milano-food-policyLa food policy di Sala per le mense scolastiche di Milano inizia con gli aumenti delle rette. Aumenti previsti per materne (+ 52 euro di tassa d’iscrizione), centri estivi e mensa scolastica. Strategie per raccogliere 4 milioni e, fare cassa, anche riducendo i nidi di 250 posti.
Aumentare il costo di un servizio, come quello della mensa scolastica, la cui qualità viene contestata da anni, è una scelta azzardata se all’aumento delle tariffe non dovesse coincidere un netto miglioramento della qualità. Se poi questo annuncio viene fatto dalla Vicesindaco Scavuzzo il giorno dopo che il Tribunale di Milano ha dato l’avvallo all’accordo siglato tra genitori e Miur per il pasto da casa, suona come un’istigazione ad un fuggi fuggi dalla mensa.
L’effetto potrebbe essere un boomerang? Anziché ottenere maggiori introiti per il Comune, che è fornitore diretto del servizio di refezione scolastica attraverso Milano Ristorazione, il rischio è che un aumento delle rette provochi maggiori esoneri dalla mensa e quindi minori utenti paganti che potrebbero mettere a dura prova la solidità del fornitore del servizio.
Torino insegna che tirare troppo la corda può far danni imprevedibili: una tariffa troppo alta per una qualità bassa percepita ha innescato la ‘guerra del panino’ che sta mietendo vittime sul fronte del lavoro con gli annunciati esuberi. Solo nel mese di ottobre a Torino è stata registrata una riduzione della produzione dei pasti per la mensa scolastica pari a quasi il 10% che ha messo il fornitore (la Camst) nelle condizioni di ripensare ad un ridimensionamento dell’organico.
Una situazione del genere declinata su Milano avrebbe un diretto impatto, in primis, sull’impiego del numero di scodellatrici che già subiscono variabili di ore in base alle presenze o assenze dei bambini a scuola ogni giorno.

E’ fare cassa a partire dai servizi sociali (mensa scolastica, nidi e materna) la strategia di questa nuova giunta? se così fosse, dimostrerebbe di essere molto distante dai problemi delle famiglie e dal tessuto sociale di questa città per privilegiare obiettivi di budget secondo mere logiche manageriali.