Cara Vicesindaco, partiamo dai dati reali per migliorare la mensa

milano_food_policyGentile Vicesindaco Dott.ssa Scavuzzo,
le scriviamo in qualità di redazione Foodinsider, composta da commissari mensa che da anni lavorano volontariamente per una mensa migliore, per chiederle di vagliare le informazioni prima che vengano diffusi dati non allineati alla realtà dal vostro Ufficio Stampa.
La richiesta nasce dal fatto che le informazioni pubblicate nell’articolo apparso lo scorso 22 settembre su TheGuardian (link all’articolo) non sono corrette. Abbiamo provveduto a contattare la giornalista Stephanie Kirchgaessne, per appurare la fonte, e ci ha riferito di averle attinte direttamente dal vostro ‘deputy mayor’s office’

Pertanto oltre ad aver chiesto una rettifica alla giornalista, chiediamo a voi di prendere consapevolezza che la realtà della mensa scolastica è diversa da quella da voi diffusa. In primis il costo della mensa non è di 2,60 euro, ma si aggira intorno ai 4 euro. Voi stessi nell’allegato D dichiarate un costo pari a 4,43 euro. Il valore di 2,60 euro si riferisce invece ad una delle fasce ISEE (presumibilmente quella da 6.500,01 euro a 12.500,00 euro).

In secondo luogo il biologico nella mensa scolastica di Milano non è mai arrivato al 40%. Se già sorprende il dato riportato nel Bilancio di Milano Ristorazione che parla di una crescita dei prodotti biologici dal 16% a 35%, stupisce ancor di più il 40% dichiarato dal vostro Ufficio Stampa.
Le referenze biologiche nell’attuale menu estivo, come può evincere dal menu pubblicato online sono:

2 condimenti al sugo di ‘ pomodoro biologico’,
1 caciotta biologica
1 orzo biologico
1 farro biologico
1 pasta integrale biologica
più una volta alla settimana pane integrale biologico.

Considerando che la presenza di biologico nelle mense scolastiche andrebbe calcolata come percentuale sul peso totale delle referenze servite in mensa, il valore attuale probabilmente non arriva neanche al 10%.

Infine, abbiamo ritenuto opportuno scrivere alla giornalista che la protesta del ‘pasto da casa‘ non è un fatto ideologico, ma la conseguenza di un declino della qualità della mensa che si è accelerato negli ultimi due anni. Un declino che è la diretta conseguenza di una strategia industriale che ha svuotato le cucine concentrando la produzione di cibo processato nel mega centro Sammartini portando, a voi, Bilanci da record e in costante crescita (1.768.000 euro nel 2014 e 2.432.000 euro nel 2015) e, a noi genitori, una grande frustrazione per il grave decadimento della qualità della mensa attestato da un drammatico aumento del cibo scartato in mensa.

In tutto questo il ‘pasto da casa‘ non rappresenta una soluzione, ma una resa. La mensa scolastica è stata per tutti una conquista sociale, ma così com’è oggi svenduta alle logiche di mercato, si è svuotata di gusto e significato ed è percepita come un oneroso obbligo a cui devono sottostare genitori e figli.

Il risultato è che oggi i genitori diventano la reale concorrenza di un monopolio che distingue Milano da 16 anni.

Confidiamo che questa nuova Amministrazione sia capace di leggere la realtà, a partire dai dati reali da interpretare e usare come leva per cambiare e trasformare la refezione scolastica di Milano in una mensa buona, sana, etica e sostenibile. Questo sarebbe il primo vero segnale per Milano da parte di un nuovo Sindaco che della food policyha fatto la sua bandiera.

Cordiali saluti,
Redazione Foodinsider.it