terniCome i genitori del Cosec (Comitato Servizi Educativi Comunali di Terni) anche i genitori del Comitato Commissari Mensa, di cui fanno parte alcune scuole di Terni, si battono per mantenere le cucine interne alle scuole.  Ecco il comunicato stampa che ci hanno inviato che spiega il sistema mensa della città e i rischi che si paventano con il nuovo appalto da rinnovare a breve.

Attualmente il servizio delle mense esistenti, dai nidi fino alle scuole secondarie di primo grado, è gestito con due modalità: diretta e indiretta. Laddove è diretta a cucinare sono cuoche comunali coadiuvate all’occorrenza da cuochi di ditte esterne. La conduzione indiretta, o “esternalizzata”, invece, prevede che la cucina sia gestita in toto dalla ditta appaltatrice fornendo personale e derrate alimentari. Solo alcune scuole, prive di cucine funzionanti, ricorrono ai pasti trasportati forniti dalla ditta che ora ha l’appalto.

Le mense dotate di cucina in loco riscuotono a Terni da sempre molti consensi, per contro, nel resto del territorio nazionale il trasportato sta evidenziando diverse problematiche che hanno indotto i genitori a chiedere a gran voce un ritorno al “passato”.
Dalle esperienze, purtroppo numerose, di questo tipologia di refezione in altre realtà italiane, appare evidente che, inseguendo la chimera di un contenimento dei costi di gestione, si ottiene in realtà un servizio di qualità scadente, in particolare perché:

– i pasti trasportati hanno minore appetibilità;
aumentano le criticità dal punto di vista igienico;
aumenta il rifiuto dei piatti da parte dei bambini e, quindi, aumenta lo spreco di cibo e diminuisce l’apporto nutrizionale;
– con l’uso di stoviglie e posate in plastica aumenta l’impatto dal punto di vista ambientale;
si perde la valenza educativa del pasto e la familiarità con la preparazione di esso.
Nel caso specifico della nostra città, l’ipotesi di smantellamento dal prossimo anno scolastico delle cucine in loco significherebbe oltretutto:

– la perdita dell’ottima abitudine di servire la frutta a metà mattina
– la perdita della possibilità di svolgere laboratori didattici sul tema dell’alimentazione;
– la perdita di posti di lavoro per personale qualificato;
– la dismissione di un patrimonio comunale di strutture e attrezzature ad oggi in piena efficienza;

Dal momento, pertanto, che è da ritenere di buon livello la qualità attuale della ristorazione scolastica e vista importanza educativa di una corretta alimentazione, è intenzione di questo Comitato costruire un dialogo con le istituzioni affinché con il nuovo appalto per la gestione del servizio di refezione non si passi ad una diversa tipologia di fornitura dei pasti che pregiudichi il risultato raggiunto.

Alle ipotesi paventate di cibo trasportato precotto o proveniente da uno o più centro di cottura per tutte le scuole del territorio, il Comitato dice NO!
In attesa della convocazione, così come promessoci, in Commissione Consiliare, questo Comitato è pronto ad intraprendere ogni iniziativa utile affinché il servizio di refezione scolastica venga reso ai bambini rispettandone il diritto alla salute e ad una alimentazione sana e di qualità. Invitiamo tutti, pertanto, ad affiancarci per difendere ciò che è e deve rimanere un vanto della nostra città.

Sarà capace l’Amministrazione di fare una scelta partecipata coinvolgendo tutti i comitati interessati al servizio mense? Farà come a Perugia, dove il Comune ha voltato le spalle ai genitori, o come a Bologna dove i genitori si sono seduti al tavolo di negoziazione e hanno ‘trattato” per avere una mensa migliore?