Le due nuove ordinanze, emesse il 16 agosto, accolgono i ricorsi d’urgenza presentati da due famiglie torinesi che hanno chiesto il riconoscimento del diritto per i propri figli di portarsi il pasto da casa. Questa ordinanza fa seguito alla Sentenza della Corte d’Appello di Torino 21 giugno 2016, n. 1049 con la quale 58 famiglie hanno ottenuto il riconoscimento del diritto dei genitori di scegliere per i propri figli tra la refezione scolastica ed il pasto da casa da consumarsi a scuola e nell’orario destinato alla refezione. A luglio l’Ufficio Scolastico regionale ha emesso, infatti, una circolare per chiarire che l’esito della sentenza vale solo per i figli delle 58 famiglie che avevano fatto ricorso (si veda articolo del 20 luglio che ripercorre le fasi giudiziarie che hanno avuto come oggetto il diritto al riconoscimento del panino da casa). In risposta alla posizione del Miur l’avvocato Giorgio Vecchione che ha seguito i genitori in questa dialettica giudiziaria per il riconoscimento del diritto al pasto da casa ha proposto un ricorso d’urgenza al tribunale al fine di ottenere un provvedimento cautelare che riconosca a ciascun ricorrente il diritto rivendicato e che condanni scuola e MIUR ad adeguarsi al principio contenuto nella sentenza della Corte di Appello.
Tra il 30 agosto e il 5 settembre dovranno essere emesse altre 44 ordinanze che fanno seguito ai ricorsi di altrettante famiglie che presumibilmente daranno lo stesso esito.
In parallelo il nuovo Sindaco ha dichiarato che verranno riviste le tariffe del servizio di mensa, ma che l’Amministrazione non è a favore dell’alternativa alla refezione scolastica, tema che, in molte realtà, è stato il cavallo di battaglia proprio dei 5Stelle.
Intanto il Ministero è stato condannato a pagare le spese processuali.