Il Codacons ha presentato una diffida alla scuola Bacone, alla vicesindaco e assessore all’ Educazione Anna Scavuzzo e alla direzione scolastica regionale affinché sia possibile, anche per le famiglie lombarde, scegliere tra il servizio mensa e il pranzo da casa, così come sancito, a giugno, dalla Corte d’Appello di Torino.
Si tratta della sentenza con la quale viene accolta la richiesta di 58 famiglie torinesi che, a fronte degli elevati costi della mensa, hanno ottenuto il riconoscimento del diritto di scegliere tra il servizio di refezione scolastica del Comune e il pasto da casa. Alla sentenza ha fatto seguito una circolare dell’Ufficio Scolastico regionale che ha replicato che l’esito della sentenza vale solo per i figli delle 58 famiglie, così da indurre altre 46 famiglie torinesi a fare ricorsi d’urgenza per ottenere lo stesso diritto. Le prime due ordinanze del giudice emesse il 16 agosto hanno accolto i ricordi d’urgenza e si presume che le restanti 44 ordinanze previste tra il 30 agosto e il 5 settembre avranno lo stesso esito.
La sentenza della Corte d’Appello e le successive ordinanze hanno stabilito dei principi generali e ‘chiunque potrebbe già ritentersi legittimato a fruire della libera scelta fra servizio di refezione e pasto da casa e se la stessa fosse negata o osteggiata può decidere di ricorrere al giudice’ così sostiene l’avvocato Giorgio Vecchione che ha seguito i genitori negli atti legali che hanno portato al riconoscimento del diritto.
A Milano i problemi sono legati alla qualità della mensa, spesso contestata dai genitori, e ad un sistema di monopolio che non prevede gara d’appalto, ma che impone come fornitore del servizio Milano Ristorazione, società partecipata del Comune.
Tra proteste, denunce e iniziative giudiziarie degli ultimi mesi emerge sempre più evidente che il rapporto qualità/prezzo del servizio mensa soddisfa sempre meno i genitori italiani e questo rende il rischio di ‘fuga dalla  mensa‘ reale e quanto mai contagioso.