primo ciclo di istruzione comprende: (a) un monte ore obbligatorio; (b) un monte ore facoltativo opzionale; (c) eventualmente l’orario riservato all’erogazione al servizio di mensa e di dopo mensa, precisando che i tre segmenti orari rappresentano il tempo complessivo di erogazione del servizio scolastico, che non vanno considerati e progettati separatamente, ma concorronoa costituire un modello unitario del processo educativo, da definire nel POF.

I servizi di mensa sono necessari a garantire lo svolgimento delle attività educative e didattiche e vengono erogati utilizzando l’assistenza“educativa” (N.B.: e non una mera attività di “sorveglianza”) del personale docente che si intende riferita anche al tempo riservato al dopo mensa.   

Ciò anche nella scuola secondaria di primo grado ove si parla ormai di “tempo scuola”, che comprende non soltanto le attività strettamente didattiche. Il servizio scolastico si svolge attraverso tutti i previsti “segmenti orari”, compreso il tempo-mensa. Ne consegue che il diritto all’istruzione primaria non corrisponde più al solo diritto di ricevere cognizioni, ma in modo più ampio al diritto di partecipare al complessivo progetto educativo e formativo offerto dal servizio scolastico nell’ambito del “tempo scuola”.

Quanto al tempo mensa, quindi – disattendendo la conclusione del Tribunale – per la Corte di Appello il permanere presso la scuola nell’orario della mensa costituisce un diritto soggettivo perfetto perché costituisce esercizio del diritto all’istruzione.

La Corte di Appello ha poi rimarcato il fatto per cui il servizio di refezione scolastica previsto dal D.M. 31 dicembre 1983, è un servizio locale a domanda individuale, facoltativo per l’utente, che non può mai diventare obbligatorio e, quindi, non  essendo ipotizzabile il digiuno degli studenti, occorre rinvenire una soluzione.

La Corte di Appello ha riformato la decisione del Tribunale nella parte in cui “suggeriva” ai genitori di prelevare il figlio da scuola durante il tempo della mensa per riaccompagnarlo successivamente, poiché in tal modo viene ad essere leso il diritto di partecipare al “tempo mensa” quale segmento del complessivo progetto educativo, salvo sottostare al ricatto del servizio pubblico in assenza di alternative.

Conclusivamente, la Corte, ha ritenuto che il diritto vantato dagli appellanti, ancorchè non espressamente previsto da una norma specifica, sia comunque desumibile dall’ordinamento costituzionale e scolastico, ovviamente solo nei casi in cui sia previsto il c.d. “tempo mensa”, ossia quello specifico segmento orario dell’offerta formativa.

Quanto alla concreta attuazione del diritto in questione, la Corte di Appello ha ritenuto di non consentire indiscriminatamente agli alunni di consumare il pasto domestico presso la mensa scolastica, ma statuito che ciascun istituto debba adottare idonee misure organizzative  in relazione alla specifica situazione logistica, organizzazione che, in presenza di un diritto soggettivo perfetto, oggi accertato, diventa un OBBLIGO specifico.

In conclusione la Corte di Appello, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha accertato la sussistenza del diritto dei genitori di scegliere per i propri figli tra la refezione scolastica ed il pasto domestico da consumarsi nell’ambito delle singole scuole e nell’orario destinato alla refezione.

Esattamente quello che volevamo!
Avvocato Giorgio Vecchione

21Giu/16

NAS: irregolare una mensa su quattro

Controlli NASAlimenti scaduti o di ignota provenienza,  cibo contraffatto, tracciabilità e irregolarità nell’etichettatura, carenze igienico sanitarie, stoccaggi in ambienti inadeguati. Queste alcune delle irregolarità rilevate dai controlli effettuati dai NAS sui servizi di ristorazione scolastica da novembre ad oggi. Su 2678 controlli, 670 (25%) sono risultate irregolari. Tra le violazioni contestate le principali sono frode in pubbliche forniture (58) commercio alimenti nocivi (23), alimenti in cattivo stato di conservazione (10) Omissioni e abuso in atti di ufficio (10), Inadempienza in pubbliche forniture (15). Nel centro Italia va il primato delle irregolarità con 1.041 controlli e 285 irregolarità, pari al 27% delle mense oggetto d’indagine.
Ecco alcuni dati riportati nel comunicato stampa dei NAS

  • NAS Milano: sono stati sequestrati presso il centro cottura di una scuola elementare 36.500 articoli utilizzati per il servizio di ristorazione scolastica (tra cui piatti fondi), risultati, alle analisi di laboratorio, contenere un additivo non consentito (fluororato).
  • NAS di Alessandria: sospeso il servizio di mensa scolastica nel cuneese per gravi carenze igienico sanitarie e strutturali (muffe diffuse alle pareti, esfoliazione intonaci nei locali cucina, sporco diffuso dei piani lavoro) tali da non garantire la salubrità dei pasti; potenziale rischio per la salute dei minori. Segnalate 2 persone alle competenti Autorità.
  • NAS Brescia: denunciato all’A.G. il legale responsabile di una società incaricata del confezionamento dei pasti destinati ad una scuola materna, per aver fornito alimenti diversi, per qualità ed origine, da quelli previsti dal capitolato (alimenti di agricoltura tradizionale, anziché metodo ‘biologico’).
  • NAS Treviso: verificata la condotta del legale responsabile di una ditta appaltatrice del servizio di confezionamento e distribuzione dei pasti a vari istituti scolastici che contravvenendo agli obblighi contrattuali imposti, illecitamente procedeva al subappalto del predetto servizio. Nella circostanza è stato, altresì, accertato che la ditta subappaltatrice trasportava gli alimenti utilizzando veicoli non autorizzati a tale scopo e, pertanto, non idonei.
  • NAS Ancona: somministrati agli studenti alimenti con caratteristiche diverse rispetto al capitolato d’appalto (congelati anziché freschi). Sequestrati 3.700 kg. di prodotti carnei, classificati come sottoprodotti di origine animale e privi di indicazioni per la rintraccibilità, rinvenuti all’interno di celle frigorifere autorizzate allo stoccaggio di soli prodotti carnei freschi. Il titolare si approvvigionava di alimenti prossimi alla scadenza e, dopo averli riconfezionati, rietichettati con una nuova data di scadenza, indebitamente li sottoponeva a procedure di congelamento per fornirli successivamente alle mense come freschi.
  • NAS Firenze: denunciati i rappresentanti di 2 aziende fornitrici ci materie prime a mense scolastiche del capoluogo e in altre province toscane, per aver erogato prodotti alimentari di qualità inferiore a quella prescritta nel capitolato d’appalto (olio extravergine di oliva di provenienza comunitaria anziché nazionale, formaggio DOP di stagionatura inferiore a quella richiesta, pollo di classe B anziché di classe A)
  • NAS Perugia: interessata l’A.G. per somministrazione alimenti pericolosi per la salute pubbilca (cosce di pollo contenenti frammenti ossei, prosciutto cotto e frittata contaminati da listeria monocytogenes e pane con muffa) nonché contestati di illeciti amministrativi per circa 15.500 euro.
  • NAS Napoli: a seguito di presunta tossinfezione alimentare partita da numerosi alunni di un istituto comprensivo, è stato denunciato l’amministratore di una ditta appaltatrice del servizio di refezione scolastica, per aver somministrato alimenti in stato di alterazione e nocivi.
  • NAS Cosenza: denunciati i titolari delle ditte appaltatrici del servizio di refezione di diverse mense scolastiche per aver fornito pasti diversi da quelli previsti dal capitolato d’appalto e dalla tabella dietetica prevista dall’ASL; accertato, altresì, che i depositi di alimenti di diversi istituti scolastici erano interessati da carenze igienico sanitarie e strutturali disponendone la chiusura.
  • Nas Palermo: denunciato il gestore responsabile di un centro cottura, per aver fornito olio extravergine di oliva diverso per qualità e marca da quello previsto nelle tabelle dietetiche e nelle delibere dirigenziali comunali, che prevedevano l’esclusiva fornitura di olio extravergine di oliva biologico;….

Per i genitori non è una sorpresa perché è da anni che i commissari mensa registrano ‘non conformità’ in mensa durante le loro ispezioni, proprio quelle rilevate da questo piano articolato di controllo dei Nas: cibo scaduto, etichettature non conformi, inadempienze contrattuali, capitolati disattesi e normative igienico sanitarie violate. La differenza sostanziale sta nel fatto che i Carabinieri hanno accesso facile a tutta quella documentazione formale, mentre i genitori non hanno disponibilità, il più delle volte, neanche dei contratti e dei capitolati d’appalto, là dove ci sono (Milano, per esempio, non ha un capitolato vero e proprio, ma volatili tabelle merceologiche). Per questo i genitori si trovano spesso a richiedere documentazione, che dovrebbe essere trasparente per legge, attraverso formali ‘accesso agli atti’.
Che qualcosa non funzionasse in mensa noi genitori lo sapevamo già da tempo, ma fino ad oggi nessuna istituzione si era presa la briga di approfondire, ora ci sono degli dati ed elementi, allarmanti, che confermano i rischi di salute a cui sono esposti i nostri figli in mensa quotidianamente. Ci aspettiamo che da questi dati ci sia una forte presa di coscienza dei genitori, della scuola, ma soprattutto dei Comuni, delle Aziende Sanitarie Locali, e delle Istituzione per un netto cambio di rotta.

SLIDE CARABINIERI