Roberta Casini, attualmente Sindaco presso il Comune di Lucignano, delegata per l’agricoltura per ANCI Toscana, è coordinatrice del Tavolo delle politiche locali del cibo dei Comuni della Toscana. E’ intervenuto all’evento Ristorazione bellezza per spiegare il significato del Tavolo delle politiche locali del cibo e il ruolo che la mensa ha al suo interno.

Roberta Casini: ‘La mensa scolastica è un tema molto importante in Toscana ed emerge anche dal Tavolo delle politiche locali del cibo, nato a fine 2019 da un’esperienza territoriale di alcune comunità che avevano già iniziato a elaborare delle politiche comuni del cibo.

E’ un tavolo complesso formato dal sistema Comuni, naturalmente dentro Anci, e da tutto il mondo accademico toscano con il quale abbiamo iniziato a stendere il documento delle linee programmatiche. 

Con Giaime Berti, che è qui presente oggi, e quindi insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, abbiamo fatto un bel progetto, conclusosi qualche giorno fa, che ha riguardato la partecipazione: siamo andati ad ascoltare i territori per capire la loro realtà. In questo momento abbiamo tanto materiale dal quale dovremo produrre una sintesi da portare all’interno del Tavolo. All’interno di questo percorso abbiamo capito che le mense sono, davvero, l’elemento centrale.  

Io, da sindaco, vi dico che spesso le affrontiamo come un problema. Il primo problema che mi si è posto, già 8 anni fa, da parte dei genitori in un Comune piccolino di 3500 abitanti, è proprio la mensa. 

Dietro alla mensa c’è un mondo. Un mondo enorme perché ci sono i dipendenti comunali che hanno una certa visione nell’organizzare il servizio, poi ci sono gli insegnanti che ne hanno un’altra, poi i genitori che interpretano varie visioni, da quelli più illuminati a quelli secondo i quali in mensa bisogna dare ai figli solo quello che vogliono. Quindi se i genitori non li sanno educare a casa anche il sistema scolastico non li deve educare e tantomeno la mensa, che è un servizio pubblico. Ma non ci dobbiamo dimenticare che la mensa è un momento della loro educazione e dobbiamo riuscire a trasmettervi qualcosa. 

Credo che bisogna essenzialmente lavorare per fare un salto culturale all’interno di tutto questo sistema, per far capire che quel momento è importante e che quindi quello che mettiamo nel piatto dei bambini a scuola, come glielo mettiamo e come lo decliniamo, è un sistema che fa parte della nostra esistenza e si riflette, poi, nella salute e nell’ambiente di tutti. Questo si ricollega alla sostenibilità quindi anche all’approvvigionamento delle materie prime, quindi a cosa scegliamo di mettere nel piatto dei nostri ragazzi. 

C’è un mondo dietro alle mense che non è soltanto quello scolastico, ma di tutto il sistema delle mense pubbliche. Qui veramente, secondo me, c’è la scommessa del futuro. Soprattutto qui in Toscana, dove non ci manca davvero nulla, dalla bellezza, alla qualità dei prodotti che portiamo nella nostra tavola. La sfida sta nel riuscire a portare quei prodotti anche nelle mense dei nostri ragazzi e anche negli ospedali e nelle RSA ,perché ce n’è davvero bisogno, soprattutto in termini di salute.

Questa sarebbe una risposta importante al sistema dell’agricoltura toscana perché riusciremmo a mettere insieme, con un sistema di logistica che ancora in Toscana non esiste (se non sporadicamente per alcune esperienze positive), qualcosa che davvero possa aiutare i nostri produttori, soprattutto quelli piccoli di cui la Toscana ne è piena e sono un esempio di qualità.

Ecco che dobbiamo riuscire davvero a fare sistema, questo Tavolo mira a questo. Il 23 maggio avremo il primo evento che parla proprio di mense. All’interno di tutti i distretti rurali, dei distretti del cibo e delle comunità del cibo nate all’interno di regione Toscana, dobbiamo riuscire a scommettere sui territori. Un sistema di mensa adeguato ai nostri ragazzi sarebbe una risposta per l’ambiente, per l’agricoltura, per la salute e soprattutto per la loro educazione’.