La mensa dei genitori di Faedis

La mensa dei genitori, una best practice dell’8° Rating

La mensa dei genitori del Comune di Faedis racconta una storia lunga 30 anni dove il mangiare a scuola è la leva per creare una comunità che coinvolge tutti, le famiglie, gli insegnanti, i bambini, il Comune e i produttori locali biologici. Un esempio virtuoso e un modello possibile grazie a obiettivi che sono comuni a tutti: la salute e il benessere della collettività.

 

 

Faedis è un piccolo comune di 2700 abitanti in provincia di Udine, dove la mensa scolastica della scuola dell’infanzia, che conta 40 bambini, è storicamente gestita dal Comitato genitori, che si occupa degli acquisti del cibo che i bambini mangiano a scuola.

Sin dalla metà degli anni Novanta, il Comitato gestisce il servizio di ristorazione in collaborazione con la cuoca Francesca Cedolin, che è dipendente comunale. A regolare il rapporto tra Comune e genitori è una convenzione che permette al Comitato di occuparsi degli acquisti, la cui scelta ha come obiettivi la qualità, la salute e il rispetto del territorio, con prodotti in gran parte biologici, tutti locali o regionali. Il pane  è acquistato ogni giorno direttamente dal fornaio del paese, la verdura e la frutta arrivano dal negozio bio a pochi passi dalla scuola, mentre tutto il resto, se non locale, viene da produttori regionali. Ogni  lunedì vengono consegnati tutti i prodotti alla cuoca, tranne il pesce, che arriva il mercoledì con il camioncino da Marano e che, prima di fermarsi in piazza a Faedis, passa a rifornire la scuola. Con grande sapienza, la cuoca programma i pasti con una sequenza che rispetta i tempi di deperibilità delle derrate. Ogni venerdì pomeriggio il frigo è vuoto.  Tutto viene preparato espresso nella cucina della scuola, dove la cuoca arriva alla 8:00 e dopo un’ora inizia a servire la merenda a base di frutta, yogurt o succo di mela dei meleti locali. I bambini mangiano tutto e lo scarto è minimo.

Mentre i genitori sono garanti della bontà e salubrità delle materie prime, la cuoca è il cuore della mensa: conosce i bambini a uno a uno, li chiama per nome, sa quanto mangiano, conosce i loro gusti e approfitta di questa relazione per trovare momenti per insegnare loro a riconoscere il cibo. Ogni tanto la cuoca entra in classe con la borsa del contadino: una cesta con le verdure da guardare, annusare e toccare per apprendere nomi e proprietà, e per immaginare il gusto da assaporare a pranzo. La cuoca è parte attiva del progetto educativo e a sua volta è stata formata per rivestire al meglio questo ruolo: ‘Ho avuto la fortuna di trovare un’insegnante che mi ha trasmesso tutto ciò che ha senso nella scuola: l’orto per educare i  bambini allo scorrere delle stagioni, il valore della terra e del cibo coltivato. Negli anni ho fatto tesoro dei suoi insegnamenti e tuttora do importanza ai nomi da dare alle pietanze e a come disporle nei piatti, ai colori delle verdure che  possono traumatizzare i bambini ed è per questo che cerco sempre di giocare con gli abbinamenti e le quantità’. La collaborazione tra insegnanti e personale ATA permette di avere una mensa che è a tutti gli effetti un momento educativo anche attraverso il coinvolgimento dei bambini nella cura dell’orto, che ha un valore simbolico perché collega il cibo del pranzo a quello che restituisce la terra.

Questa confidenza tra bambini e la cuoca, insieme alla qualità delle materie prime e all’alleanza con i genitori, fanno sì che la mensa sia percepita da tutti come ‘buona’, come si evince dal risultato del test di gradimento, dove anche la percezione del consumo ottiene un ottimo successo, con l’89% di consumo di tutto il pasto.

Per questo servizio le famiglie pagano € 4,00 a pasto, ma si tratta di un valore che ripaga solo in parte il costo effettivo del servizio, che per la quota restante è coperto dal Comune.  La neo assessora Tiziana Visentin dichiara che il 63% del costo viene coperto con la tariffa pagata dai genitori, ‘ma in futuro l’Amministrazione  confida di poter trovare le risorse necessarie ad aumentare la quota a carico dell’ente o  la qualità e la gamma dei servizi offerti’. L’intenzione della nuova giunta, insediatasi di recente, è quella di confermare l’attuale modalità di gestione del servizio, con la mensa seguita dai genitori, perché il Comune riconosce l’alto valore di questo servizio: ‘Il comitato genitori, riunito in forma di associazione, è il fulcro e la colonna portante dell’intera organizzazione della mensa, assieme alla cuoca Francesca. E’ attento e scrupoloso nella scelta delle derrate alimentari, in cui privilegia i prodotti bio, possibilmente a Km 0, rispettosi dell’ambiente, delle clausole sociali e sostenibili anche dal punto di vista etico.’

Il racconto dell’assessore che assiste al momento del pranzo, restituisce l’idea di una ‘mensa felice’ a dimensione di bambino: ‘Il buongiorno, all’asilo di Faedis, si vede dal mattino, con la cuoca Francesca che accoglie i bimbi con un sorriso. Ogni tanto fa capolino dalla cucina, dando indizi sul menù del giorno. Ogni piatto è curato nei minimi dettagli, come fosse sempre un giorno di festa ed alla fine si fa la… scarpetta.’

La mensa dei genitori di Faedis è una delle best practice descritte nell’indagine dell’8° Rating dei menù scolastici accessibile e consultabile scaricando il report.