Con l’inizio della scuola e del tempo pieno riparte anche la mensa. Visto il particolare momento storico abbiamo deciso di avviare un monitoraggio del servizio di refezione scolastica in Italia. Vogliamo mappare le varie modalità di erogazione del servizio adottate in questa fase, dove si mangerà anche in spazi non deputati alla ristorazione, per rilevare le diverse soluzioni organizzative individuate dai Comuni al fine di rispondere ai criteri di sicurezza e in parallelo mantenere un’alimentazione sana e sostenibile. Lo facciamo attraverso un questionario che si trova a questo link, che è uno strumento semplice, da compilare in 2 minuti a ci aiuta a capire come cambia la mensa in Italia nell’epoca del Covid-19. Chiediamo a tutti di aiutarci a raccogliere i dati!

IL CIBO PROTETTIVO A SCUOLA
Si tratta di una iniziativa che riteniamo necessaria in questo anno scolastico delicatissimo dove l’alimentazione diventa un fattore protettivo essenziale per i bambini. Così come la scuola torna ad essere luogo di sviluppo della mente e della conoscenza che rende liberi, anche la mensa deve tornare ad essere luogo di inclusione e di educazione che rende forti. In una fase di crescita dove i bambini costruiscono il loro sistema immunitario, quel 40% dell’apporto nutrizionale rappresentato dal pranzo rispetto al totale del fabbisogno giornaliero, diventa un anello essenziale per ‘carrozzare’ i nostri figli con le difese necessarie per combattere influenze, virus e malattie. Quindi la mensa scolastica nell’anno del Covid-19 deve essere più che mai buona, sana e sostenibile, tenendo conto anche del fatto che l’incremento delle famiglie in condizione di povertà ha aumentato il numero di bambini indigenti per i quali il mangiare in mensa è l’unico vero pasto della giornata.

IL REBUS MENSE
Come partirà la mensa? Sappiamo che cambieranno gli spazi di consumo del pasto per consentire il distanziamento di un metro anche in refettorio, quindi il numero dei bambini in mensa sarà dimezzato e aumenteranno i turni. Non basteranno i refettori là dove c’erano già almeno 2 o 3 turni in mensa, oppure là dove i refettori sono stati requisiti come luoghi per la didattica. Quindi molte scuole mangeranno in classe oppure contempleranno situazioni miste: alcune classi mangiano in refettorio, altre in classe.

COME SI MANGIA IN CLASSE?
Per chi mangia in classe il servizio si complica perché bisogna ripensare lo scodellamento che può essere fatto come avviene per gli ospedali attraverso i carrelli termici al piano. Sappiamo che alcuni Comuni hanno adottato altre soluzione per mantenere comunque la possibilità di scodellare il pasto ed evitare le monoporzioni sigillate, che già si sa essere un fallimento così come registrato nei campi estivi in questi mesi di test (Es. Varese, Firenze e Roma). Le monoporzioni sono indicate dal Comitato Tecnico Scientifico come ‘estrema ratio’, quando ci sono vincoli organizzativi o strutturali che impediscono lo scodellamento.

LA SOSTENIBILITA’ A RISCHIO
Ci sono Comuni che hanno mantenuto un pasto sostenibile evitando plastiche o soluzioni monouso e usando piatti di ceramica e posate di metallo con i tradizionali sistemi di pulizia e igiene delle stoviglie. Da sfatare la fake news pubblicata su alcuni giornali relativa al fatto che sia necessario avere tutte soluzioni monouso e monoporzioni sigillate. Falso!

LE FAKE NEWS SULLA SICUREZZA
C’è stata una campagna di comunicazione sui media che ha cercato di fare passare l’idea che la monoporzione e il monouso siano garanzia di sicurezza, quando in realtà sono una mera soluzione organizzativa proposta dalle aziende. Una campagna che abbiamo cercato di contrastare con la nostra petizione #moNOporzione e #salvalamensa e l‘appello fatto alle istituzioni insieme alla società civile per mettere in guardia sui rischi delle soluzioni basate su lunch box e monoporzioni in piatti di plastica sigillate che possono avere importanti impatti sulla salute dell’ambiente e dei bambini.

LA NOSTRA PETIZIONE PER INFORMARE E SALVARE LA MENSA
Il risultato della nostra contro-campagna è, speriamo, la consapevolezza dei genitori sui rischi a cui è esposta la mensa scolastica quest’anno e sull’attacco che sta subendo per chiudere, ancora una volta, le cucine interne alle scuole e introdurre ‘piatti facili’ con la scusa della sicurezza. Quando invece il privilegio di avere il pasto espresso, cotto in cucina e servito in refettorio è una garanzia di conservazione del potere nutrizionale degli alimenti che invece il pasto trasportato dalle cucine centralizzate, necessario per produrre le monoporzioni, tende a perdere.

LA DIETA SANA DA DIFENDERE
E’ possibile e comprensibile che ci sarà qualche variazioni nei menu perché dal punto di vista organizzativo sarà tutto un po’ più complicato, ma questo non deve voler dire meno biologico o pizza, lasagna e pasta in bianco ogni settimana. L‘attenzione sull’equilibrio dei menu non deve venire meno, piuttosto deve aumentare l’attenzione al potere protettivo del cibo proposto: meno patate e più verdure, legumi e pesce cucinati con ricette appetibili.

IL PROBLEMA DA RISOLVERE DELL’ACQUA
La questione critica rimane l’acqua: come servirla. I bambini non possono più prendere la brocca in autonomia che può essere gestita solo da un adulto. In alcuni Comuni, come a Bergamo, questo viene fatto da un adulto, in via sperimentale, per evitare di introdurre le bottigliette di plastica che oltre ad avere un grave impatto sull’ambiente rappresenta un aggravio di costi per il Comune. C’è invece chi sta valutando di chiedere alle famiglie di portare le borracce concordando con l’Azienda Sanitaria locale un protocollo d’igiene per la loro pulizia che deve essere garantita dai genitori.

IL CONTROLLO DEI GENITORI ALL’INTERNO DEL SERVIZIO MENSA
Il nostro monitoraggio avviene attraverso i vari attori che ruotano intorno alla mensa, ma soprattutto i commissari mensa che devono poter monitorare il servizio, oggi più che mai. Ricordiamo che le commissioni mensa sono un organo istituzionale all’interno delle scuole riconosciuto e disciplinato dal Ministero all’interno delle Linee Guida della ristorazione scolastica. Ad esso è riconosciuto un ruolo anche dal Ministero dell’Ambiente attraverso il recente decreto dei CAM pubblicato nella gazzetta ufficiale il 10 marzo 2020, così come dalla Cassazione che con la sentenza del 30 luglio 2019 afferma che i genitori devono poter ‘influire sulle scelte riguardanti le modalità di gestione del servizio mensa’. Alle Commissioni mensa spetta il ruolo di controllo del servizio e di negoziazione necessaria per poter influire nel miglioramento dello stesso. Per questo in molte città esistono sia le commissioni mensa in ogni scuola, che un Comitato cittadino di commissari mensa che raccoglie le istanze dei genitori e le porta ad un tavolo di negoziazione con il Comune con l’obiettivo di apportare miglioramenti al servizio.

GLI INSEGNANTI COMMISSARI MENSA
Un ruolo importante di questo monitoraggio ce l’hanno gli insegnanti che spesso hanno l’occasione di mangiare in mensa. La presenza di insegnanti all’interno delle commissioni mensa è preziosissima perché sono il vero termometro della salute della mensa.

IL MONITORAGGIO DEL SERVIZIO DA PARTE DEI GENITORI
Il nostro monitoraggio si struttura in 5 semplici domande che se compilate da tanti genitori di Comuni diversi ci possono dare una mappatura significativa della realtà della mensa sul nostro territorio. L’intento è quello di rilevare esperienze virtuose per metterle in condivisione, ma anche esperienze che hanno ampi margini di miglioramento sulle quali i genitori possono influire per migliorare la qualità del mangiare a scuola. Per questo chiediamo a voi genitori, appena vi è chiaro come viene erogato il servizio, di compilare il questionario.
Facciamo rete, ancora una volta, per non abbassare la guardia e mantenere un controllo stretto della qualità della mensa. La nostra paura è che con l’alibi della pandemia si chiudano le cucine e si abbassi la qualità del cibo e del servizio, per scadere ad uno ‘standard industriale’ del pasto a scuola da trasformare nella norma.

IL CONTROLLO DELLE COMMISSIONI MENSA: come sarà regolato l’accesso in refettorio, le modalità di controllo del servizio di refezione scolastica e l’assaggio dei vari piatti del pasto. E’ evidente che quest’anno più che mai il controllo dei genitori commissari mensa ci dovrà essere pur ridefinendo il protocollo d’ingresso a scuola in accordo con i presidi e prevedendo l’impiego dei dispositivi di protezione.

MONITORAGGIO CON I COMUNI
Il monitoraggio lo facciamo, in parallelo, con quei Comuni con i quali abbiamo avviato delle relazioni, in questi anni di indagini, e con i quali c’è uno scambio e condivisione di informazioni che mettiamo in rete con altri funzionari che puntano ad un confronto costruttivo.
Per tutti mettiamo a disposizione la nostra email attraverso la quale ci potete inviare foto,menu e informazioni su come è cambiato sul vostro servizio mensa quest’anno: info@foodinsider.it