02Ott/20

Fondo di 5 milioni per il biologico in mensa

E’ stato ristanziato anche quest’anno il fondo per le mense biologiche per un importo di 5 milioni di euro. Un fondo che nasce dal precedente Decreto Martina che aveva stanziato 10 milioni all’anno per sostenere le mense biologiche. Era un decreto che prevedeva 4 anni di finanziamento che si sono conclusi con il 2020. Con questi 5 milioni di euro si dà continuità alla scelta politica di promuovere il biologico in mensa anche per gli anni successivi, almeno così si spera. L’obiettivo del fondo è quello di ridurre il costo per le famiglie che usufruiscono di una mensa biologica ma soprattutto promuovere un maggior consumo di prodotto bio in mensa a tutela della salute dei bambini e del pianeta.

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01Ott/20

Come servire l’acqua in mensa in epoca di Covid?

Il Covid19 sta portando la scuola a ricoprirsi di rifiuti: tra mascherine, piatti usa e getta, ora anche la questione dell’acqua in mensa apre le porte alle bottigliette di plastica. Tre sono le opzioni possibili: la brocca servita da un adulto opportunamente attrezzato ( mascherina e gel per le mani), o la borraccia o la bottiglietta di plastica. Quest’ultima sembra essere la soluzione più facile dal punto di vista organizzativo, a volte persino sollecitata dalle aziende sanitarie, ma la più costosa per le casse dei Comuni e soprattutto per l’ambiente. Dopo aver ricevuto diverse sollecitazioni sul tema dell’acqua in mensa abbiamo deciso di chiedere alla dott.ssa Emilia Guberti che coordina il gruppo di lavoro nazionale ‘Alimenti e Nutrizione’ della Società Italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) e che ha un’esperienza ultra-ventennale nell’ambito della Ristorazione scolastica in veste di  direttore del Servizio igiene Alimenti e Nutrizione dell’ASL di Bologna. A lei abbiamo chiesto quale sia la soluzione migliore per servire l’acqua ai bambini durante il consumo del pasto a scuola.

 

30Set/20

Rivoluzione a Montefano: cucina e tempo pieno

A Montefano, in provincia di Macerata, un borgo di 3.500 persone che non ha neanche una trattoria in paese, da settembre ha inaugurato la cucina interna alla scuola e una mensa scolastica espressa. Condizione che ha reso possibile il tempo pieno per i bambini dalla scuola elementare e media. Una rivoluzione che nasce dal coordinamento della Sindaca Angela Barbieri con la preside della scuola ma soprattutto dalla volontà del Comune di puntare su un pasto di qualità cotto e servito direttamente all’interno della scuola. ‘Un requisito imprescindibile‘ dice la Sindaca, ‘perché per noi la qualità del pasto dipende dagli ingredienti, che da noi sono tutti biologici, e dal fatto che il pasto sia preparato e servito nella cucina interna, per questo non abbiamo mai considerato l’opzione del pasto trasportato‘.

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28Set/20

Marianna, eco-mamma che combatte la plastica a scuola

Pubblichiamo la lettera di Marianna, una mamma di Bari che non si è piegata alle richieste della direzione scolastica di far portare ai bambini la merenda plastificata a scuola: merendine e frutta confezionata. La pubblichiamo perché la sua storia è un esempio di come l’ignoranza possa sortire disposizioni inutili e ad alto impatto ambientale che la conoscenza e la determinazione di un genitore può sgretolare.

LA LETTERA
Buongiorno, vorrei raccontarvi quello che mi è successo a proposito di merenda a scuola e riapertura in sicurezza delle scuole.

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14Set/20

Parte la mensa, monitoriamo insieme il servizio

Con l’inizio della scuola e del tempo pieno riparte anche la mensa. Visto il particolare momento storico abbiamo deciso di avviare un monitoraggio del servizio di refezione scolastica in Italia. Vogliamo mappare le varie modalità di erogazione del servizio adottate in questa fase, dove si mangerà anche in spazi non deputati alla ristorazione, per rilevare le diverse soluzioni organizzative individuate dai Comuni al fine di rispondere ai criteri di sicurezza e in parallelo mantenere un’alimentazione sana e sostenibile. Lo facciamo attraverso un questionario che si trova a questo link, che è uno strumento semplice, da compilare in 2 minuti a ci aiuta a capire come cambia la mensa in Italia nell’epoca del Covid-19. Chiediamo a tutti di aiutarci a raccogliere i dati!

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16Ago/20

I chiarimenti del Ministero: stop alle monoporzioni

Stop al lunch box e alle monoporzioni a scuola, che rimangono, ma solo come estrema ratio. Tornano a tirare un sospiro di sollievo tutti quei Comuni che per mesi hanno lavorato per studiare un modo per garantire la qualità del cibo insieme alla sostenibilità del servizio con soluzioni che non contemplano il pasto plastificato. Lo chiarisce il Comitato Tecnico Scientifico che, su richiesta del Ministero dell’Istruzione, fornisce ulteriori specificazioni circa le misure di protezione da adottare per garantire lo svolgimento dell’attività scolastica da settembre.

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08Ago/20

E monoporzione sia!?

Il Protocollo sicurezza firmato dal Ministero dell’Istruzione e Sindacati cita a pagina 8: La somministrazione del pasto deve prevedere la distribuzione in mono-porzioni, in vaschette separate unitariamente a posate, bicchiere e tovagliolo monouso e possibilmente compostabile. Un netto cambio di registro e di disposizioni. Lo sostengono anche i Comuni che non sono stati coinvolti nell’elaborazione del Protocollo, ma come enti gestori del servizio si trovano spiazzati a doverne gestire le conseguenze. Ecco perché nel giro di neanche 24 ore ANCI ha scritto alla Ministra Azzolina per chiarire che quanto disposto nel Protocollo non corrisponde alle indicazioni del CTS dello scorso 28 maggio a quelle contenute nel Piano Scuola 2020/2021, ma soprattutto che i ‘Comuni hanno già individuato le migliori soluzioni con le ditte concessionarie, ricontrattando le condizioni del servizio ed il prezzo dello stesso, nel rigoroso rispetto di tutte le misure anti contagio e salvaguardando la qualità del servizio ed il gradimento degli utenti’ .

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04Ago/20

Appello della società civile ai sindaci: dite NO alle monoporzioni

Dopo la petizione per evitare di plastificare la mensa con le monoporzioni (arrivata a più di 30.000 firme in pochi giorni!) la società civile si unisce in un appello ai Sindaci e alle istituzioni che hanno potere decisionale sulla mensa per mettere in guardia sui rischi del lunch box e della ‘semplificazione del pasto’ a scuola. Foodinsider.it insieme ad Aiab, Cittadinanzattiva, Genima genitori in rete, Legambiente, Save the children, Slow Food e il Comitato Promotore Food Policy di Roma hanno redatto un documento dove espongono i rischi del lunch box e delle relative monoporzioni, soluzione che è stata fatta passare come ‘opportuna’ da alcune regioni, come la Lombardia. In realtà più che essere opportuna questa soluzione, che non ha nessuna ragione scientifica che la giustifichi, rappresenta un danno che ricadrebbe su vari aspetti:

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28Lug/20

Al via la campagna #salvalamensa contro le monoporzioni in plastica

Milano, 28 luglio – Presentata oggi la campagna #salvalamensa, un’iniziativa che coinvolge associazioni, medici e genitori per chiedere al governo di rivedere il Piano Scuola e abolire l’utilizzo di monoporzioni di plastica sigillate. Al via anche la petizione su change.org.
Lo scenario previsto per il consumo dei pasti in classe è il seguente: pasti tenuti in caldo per ore all’interno di monoporzioni in plastica sigillata con impatto ambientale enorme (11 kg di plastica/bambino/anno scolastico), perdita di posti di lavoro (perlopiù femminili) e aumento degli sprechi alimentari a causa del cibo scotto e poco invitante. A rischio anche la qualità nutrizionale del cibo a causa della “semplificazione del menù” e un aumento dei costi.

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21Lug/20

Franco Berrino: evitare i rischi delle monoporzioni

Come servire il pasto della mensa scolastica in tempo di Covid lo definiscono le istituzioni sanitarie: l’OMS, l’Istituto Superiore di Sanità e il Siti (Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva e Sanità Pubblica).
Si tratta di regole semplici ed indicazioni utili che minimizzano il rischio di contagio da virus. Anche il dott. Franco Berrino, medico ed epidemiologo di fama mondiale che abbiamo intervistato sul tema mensa scolastica nella fase 2, afferma la necessità di adempiere a regole semplici, ma rigorose, per aumentare l’attenzione agli aspetti igienici nel produrre e servire il pasto ai bambini a scuola. ‘Non c’è assolutamente nessuna ragione scientifica per pensare che siano utili le monoporzioni‘ afferma perentorio il dott. Berrino mettendo in guardia i Comuni dall’adozione delle monoporzioni che le aziende di ristorazione collettiva paventano come soluzione migliore per servire il pasto della mensa in classe. Secondo il noto epidemiologo, le monoporzioni fanno male alla salute dei bambini e aumentano i rischi di contagio e diffusione del virus.

Nel video che pubblichiamo inseriamo un estratto dell’intervista al dott. Franco Berrino dove spiega i rischi delle monoporzioni.